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 alimentazione scorretta vs disturbi alimentari

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AutoreMessaggio
Elettra

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MessaggioTitolo: alimentazione scorretta vs disturbi alimentari   Mer Nov 11, 2009 11:49 pm

Fatico talvolta a definite il confine tra le due cose...
Per esempio il saltare regolarmente pasti(per esempio non pranzare mai), se non è giustificato da motivi lavorativi o altro, è già da considerarsi un sintomo?
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: alimentazione scorretta vs disturbi alimentari   Gio Nov 12, 2009 11:35 am

Cara Elettra,
credo che non esista un confine "netto" tra le "due cose", così come non esiste un confine netto tra "normalità" e "patologia"..
Voglio dire che non si può MAI generalizzare : ogni caso è un caso a sè, con una storia a sè, un contesto a sè e così via e va rispettato nella sua unicità ed irripetibilità.
Quindi il saltare il pasto può costituire un sintomo in taluni casi ed in altri no, bisogna andare ad indagare sulle motivazioni per cui la persona salta il pasto, sui vissuti connessi, sul quadro in cui s'inserisce questo comportamento, sulla fase del ciclo di vita che la persona sta attraversando, ecc ecc.. Il cibo e l'alimentazione non sono solo COSA e QUANTO ma soprattutto COME e PERCHé.

Ma dimmi era una domanda in generale o ti riferisci a qualcuno in particolare?
Nel secondo caso se mi dai elementi in più magari posso esserti maggiormente d'aiuto..

Un abbraccio forte forte
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evelin14
Ospite



MessaggioTitolo: pensavo che non sarei mai più stata male   Gio Nov 12, 2009 3:57 pm

si, io pensavo che era un capitolo chiuso, avevo solo 12 anni, insomma l'incoscienza di una ragazzina, quando ho iniziato ha mangiare poco, e visto gli effetti che avevo mi piaceva, diventavo magra, non so per quale motivo essattamente ho iniziato, ancora oggi non capisco, so solo che allora sono stata molto male, che ho fatto stare male i miei genitori, la mia mamma per colpa mia ha dovuto prendersi l'aspettativa dal lavoro, hanno fatto molto per me, non ricordo molto dei primi giorni che stavo male veramente, ma ricordo quando mi hanno portato da persone che io non conoscevo, e che ritenevo stupide, ma sopratutto che non avrebbero potuto nè, capirmi, nè aiutarmi, loro non erano nel mio mondo e non facevano parte del mio mondo, io volevo distaccarmi da tutto e tutti e cosi penso di aver cominciato con il cibo, cosa mi ha portato a fare questa pazzia non lo so davvero vorrei ancora scoprirlo, anche se allora con i dott ci si parlava di tante cose, ma io ero diffidente.. non parlavo molto, e non raccontavo tutto quello che provavo dentro di me, anche perchè io non li consideravo persone a cui poter dire tutti i miei segreti, loro per me erano nulla, insignificante, avevo un mio modo di pensare, di agire, che loro non sarebbero riusciti ha capirmi, se solo gli avessi detto i miei pensieri mi avrebbero presa per matta, i miei disegni per loro erano incompressibile, le mie risp alle loro domande, non erano quelle che si aspettavano, è quindi per loro dovevo avere per forza qualcosa che non andava, non so bene quello che avrebbero voluto sentirsi dire da me, so solo che mi confondevano ancora di più quando parlavo con loro, mi chiedevano se c'erano problemi in casa, a scuola, dentro di me, cosa sognavo se sognavo, cosa mi aspettavo dalla mia famiglia, poi una domanda l'ho fatta io una volta li ho chiesto se loro avevano mai avuto paura della buio, e loro mi hanno risp te hai paura del buio, ed io si vi sembro stupida, ma però non ho paura della morte li ho risp, e li che le domande non finivano più.... è stata molto dura uscire da quel incubo, il tunnel che avevo percorso era troppo buio, e come ho detto a me il buio fa paura, non sono riuscita allora ad arrivare a ciò che avrei voluto, invece ho incontrato solo il buio che mi faceva paura, e non quello che cercavo che non mi metteva nessuna paura... cosi forse la mia mente ha cercato di aggrapparsi anche a loro da chi pensavo che non mi avrebbe potuto aiutare, ancora lo penso, ma io in quel momento non ero in grado di decidere della mia vita, oramai ero arrivata solo al buio è quindi non potevo avere più il controllo su di me, è cosi la mia mamma e il mio papy hanno preso la mia vita, per farmi curare stare bene, allora penso che non avevo voglia di stare bene, e forse semplicemente non capivo il valore della vita stessa, ho non avevo voglia di vedere il mondo che non mi apparteneva, pensavo che la vita che stavo vivendo non apparteneva a me e che io non ero fatta per stare in questo mondo. non vado oltre avrei tante cose da dire, ma a pensare a tutto ciò mi fa star male, perchè adesso per me è ricominciata la lotta e non so se lottare e far si che questa volta vada xcomè sto iniziando ha mangiare poco e a fare stupidagine, e non riesco a dirlo ai miei, in quando non voglio deluderli, non voglio che la mia mamma stia male per colpa mia, non voglio che i miei fratellini soffrono per me, io vorrei tanto non deluderli ma non so cosa fare, so che non riuscirò a stare bene da sola, e che se voglio affrontare il problema dovrò parlare con la mamma e dirli che ho ricominciato a fare cretinate di non mangiare come prima, ma ho timore di delude le sue aspettative, di rivivere tutto ciò che abbiamo già vissuto, non voglio ricominciare ad andare da psi che per me...... insomma.... non voglio parlare con persone con il quale non sono io a decidere, non so se voglio essere aiutata, si lo so voglio aiuto ma, non voglio tornare indietro poi con loro non puoi parlare di tutto ciò che vuoi, ad esempio anche qui ho scritto nell'altro post una cosa, e cosa mi hanno scritto che quella frase li ha colpito.... ma cosa e anche quella fa parte della vita, si nasce, si muore, allora perchè fa paura la frase morte, e la frase nascere no... quale la differenza, per noi comuni esseri mortali, cè un paradiso cè qualcosa anche oltre questa vita terrena no? allora perchè non poter esprimere ciò che si sente veramente dentro senza essere considerati che stai male per pensare cosi.... non è giusto... forse ho sbagliato a scrivere non so forse mi sono espressa male a scrivere, spero che il mio pensiero si capito su tutto..... l'unica cosa che so adesso è che sto male, e non riesco a paralarne con i miei, e so che la cosa più giusta da fare e parlarne ai miei, mi darò un tempo per farlo...
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Elettra

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MessaggioTitolo: Re: alimentazione scorretta vs disturbi alimentari   Sab Nov 14, 2009 10:10 am

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Ma dimmi era una domanda in generale o ti riferisci a qualcuno in particolare?
Nel secondo caso se mi dai elementi in più magari posso esserti maggiormente d'aiuto..


mi rivolgevo a qualcuno in particolare...
...ma a volte è più sicuro tenere le distanze, ipotizzare sul piano teorico, guardere alle cose con distacco, da uno spiraglio piuttosto che avvicinarvisi, e magari scoprire che quel che c'è non è tanto temibile quanto si immaginava...
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Elettra

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MessaggioTitolo: Re: alimentazione scorretta vs disturbi alimentari   Sab Nov 14, 2009 11:38 am

evelin14 ha scritto:
...ricordo quando mi hanno portato da persone che io non conoscevo, e che ritenevo stupide, ma sopratutto che non avrebbero potuto nè, capirmi, nè aiutarmi ...
...anche se allora con i dott ci si parlava di tante cose, ma io ero diffidente.. non parlavo molto, e non raccontavo tutto quello che provavo dentro di me, anche perchè io non li consideravo persone a cui poter dire tutti i miei segreti, loro per me erano nulla, insignificante, avevo un mio modo di pensare, di agire, che loro non sarebbero riusciti ha capirmi, se solo gli avessi detto i miei pensieri mi avrebbero presa per matta, i miei disegni per loro erano incompressibile, le mie risp alle loro domande, non erano quelle che si aspettavano

Questo mi riporta a quando io avevo 11 anni... gli insegnanti delle medie dissero ai miei genitori di portarmi da uno psicologo.
Io non volevo andarci, a priori mi rifiutavo di andare dal "medico dei matti", così per tutti gli anni delle medie quella dello "strizzacervelli" è stata la minaccia preferita da i miei genitori(es. ti pare modo di rispondere questo?! Guarda che ti portiamo dallo psicologo!).

Poi però con il tempo, mi sono resa conto che in fondo gli adulti non sono così strani e che lo psicologo non è neppure un personaggio così sadico, anche se ti guarda come fossi un alieno e spesso le domande che pone sembrano assurde o al contrario scontate...
a 17 anni all'insaputa dei miei ho preso la decisone di andare da uno psicologo. Devo dire che non me ne pento...

Citazione :
poi una domanda l'ho fatta io una volta li ho chiesto se loro avevano mai avuto paura della buio, e loro mi hanno risp te hai paura del buio, ed io si vi sembro stupida, ma però non ho paura della morte li ho risp, e li che le domande non finivano più.... è stata molto dura uscire da quel incubo, il tunnel che avevo percorso era troppo buio, e come ho detto a me il buio fa paura, non sono riuscita allora ad arrivare a ciò che avrei voluto, invece ho incontrato solo il buio che mi faceva paura, e non quello che cercavo che non mi metteva nessuna paura... cosi forse la mia mente ha cercato di aggrapparsi anche a loro da chi pensavo che non mi avrebbe potuto aiutare, ancora lo penso, ma io in quel momento non ero in grado di decidere della mia vita, oramai ero arrivata solo al buio è quindi non potevo avere più il controllo su di me

trovo che hai avuto coraggio nell'affidarti a loro, nonostante non ti fidassi!

Citazione :
...pensavo che la vita che stavo vivendo non apparteneva a me e che io non ero fatta per stare in questo mondo
Ed ora rispetto a questo come ti senti?
Ti sembra di stare vivendo la tua vita?

Citazione :
non voglio parlare con persone con il quale non sono io a decidere, non so se voglio essere aiutata, si lo so voglio aiuto ma, non voglio tornare indietro poi con loro non puoi parlare di tutto ciò che vuoi, ad esempio anche qui ho scritto nell'altro post una cosa, e cosa mi hanno scritto che quella frase li ha colpito....
Credo che ciascuno di noi possa avere un suo pensiero, il fatto che la persona sopraccitata sia rimasta colpita da ciò che hai detto, non significa che quel che dici necessariamente sia solo tuo... ci saranno indubbiamente molti a pensarla come te, molti che restano sorpresi da quel che dici...
C'è chi è passato attraverso quel buio di cui tu parli e lo conosce, chi non lo conosce affatto, chi lo intuisce e ti chiede di condividerlo per capirlo meglio...

Citazione :
l'unica cosa che so adesso è che sto male, e non riesco a paralarne con i miei, e so che la cosa più giusta da fare e parlarne ai miei, mi darò un tempo per farlo...
non ho ben capito... cos'è che ti spaventa nel parlarne con i tuoi?
La paura che loro si prendano cura di te?



P.S. l'argomento mi sembra un pò O.T. , che dici di aprire la discussione in un altro topic?

Un abbraccio!
Elettra
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: alimentazione scorretta vs disturbi alimentari   Dom Nov 15, 2009 6:45 pm

evelin14 ha scritto:
si, io pensavo che era un capitolo chiuso, avevo solo 12 anni, insomma l'incoscienza di una ragazzina, quando ho iniziato ha mangiare poco, e visto gli effetti che avevo mi piaceva, diventavo magra, non so per quale motivo essattamente ho iniziato, ancora oggi non capisco, so solo che allora sono stata molto male, che ho fatto stare male i miei genitori, la mia mamma per colpa mia ha dovuto prendersi l'aspettativa dal lavoro, hanno fatto molto per me, non ricordo molto dei primi giorni che stavo male veramente, ma ricordo quando mi hanno portato da persone che io non conoscevo, e che ritenevo stupide, ma sopratutto che non avrebbero potuto nè, capirmi, nè aiutarmi, loro non erano nel mio mondo e non facevano parte del mio mondo, io volevo distaccarmi da tutto e tutti e cosi penso di aver cominciato con il cibo, cosa mi ha portato a fare questa pazzia non lo so davvero vorrei ancora scoprirlo, anche se allora con i dott ci si parlava di tante cose, ma io ero diffidente.. non parlavo molto, e non raccontavo tutto quello che provavo dentro di me, anche perchè io non li consideravo persone a cui poter dire tutti i miei segreti, loro per me erano nulla, insignificante, avevo un mio modo di pensare, di agire, che loro non sarebbero riusciti ha capirmi, se solo gli avessi detto i miei pensieri mi avrebbero presa per matta, i miei disegni per loro erano incompressibile, le mie risp alle loro domande, non erano quelle che si aspettavano, è quindi per loro dovevo avere per forza qualcosa che non andava, non so bene quello che avrebbero voluto sentirsi dire da me, so solo che mi confondevano ancora di più quando parlavo con loro, mi chiedevano se c'erano problemi in casa, a scuola, dentro di me, cosa sognavo se sognavo, cosa mi aspettavo dalla mia famiglia, poi una domanda l'ho fatta io una volta li ho chiesto se loro avevano mai avuto paura della buio, e loro mi hanno risp te hai paura del buio, ed io si vi sembro stupida, ma però non ho paura della morte li ho risp, e li che le domande non finivano più.... è stata molto dura uscire da quel incubo, il tunnel che avevo percorso era troppo buio, e come ho detto a me il buio fa paura, non sono riuscita allora ad arrivare a ciò che avrei voluto, invece ho incontrato solo il buio che mi faceva paura, e non quello che cercavo che non mi metteva nessuna paura... cosi forse la mia mente ha cercato di aggrapparsi anche a loro da chi pensavo che non mi avrebbe potuto aiutare, ancora lo penso, ma io in quel momento non ero in grado di decidere della mia vita, oramai ero arrivata solo al buio è quindi non potevo avere più il controllo su di me, è cosi la mia mamma e il mio papy hanno preso la mia vita, per farmi curare stare bene, allora penso che non avevo voglia di stare bene, e forse semplicemente non capivo il valore della vita stessa, ho non avevo voglia di vedere il mondo che non mi apparteneva, pensavo che la vita che stavo vivendo non apparteneva a me e che io non ero fatta per stare in questo mondo. non vado oltre avrei tante cose da dire, ma a pensare a tutto ciò mi fa star male, perchè adesso per me è ricominciata la lotta e non so se lottare e far si che questa volta vada xcomè sto iniziando ha mangiare poco e a fare stupidagine, e non riesco a dirlo ai miei, in quando non voglio deluderli, non voglio che la mia mamma stia male per colpa mia, non voglio che i miei fratellini soffrono per me, io vorrei tanto non deluderli ma non so cosa fare, so che non riuscirò a stare bene da sola, e che se voglio affrontare il problema dovrò parlare con la mamma e dirli che ho ricominciato a fare cretinate di non mangiare come prima, ma ho timore di delude le sue aspettative, di rivivere tutto ciò che abbiamo già vissuto, non voglio ricominciare ad andare da psi che per me...... insomma.... non voglio parlare con persone con il quale non sono io a decidere, non so se voglio essere aiutata, si lo so voglio aiuto ma, non voglio tornare indietro poi con loro non puoi parlare di tutto ciò che vuoi, ad esempio anche qui ho scritto nell'altro post una cosa, e cosa mi hanno scritto che quella frase li ha colpito.... ma cosa e anche quella fa parte della vita, si nasce, si muore, allora perchè fa paura la frase morte, e la frase nascere no... quale la differenza, per noi comuni esseri mortali, cè un paradiso cè qualcosa anche oltre questa vita terrena no? allora perchè non poter esprimere ciò che si sente veramente dentro senza essere considerati che stai male per pensare cosi.... non è giusto... forse ho sbagliato a scrivere non so forse mi sono espressa male a scrivere, spero che il mio pensiero si capito su tutto..... l'unica cosa che so adesso è che sto male, e non riesco a paralarne con i miei, e so che la cosa più giusta da fare e parlarne ai miei, mi darò un tempo per farlo...

Ciao cara Giulia,
abbiamo già parlato di questo messaggio per telefono, abbiamo già parlato del perchè mi aveva colpito la NON paura della morte e del discorso dei tuoi genitori.
Vorrei solo ribadire che il tuo pensiero e soprattutto la tua sofferenza si sono "capiti" tutti, anche i tuoi li capirebbero :
ora tocca a te capire e rispettare la tua sofferenza e non considerarla "stupida".
Spero tu abbia avuto la forza di parlare con il tuo papà, fammi avere tue notizie al più presto.

un abbraccio fortissimo
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: alimentazione scorretta vs disturbi alimentari   Dom Nov 15, 2009 7:18 pm

Elettra ha scritto:
D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Ma dimmi era una domanda in generale o ti riferisci a qualcuno in particolare?
Nel secondo caso se mi dai elementi in più magari posso esserti maggiormente d'aiuto..


mi rivolgevo a qualcuno in particolare...
...ma a volte è più sicuro tenere le distanze, ipotizzare sul piano teorico, guardere alle cose con distacco, da uno spiraglio piuttosto che avvicinarvisi, e magari scoprire che quel che c'è non è tanto temibile quanto si immaginava...


Mmmmh può certamente essere più sicuro per te distaccarti, tenere le distanze, ma magari alla persona particolare potrebbe far bene sapere almeno che stai osservando, è un pò il tema della giusta distanza emotiva dall'altro "nè troppo lontani nè troppo vicini" ...
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