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 ansia e attacchi di panico

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roro82
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MessaggioTitolo: ansia e attacchi di panico   Dom Nov 01, 2009 10:48 pm

salve, sono una ragazza di 27 anni e da 1 anno e mezzo circa soffro di ansia e dap. dopo il mio primo attacco di panico ho passato un periodo strano, ero sempre triste e preoccupata, e la cosa che mi ha fatto preoccupare è che apparentemente di motivi per stare cosi non ne avevo. a distanza di quattro mesi ho avuto il mio secondo attacco per poi averno anche più di uno al giorno. ho passato sei mesi terribili, chiusa in casa, spesso al PS, sono stata anche ricoverata. i sintomi credo di averli avuti tutti.....
-respiro corto
-giramenti di testa
-mal di testa che durano giorni
-mal di stomaco
-mal di schiena
-dolori e fitte al petto
-formicoli
-gambe molli
-senso di svenimento
-difficoltà e deglutire

sono solo alcuni dei sintomi che ho provato e che riesco a spiegare, benchè io ne abbia provati un'infinità che non riesco neanche a descrivere, delle volte penso di averli inventati io. lascio immaginare le conseguenze devastanti che questi miei reali sintomi immaginari, abbiano avuto sulla mia psiche e nella mia vita. sembra una frase scontata ma io non ero cosi, ero solare e piena di vita, curiosa, ansiosa si ma di vivere. ora tutto è diverso e non so se vorrei tornare come prima, anzi no, perchè vorrebbe dire che ad un certo punto dovrei comunque avre a che fare con tutto questo. non so ancora il perchè del mio malessere anche se fin da subito ho cominciato a fare psicoterapia ma ogni giorno sono in ascolto. voglio capire cosa ha da dirmi il panico. cerco comunque di fare tutto, prendere l'aereo(voli brevi), guidare, andare nei locali anche se è veramente dura. spero di riuscire a superare questa fase il prima possibile per cominciare finalmente a vivere la vita e lo auguro a tutti voi.
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Dom Nov 01, 2009 11:32 pm

Cara roro82,
intanto le presentazioni. Sono il Dott. Esposito, psicologo clinico e specializzando in psicoterapia sistemico-relazionale. Sono il fondatore del forum insieme alla carissima collega D.ssa Guariniello. Volevo ringraziarla per aver aperto finalmente un argomento nella sezione "ansia e attacchi di panico", perchè credo sia un'esperienza trasversale e molto frequente, sicuramente da condividere. Mi dispiace per quello che le sta succedendo e comprendo bene come possa diventare altamente condizionante e limitante per la propria vita, le aspirazioni, le aspettative e le attività quotidiane. Dall'altro mi fa piacere sentire quanto sia motivata e combattiva, questo sicuramente l'aiuterà nel suo percorso terapeutico. Devo dire che l'esperienza del panico è un circuito che si autoalimenta da sè, si genera in modo subdolo in quanto la prima esperienza di malessere crea la nascita dell'aspettativa per le successive, che impeccabilmente si presenteranno. Le aspettative, in tutti i campi della vita, non solo per il malessere, "rischiano" di diventare realtà. L'aspettativa di cui parlo è molto più efficace e concretizzabile se agisce a livello inconsapevole, cioè senza che ne siamo pienamente coscienti. Un'esperienza di malessere che lei descrive è senza dubbio dolorosa e indesiderabile, ma proprio la sua indesiderabilità razionale crea l'aspettativa del suo ripetersi. Il panico, però, ha sicuramente i suoi lati positivi, nonostante difficile da vedersi visto le sensazioni sgradevoli che provoca. Uno di questi è segnalarci qualcosa che non andava, oppure segnalare qualcosa a chi ci sta accanto, alle relazioni significative comprese e soprattutto quelle di tipo familiare. Da qui si crea un bivio: o rimurginare e ripiudare quest esperienza, oppure prenderla di petto e usare tutta la sua energia a proprio vantaggio. Nel primo caso si crea il circuito che si autoalimenta; nel secondo può generarsi una forte spinta al cambiamento. Del resto il fatto che nella propria vita c'è qualcosa che non va non significa che è la fine del mondo, ma senza alcun dubbio significa che si inizia a vivere. Si vive quando si accetta di essere umani, fin troppo umani. Quando tutto va fin troppo bene, bisogna iniziare a insospettirsi e chiedersi se qualcosa in realtà non viene cestinato in un posto momentaneamente inaccessibile dentro di noi, qualcosa che prima o poi uscirà fuori senza controllo in quanto non conosciuto. Infine, per ora, devo anche dire che il bisogno comprensibile di lasciarsi alle spalle queste brutte esperienze, spesso non aiuta un granchè, anzi. Ciò che aiuta, invece, purtroppo è l'accettazione(difficile da capire, ma ripeto purtroppo è così), l'aspettarsi che può ripetersi(aspettativa consapevole e non involontaria), e perchè no, anticipare volontariamente il malessere nel corso di esperienze condotte nel mondo circostante(che a quento ho potuto capire lei fa). Un abbraccio a presto
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Lun Nov 09, 2009 8:40 pm

aa


Ultima modifica di alessiaa il Gio Ago 19, 2010 6:04 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Lun Nov 09, 2009 9:08 pm

Cara alessia,
benvenuta sul nostro forum!
Capisco il suo imbarazzo. E' difficile parlare di sè quando si tratta di mettere a nudo quelle che sono considerate nostre debolezze, incapacità e della sofferenza che spesso ne consegue. Purtroppo, però, devo ammettere che non posso aiutarla solo con le poche notizie che ci ha dato. Per ora posso dirle che il bisogno di interpretare ciò che ci capita, ci spinge ad aggrapparci a categorie in cui collocarci, quali ansia, attacchi di panico e depressione. Se ci si ferma ad essere, l'affibirsi un'etcichetta qualsiasi non aiuta, anzi può peggiorare i sintomi e la sofferenza avvertita. Di certo, non si soffre di depressione o di ansia, ma ciò che può determinarli e causarli, cause che spesso sfuggono dalla nostra attenzione e comprensione. Insieme, dunque, proviamo a trovare nuovi termini che meglio definiscono la condizione di sofferenza che l'affligge, termini che possono esserle utile e possono diventare funzionali al cambiamento. Dunque, ci parli di lei. A presto.
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mar Nov 10, 2009 1:32 am

Surprised


Ultima modifica di alessiaa il Gio Ago 19, 2010 6:05 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mar Nov 10, 2009 1:47 pm

Cara Alessia,
la sua difficoltà a raccontarsi si avverte tanto, come se dovesse fare attenzione a non rischiare di dare un'immagine diversa da quella che lei vagamente percepisce di se stessa. Anche su questo forum lei pensa di dover essere sotto esame. Sento che la tematica del giudizio sia centrale nella sua vita, e non tanto del giudizio altrui, quanto quello che lei applica ad ogni aspetto della sua vita, da quel che pensa a quel che sente, da quello che vorrebbe a quello che dovrebbe, dal desiderare o meno qualcosa, dal pensare ai propri bisogni a quelli degli altri. Sento che sia molto severa con se stessa e che è difficile superare il continuo esame a cui lei si sottopone: parlo dell'esame in cui lei è la professoressa che si da i voti. Questo è un esame che stanca e porta all'esasperazione in quanto illimitato e continuo. Come se ci fosse stato un momento della sua vita in cui ha ritenuto indispensabile dimostrare e dimostrarsi di essere valida, brava, capace. Sembra quasi che si stia affannando a seguire una immagine ideale di lei stessa a confronto della quale quella reale, quella vera le sembra incapace e cattiva. Credo che questo sia davvero triste perchè rischia di perdere di vista lei come persona, con i bisogni e i desideri, con i pregi e i difetti. Rispetto all'ideale, la persona reale è sempre piena di difetti e incapacità. Ma il bello della persona reale è che è portatrice di tanta umanità che ci rende speciali, unici e irripetibili. Di fronte a un compito di tipo scolastico, di fronte a un foglio d'esame, di fronte a qualsiasi aspetto che implichi valutazione, voto e giudizio lei non affronta solo il compito o l'esame, ma tutto ciò che rappresenta, tutto ciò che lei crede un esame e l'università rappresenti per la sua vita. Il foglio d'esame diventa, dunque, un test sulla sua validità, sul suo meritare o meno la considerazione, l'attenzione, l'amore e l'apprezzamento delle persone significative della sua vita, soprattutto di tipo familiare. Per questo non mi sorprendono i segnali avuti durante la prova d'esame e che ha elencato. Segnali a dir poco preziosi, perchè finalmente l'avvertono che qualcosa non va, le stanno dicendo che lei già si è bocciata da un pezzo e che non sarà quell'esame universitario specifico a cambiare le cose. I segnali avvertiti, le dimostrano che c'è una parte di lei che è stufa di dedicare tutta la sua vita a un processo di valutazione e che forse è arrivato di cambiare le cose, iniziare a pensare ad esempio ai prorpi bisogni e non a soddisfare presunti bisogni e aspettative degli altri. Una cosa certa, in tutto questo, è che lei è meritevole di amore anche se non soddisfa queste aspettative, che crede siano anche le sue. Mi faccia sapere. Un abbraccio.
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mar Nov 10, 2009 2:41 pm

Grazie mille della sua preziosa risposta...
Effetivamente ha pienamente ragione, cerco sempre l'approvazione degli altri e questo continuo giudicarmi mi sta facendo impazzire...pero nella nostra societa è fondamentale apparire forti e intelligenti se no, io penso, che si rischia di rimanere schiacciati o peggio ancora emarginati da tutti e da tutto. Io vorrei tanto che si " potesse essere tutto cio che si vuole" ma mi rendo conto sempre meglio che Purtroppo non è cosi.Io pero nn voglio ammettere i miei limiti nonostante, la vaga speranza che impegnandomi tantissimo qlc riuscirei a fare, sta veramente svantendo...ma come è difficile... sono troppo confusa e nn riesco davvero a capire quali siano i miei reali bisogni.
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mar Nov 10, 2009 5:32 pm

Cara Alessia,
è vero, non è facile ammettere di essere umani. Ma più non lo riconosciamo più qualcosa ci sfugge dalle mani e ce lo fa ricordare in modo impetuoso e insostenibile. Il problema è uno: fin quando lei cerca di aderire ad un immagine ideale e non corrispondente alla realtà, più cerca di trovare conferme, riconoscimento e accettazione aderendo senza critica alle aspettative che facciamo nostre e che provengono dagli altri, più falliamo e ci sentiamo inferiori e incapaci. Siamo impotenti quando cerchiamo di diventare ciò che non siamo, quando crediamo di dover soddisfare gli altri senza aver soddisfatto innanzitutto noi stessi. Ognuno di noi è portatore di una soggettività unica che rivendica di essere realizzata e allorchè ciò, per diversi motivi, non viene realizzato iniziamo a sentire di essere estranei a noi stessi, e anche il corpo diventa estraneo,diventa sfuggente al nostro controllo. Il corpo, insomma, con i sintomi che avvertiamo, è un passo avanti nel processo di ribellione. E' come se dicesse: ma che stai combinando!! Voui riappropriarti del tuo destino!
Non è facile riconoscere i propri bisogni quando si è abituati a rinnegarli per soddisfare ed aderire alle aspettative familiari e sociali, ma inevitabilmente emergono sottoforma di qualcosa che all'inizio ci sorprende, un malessere che sembra non avere un significato, ma che in realtà ha a che fare con i propri bisogni, con quelli sacrificati a lungo e che solo un processo di attribuzione di un giusto significato delle sue manifestazioni surrogate(i sintomi) potrà svelare. Insomma, lei sarà vincente solo se inizierà a concedersi, di tanto in tanto, di essere anche fallibile e perdente. Questo rende vincente l'uomo moderno. E' difficile, lo so..ma almeno cominci con il pensarci. Poi scoprirà che è meno difficile di quel che a primo impatto potrà credere. un altro modo per iniziare a svelare i suoi bisognim è attraverso l'impiego di una parolina magica: NO. Ci provi. Un abbraccio.
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mer Nov 11, 2009 7:35 pm

buonasera,
la ringrazio moltp per la sua risposta e quella della sua collega..sa, mi piace leggerle perche mi sento capita e inolte di queste cose non ne parlo mai con nessuno. Non crdevo fossse cosi parlare con voi. Ok, ho capito che devo smetterla di impormi obiettivi troppo alti per me, ma questo non mi fa stare assolutamente meglio, anzi il contrario perche mi sembra di capire tra le righe che anche lei crede che io sia un fallimento, un'incapace e che quindi è meglio che molli tutto perche tanto è inutile. Io non credo che se smetessi di studiare e di impegnarmi e mi dedicassi ad altro(per di + non so proprio a cosa) sarei piu felice. Mi sembrerebbe proprio di ammettere che sono un disastro. :-( Inoltre se smetessi adesso non ci sarebbe piu un'altra possibilita e sarei destinata a una vita infelice...CHE ANSIA!! So benissimissimo di essere fallibile ma cio che mi da piu fastidio non è tanto il fallimento di per se.. è che io ce l'ho messa tutta per farcela, ma per questa cavolo di agitazione ho buttato via tutto il mio impegno, tuttta la mia fatica accidenti. E proprio questo che mi fa sentire estremamente inferiore agli altri e imbecille.
Per cio che concerne i miei bisogni non so proprio che dirle. Riflettendo sulla mail nn so davvero piu quali sono i miei bisogni ma credo anche che tanto nn ci sia questa grande differenza. Alla fine vivo in questa società ed è normale che i miei bisogni siano quelli dettati dalla società. Mi sento troppo fragile per andare contro questi e credo sia molto piu semplice adeguarsi...
A me nn piace l'arrivismo che c'è ui ma io come tutti credo ho bisogno di realizzarmi in qlc modo anche nel lavoro e nello studio ed è per qst che voglio a tutti i costi prendere sta benedetta laurea..ma la vedo una meta sempre piu lontana perche dopo solo due mesi mi sento gia rassegnata, incapace e bloccata..mi hanno segata a tutti e tre gli esoneri e a pensare di dover riprendere in mano quei libri...beh mi viene male! poi ho paura che nonostante mi impegni di nuovo un sacco e cerchi di superare tutti le difficoltà che penso di avere all'esame mi risucceda la stessa cosa... NON SO PIU CHE COSA FARE
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Gio Nov 12, 2009 10:32 am

Cara Alessiaa,
sento che la sua lettura fra le righe sia una questione fondamentale. Anche su questo forum, con me, lei si è bocciata!.
Deve essere dura oscillare continuamente tra due poli opposti: bravissima-cattivissima, studentessa modello-mollare tutto, aspettative familiari/sociali-assenza di aspettative, bisogni degli altri-personali. E' un andare aventi e indietro che disorienta me ne rendo conto. Il problema non sono, a mio avviso, tanto le aspettative, quanto la sottile "minaccia" che li sottende. Le aspettative, nel suo come in tanti altri casi, nascondono messaggi di accettazione, amore, considerazione, dignità, avere un peso. Quindi si vestono di qualcos altro ed è quel qualcos altro che non si raggiungerà mai, visto che i mezzi impiegati sono impropri. Lei non riceverà l'accettazione e la considerazione, l'amore incondizionato, attraverso un esame o la laurea. Si usano mezzi per raggiungere un qualcos altro che andrebbe conquistato con mezzi più adeguati. Insomma, se passa l'esame non passa sicuramente la prova dell'amore. E fin tanto non tiene le due cose separate per lei fare un esame diventa una esperienza così pregna dei sui bisogni nascosti e inconsapevoli da risultare insostenibile. Tutto questo, crea un livello di ansia e allerta che rende difficile lo studio, la comprensione, la perfomance d'esame, le relazioni interpersonali etc etc. Dunque, si crea un circolo a vuoto in cui i propri giudizi(dettati da un ideale mai raggiungibile) si traducono in realtà: per cui lei pensa di essere incapace, lenta ad apprendere etc etc. Fin quando per lei l'esame, lo studio, la laurea diventano pregni di significati emotivi connessi soprattutto con le dinamiche familiari, le potrà capitare, come già le è successo, che un segnale l'avverta che non è l'aula d'università la sede giusta per soddisfare il suo bisogno emotivo di amore, accettazione e visibilità. Le consiglio, dunque, pian piano, senza alcuna fretta di iniziare ad immaginare che le due cose(l'esame, l'università, l'arrivismo, la carriera) siano separabili(bisogno di amore, accettazione, aderire alle aspettative della famiglia, essere considerata etc etc) e che per raggiungerli occorre adottare strumenti diversi. Un abbraccio
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MessaggioTitolo: grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee   Gio Nov 12, 2009 3:50 pm

salve!!
Ah adesso ho capito...mamma non ci avevo mai pensato e se all'inizio mi sembrava un po' assurdo che era per via del mio bisogno d'affetto e di accetazione ora non lo è piu. Ma allora proprio non capisco perche ho cosi bisogno di essere considerata bene dagli altri e essere degna d'amore....sono circondata da persone che mi dimostrano quanto tengano a me..
.. Io credo che non sia solo per gli altri cioe il mio bisogno di visibilità ma cio riguardi esclusivamente me..insomma se mi accetto io o no se mi sento degna d'amore...e troppo complicato da scrivere e forse mi prenderebbe per pazza.mamma che vergogna.
Ad ogni modo adesso, non so come, proverò a staccare le due dimensioni anche se credo non sia assolutamente semplice.. è difficile staccare l'accetazione dalla persona che si è o che ci si sente.
beh grazie grazie grazie davvero e scusi tanto il disturbo.
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Ven Nov 13, 2009 5:40 am

se a qst ora mi trovo qui a scrivere vuol dire che sto davvero male....
ma che cos'ho... sono stufa di passare notte insonni e sono stufa di piangere..mi sento davvero a terra e non so piu che fare... magari ho davvero bisogno di un aiuto ma la vergogna è tanta..nn abbattero qst muro di timidezza e vergigna e nnn avro mai il coraggio di chiedere aiuto a qlc...pero sto cosi male per la paura di non farcela a scuola con sti esami..,a perche non mi hanno dato un cervello anche a me???.....ma perche proprio a me.... cavolo ho solo 20 annni...perche sro cosi??perche non sono in giro con le altre a divertirmi?? perche nn ho voglia di uscire da sta sta cavolo di camera?? perche mi sento la piu imbecille del mondo???credo che nessuno e stato cosi male come sto io adesso..non valgo niente e tanto vale stare qui tanto nn servo a nulla e sto qui solo per soffrire..... ma perche proprio a me?? cosa ho fatto per meritarmi tutto cio...
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Ven Nov 13, 2009 9:59 am

Cara Alessiaa,
mi dispiace per il suo malessere notturno e l'insonnia conseguente. Spesso si soffre più per la non accettazione della sofferenza che per la sofferenza in sè. Questo incrementa la sofferenza, la fa lievitare tanto da diventare confusi e in più può subentrare la paura di non farcela. Credo che lei debba prendersi il tempo che vuole, tutto questo non deve essere risolto immediatamente, ma a piccoli passi. Sento che non è il tempo del cambiamento fattuale, piuttosto è il tempo dell'immaginazione. La invito dunque a prendersi un pò di tempo, magari proprio la notte visto che comunque è insonne e dedicarlo all'immaginazione di ciò che vorrebbe fare ma che per ora la timidezza e la vergogna le precludono. Mi riferisco non solo al percorso terapeutico, ma anche agli aspetti relazionali, ludici, agli hobbies o a come impiegare il tempo libero. Ora non è il tempo di fare, ma quello di sognare. Certe cose "capitano" perchè hanno un preciso significato nella propria storia di vita, e sono fasi di passaggio da uno stadio all'altro, un passaggio attraverso sentieri che implicano il cambiamento, il bisogno di abbandonarsi al naturale fluire del cambiamento di vita. La non accettazione del cambiamento implica il resistere a questa corrente che improvvisamente si fa sentire sottoforma di malessere e "sintomi". Non si può tornare indietro, nè resistere alla corrente e restare immobili, ma ci si può lasciare andare al fluire mutevole della vita, anche se tutto ciò può sembrare terribile, pauroso e poco desiderabile all'inizio. A volte può addirittura sembrare più difficile di quello che è, e quando capita vuol dire che ci si sta aggrappando per resistere. Un abbraccio forte.
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MessaggioTitolo: cara alessia   Lun Nov 16, 2009 4:23 pm

ovviamente non sono una psicologa(studio psicologia ma non credo che lo diventerò mai), sono una ragazza che come te soffre di vari disturbi da un pò di tempo. mi ha colpito molto il fatto che pensi di essere una cretina.....lo pensi perchè facevi più difficoltà ad apprendere le cose a scuola, perchè hai dato due esami che sono andati male......anche io mi sento cretina. mi sento tale perchè nonostante io sappia di avere mille risorse non riesco a combattere come si deve questo mio brutto malessere. da quando ho cominciato a stare male, mi sono messa al lavoro cercando di analizzarmi, di studiarmi, di capirmi veramente. e devo dire che di scoperte ce ne sono state tantissime. ho scoperto che sono una persona fragile nonostante mi sia sempre reputata una roccia, una persona che ha tanto bisogno d'affetto, bisogno di stare nel centro dell'attenzione. ho anche capito il perchè di tutto questo....la mia infanzia non è stata proprio serena, sono cresciuta con i miei meravigliosi nonni e in sette anni ho visto mia madre una sola volta. a otto anni sono andata a vivere con i miei e mia madre ha usato con me tutte le forme di violenza, da quella fisica a quella psicologica. mio padre era sempre via per lavoro e posso dire che in 27 anni abbiamo vissuto insieme solo 1 anno. mai una carezza, un bacio, una parola gentile. sempre pretese e critiche. a dieci anni mi sentivo già una donna di 30, con due fratelli a cui badare, la casa da pulire, la cena da preparare e i compiti da fare. e stata dura visto che c'era anche la pretesa che fossi una studentessa modello. se sbagliavo qualcosa mia madre mi puniva e 2 episodi mi li ricordo come se fosse ieri. avevo un compito di biologia e avendo pulito e stirato per tutto il giorno mi era rimasto poco tempo per studiare. mia madre mi ha fatto stare sveglia fino alle 5 del mattino per studiare come si deve ed io il giorno dopo a scuola sono svenuta durante il compito. un'altra volta ho bruciato il pane(lei pretendeva che il pane venisse fatto in casa da me) e quando l'ha visto mi ha morso così forte le mani che sono svenuta nuovamente. ancora sento dolore alle mani quando ci penso. la cosa che mi fa più male però e che mi padre abbia fatto finta di non vedere tutto questo, che abbia permesso a mia madre di torturami, rovinandomi la vita. pagava 2 domestici che si grattavano tutto il giorno perchè mia madre ordinava loro di farmi fare tutto a me. non mi ha mai permesso di vivere quella spensieratezza che solo quando si è bambini si è capaci di avere, non ho mai giocato con i miei coetanei. a 14 anni sono stata violentata e sai....mia madre mi ha colpevolizzata di non essere più vergine, di non valere più niente. quella è stata l'ultima goccia che mi ha spinta ad andarmene di casa. ho deciso di dimenticare e di cominciare una nuova vita serena. ci sono riuscita. mi sono messa a lavorare, ho trovato molte persone che ,mi vogliono bene, a 18 anni ho avuto il mio primo figlio e con lui in braccio sono andata a dare la maturità. ho fatto molti sacrifici per dare a mio figlio tutto mentre era un immenso piacere dargli il mio amore, lo vedevo incantata mentre giocava spensierato e questo mi ripagava di tutto. mio padre in quanto ricco si è offerto di mantenere me è il bambino ma io ho rifiutato perchè volevo farcela da sola. con suo padre è finita purtroppo anche se il rapporto che abbiamo è stupendo. è un padre meraviglioso, vede il bambino tutti i fine settimana e questo permette a mio figlio di essere un bambino contento e sereno nonostante la separazione. 4 anni fà ho conosciuto un altro uomo di cui mi sono innamorata e dopo un anno abbiamo avuto un bambino. ora vivo una vita molto diversa da quella di quando ero bambina, mio marito e ricco e non ho bisogno di lavorare e almeno questa volta i domestici non si grattano. pensandoci mi sembro cenerentola. non dovendo lavorare ho scelto di fare volontariato con i bambini e credo che sia stato proprio questo a smuovere in me tutte le emozioni che per anni avevo soffocato. ho avuto un'attacco di panico e di solito si dice che è come un fulmine a ciel sereno ma riflettendoci il mio cielo era tutt'altro che sereno. era pieno di nuvole nere ma io avevo scelto di non vederle fino al giorno in cui si sono trasformate in grandine. ho versato in un solo giorno tutte le lacrime che avrei dovuto versare in tanti anni, ho affrontato mio padre dicendogli tutto quello che avevo provato e ho fatto la stessa cosa con mia madre. sai come si è giustificata??? dicendo che lei ha fatto tutto questo per il mio bene, se ora so fare tutto e me la so cavare è stato merito suo. queste sue parole mi hanno fatto capire che non meritava tutto l'odio che avevo provato per lei in tutti questi anni ma solo la mia compassione. dopo questo importante passo i miei attacchi di panico non sono spariti come per incanto nonostante ci avessi sperato ma almeno adesso so che per quanto dolorosi, mi hanno salvato la vita. sto cercando di recuperare il rapporto con mio padre e per la prima volta dopo 27 anni, mi sono sentita dire da lui "ti voglio bene". per me è stato come un miracolo. non intendo recuperare invece con mia madre semplicemente perchè nel mio cuore non c'è posto e tantomeno amore per lei. faccio psicoterapia e con il mio terapeuta sto cercando di trovare gli strumenti giusti per accettare ed affrontare la mia ansia. la paura più grande è quella di morire e lasciare i miei figli soli, di abbandonarli e questo proprio perchè io stessa ho paura di essere abbandonata. ti ho raccontato la mia storia perchè tu possa capire che molto spesso sono gli altri la causa del nostro malessere ma noi abbiamo il potere di cambiare la nostra vita in meglio o in peggio. basta volerlo e crederci veramente. non andare a cercare negli altri quello che tu hai già dentro, spesso le persone sono egoiste e a loro volta hanno delle rabbie dentro che riescono a soffocare solo facendo del male agli altri. sei cosi giovane e hai una vita davanti per dimostrare a queste persone e soprattutto a te stessa quanto vali. un abbraccio
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mar Gen 05, 2010 11:41 pm

Buona sera Dottore!
Le rispondo solo ora perche le confesso che dopo aver letto la sua risposta mi sono sentita davvero abbattuta e non ho piu avuto la voglia ne di rileggere ne di rispondere.
Perchè dice che sicuramente i sintomi si rispresenteranno?? Io ho cercato di riviverli ma mica ci sono riuscita.Mi puo spiegare come posso fare? Anche ripensando a quando entrero in aula e mi andrò a sedere, non provo nessuna emozione. Anzi in questi giorni sono addirittura troppo tranquilla e serena in confronto a novembre e mi sono chiesta il perche di cio... le risposte che mi sono data sono due, ma entrambe non troppo felici.. da una parte penso che ormai è come se mi fossi rassegnata e quindi andare a dare l'esame è solo un inutile tentativo e mi dispererò solo una volta usciti i risultati perche è inutile fasciarsi la testa prima di romperla.. dall'altra però in queste 2 sett ho avuto dei problemi i n famiglia piuttosto gravi che mi hanno fatto dedicare meno tempo allo studio e quindi se non passero gli esami potrò e potranno(la mia famiglia e gli altri) attribuire la colpa non solo a me ma anche alle circostanze...Fatto sta che in sti giorni sono riuscita a studiare bene, sono molto concentrata e mi sembra di capire tutto alla prima letta..cosa che non mi succedeva da troppo tempo..per lei è possibile che cio sia dovuto al fatto che, dato cio che sta sucedendo ora in casa, (cosa molto piu impo dell'uni ma di cui nn mi va di parlare erche fa tropo male) sia riuscita a togliere, sia da parte ma che da parte della mia famiglia un po' di valore e significati all'uni?Se si non è comunque una bella notizia perche se e quando le cose a casa si riaggiusteranno ho paura che ritorni tutto come prima e quindi mi piacerebbe trovare un modo per togliere tutti i significati che attribuisco all'uni.. Magari queste sono solo mie stupide congetture che una pesona razionale come lei non riesce a capire.. ad gni modo fino ad aadesso mi è sembrato che lei sia sempre riuscito a capire un po di quello che intendevo e la ringrazio davvero Molto!!!
(ho deciso di risp here se no il forum nn avrebbe senso anche se nn so cm mai ma sapere che tt possono leg è un po'imbarazzante) Embarassed
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mer Gen 06, 2010 8:11 pm

Ciao Alessia,
sono contento che lei abbia deciso di scrivere sul forum e non solo in privato. E' la giusta predisposizione per affrontare le proprie difficoltà: affrontare le proprie paure e i propri pregiudizi, facendo i conti con la grossa quota di giudizi che ci si autoapplica e che condizionano la nostra vita sociale e di relazione.
Detto questo, devo dire che sono fermamente convinto che le nostre manifestazioni emotive di fronte alle difficoltà diventano una modalità prediletta di reagire agli eventi nuovi e vecchi, in modo del tutto automatico e occorre tenerle sempre sott'occhio, visto che sono parte di noi. Sento che sia importante per tutti conoscere l'arsenale a propria disposizione di reazioni possibili, d quelle automatiche a quelle più diversificate. Se si dimentica una propria modalità, può sorprendere ed emergere in modo incontrollato. Se la si accetta come propria e la si sente vicina(nonostante dolorosa), può essere anche messa sottocontrollo e da lì diversificare le reazioni agli eventi.
Credo sia importante, dunque, per lei continuare a dare spazio ai suggerimenti dati, senza aspettarsi reazioni sensazionali o chissà che.
Inoltre, credo che sia vero quel che dice. Eventi della vita, dolorosi e significativi, permettono di DIMENSIONARE l'importanza di certe tematiche carichi di significati ipervalutanti. E' come continuare a lamentarsi di cosa mamma cucina a pranzo dopo essere stati con madre Teresa a Calcutta.
Sono contento che finalmente ha individuato anche la tematica delle aspettative sue e delle persone care che sovraccarica l'università facendola diventare un continuo esame sulla vita. Sento che è sulla strada giusta per iniziare ad intuire che LEI non è la sua università e ciò che rappresenta.
A presto.
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Tere

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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Ven Gen 08, 2010 10:49 pm

Salve Dott. fino ad ora non ho mai avuto l'occasione di parlare con lei...non sò se ha letto per caso i miei msg...in altre parti del forum ho spiegato più o meno i miei problemi (nell'angolo dello sfogo e nella sez. autolesionismo) e tra questi rientra proprio l'ansia...spesso mi capita di avere attacchi d'ansia che mi portano il battito del cuore ad accellerarsi, non riesco a respirare e mi viene da vomitare...altre volte invece durante il giorno mi capita di avere sempre quella sensazione di paura, di ansia....quasi come mi dovesse succedere qualcosa...purtroppo non riesco a reagire a tutto ciò e mi sento condizionata ogni giorno da qualcosa ke in realtà non c'è....
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Lun Gen 11, 2010 7:27 pm

Ciao Tere,
mi dispiace per quel che sta vivendo, capisco come possa essere condizionante e imprigionante l'insieme di sintomi che descrive. Dall'altra però sento che sia importante per lei iniziare a collocare le sue paure alle situazioni in cui principalmente si verificano o si sono verificate e alla fase della vita che sta attraversando. Spesso, la paura segnala qualcosa di importante, qualcosa che l'aiuterà ad affrontare questa delicata fase della sua crescita. Si ha paura solo quando si è coraggiosi, si sente dentro le risorse e la responsabilità per affrontare le situazioni che crede solo di temere. Senza il coraggio, la voglia e il senso di capacità e di responsabilità verso le situazioni della vita, non si percepirebbe alcuna paura. La paura, le può sembrare strano, ma è così, aiuta ad affrontare nel giusto modo la vita, gli eventi e le problematiche...per questo esiste come emozione.
Senza paura, la nostra specie, come tante altre, si sarebbe estinta da un bel pò...e non è solo retorica, mi creda. Forse la questione è capire cosa rende la paura la sua emozione principale e il perchè. Forse la questione è cercare di far pace con la paura, cercando di scoprire il vasto mondo di emozioni che copre e eclissa. Inoltre, credo che molto dipenda anche dal modo consueto con il quale si affaccia alla vita, si avvicina alle situazioni, agli appuntamenti, alle cose della vita quotidiana. Spesso, si diventa troppi esigenti e severi verso se stessi, forse ci si punisce troppo...dimenticando di esperire modi più "leggeri" per vivere con gli altri.
Fammi sapere cosa pensa.
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Tere

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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mar Gen 12, 2010 10:09 pm

Salve Dott, innanzitutto volevo dirle ke può darmi tranquillamente del "tu" (ho 18 anni e mi fa sentire meno in imbarazzo) ... La ringrazio x la risposta e x la sua disponibilità ma purtroppo io non mi sento per niente coraggiosa e mi accorgo ke da questo senso di paura non emerge alcun coraggio ma debolezza! Il mio senso di ansia è un senso di vuoto, come le dicevo la scorsa volta è come se mi mancasse qualcosa ma non so cos'è...volevo chiederle se posso usare delle posizioni o dei piccoli accorgimenti ke magari facilitino il respiro o attenuino questo senso?... perchè come le dicevo quando mi prendono queste crisi non riesco a respirare. Sicuramente, sono d'accordo con lei che dovrei collocare le miei paure in determinate situazioni che si sono verificate ma purtroppo non so come fare (non avendo modo di rivolgermi ad uno psicologo) e inoltre io non so nemmeno di cosa ho paura...non c'è un qualcosa in particolare. Sono circa quindici giorni che non mi taglio (essendo autolesionista) e ho notato ke in questi giorni queste crisi sono aumentate secondo lei è dovuto anche a questo? La ringrazio per la disponibilità!!!!
Tere
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mer Gen 13, 2010 10:35 am

Ciao Tere,
innanzitutto non deve ringraziarmi, siamo qui per questo!
Vorrei partire da una domanda provocatoria: non le pare che il tagliarsi mostri una grossa quota di coraggio che lei esprime in modi non buoni per la sua serenità? Se solo iniziasse ad immaginare di poter rivolgere questa sua tendenza ad agire con forza, spregiudicatezza, intraprendenza e trasgressività verso quel mondo esterno che solo apparentemente sembra più doloroso e pauroso, potrebbe iniziare anche ad immaginare di rompere, tagliare quel meccanismo vizioso e circolare dentro cui si trova, che la imprigiona e la rende da troppo ormai schiava del dolore.
I segnali che lei descrive(sete d'aria, nausea, tachicardia, tremori etc etc) sono frequenti durante la fase della vita che lei attraversa. Sono segnali, seppur dolorosi e molot fastidiosi, che indicano il passaggio da una condizione di vita ad un'altra, un transito attraverso la crescita, la definizione di sè, dei propri confini personali entro la propria pelle, una separazione progressiva dalle persone significative della propria vita, da cui ci sentiamo fin troppo legati e influenzati. Insomma, spesso la crescita fa paura ed è molto dolorosa perchè avviene mediante il trapasso da uno stato ad un altro, ma si tratta pur sempre di un processo " normale" e per questo, accettandolo così com'è dovrebbe far meno paura. Di solito queste manifestazioni raggiungono un picco per poi decrescere spontaneamente, quindi quando si verificano non deve far altro che aspettare che in pochi secondi o minuti ritorni la pace.
La paura è un meccanismo che si autoalimenta e che crea un circolo vizioso che se non osservato con cura diventa molto fastidioso. La paura può generare paura, e a sua volta aumenta i segnali che descriveva. La percezione dei segnali aumenta la paura e il circolo va avanti. Il principale passo, dunque, consiste nel tentara di interrompere questo circolo imprigionante e cha va da sè, magari iniziando con l'accettazione, perchè spesso ci si rifiuta di vivere questo trapasso. Un altro passo, può essere quello di far pace con la paura e iniziare ad immaginare che segnala qualcosa di importante, forse il suo bisogno di aprirsi finalmente a quel mondo da cui sente di doversi rifugiare. Il senso di vuoto interno, potrebbe indicare o rappresentare quel deserto che si è formato attorno a lei, ad esempio. Un altro, potrebbe essere quello di aspettare che le manifestazioni passano, anche se è un bel da dirsi visto che quando si è dentro ci si fa coinvolgere troppo, ma non impossibile, mi creda. Più si fa prendere dal panico, più il panico si alimenta. La benzina che alimenta il panico è la paura, forse è arrivato il momento di applicare un embargo graduale, a piccoli passi.
Sento, inoltre, che la sua difficoltà a descrivere gli eventi in cui si verificano i segnali di cui parliamo, può indicare che lei si trovi attualmente in un deserto di relazioni, occasioni, vita sociale e che il passagio attraverso questo deserto alla ricerca di una nuova oasi avviene attraverso le manifestazioni di cui parliamo. Non si faccia intimorire da tutto questo, non ceda ai primi segnali e continui.
L'ansia, infine, è spesso caratteristica di chi accumula il dolore, la sofferenza, di chi rinuncia ben presto a manifestare i propri bisogni e i propri desideri, anteponendo quelli degli altri. Ho l'impressione che lei accumuli per poi scoppiare, come il Vesuvio. Per cui o scoppia attraverso i tagli(che sono connessi alla definizione di sè e alla crescita, quello che abbiamo parlato sopra) oppure in sostituzione con l'ansia(che è una esplosione improvvisa di sensazioni e stati fisici repressi). In sostituzione lei è poco propositiva, troppo remissiva, pronta a anteporre i bisogni e i desideri degli altri ai suoi, troppo rinunciataria e rischia l'invisibilità. L'ansia è anche prerogativa di chi sente di essere investita di aspettative da perseguire e che sacrificano il proprio vero sè...come se lei si sentisse di dover essere un ideale da perseguire, che non è raggiungibile mai, che la fa sentire vuota proprio perchè irrangiungibile. Forse questi segnali di crescita le indicano che la strada giusta da perseguire è il raggiungimento di un obiettivo più concreto e altamente desiderabile, cioè LEI COME PERSONA, CON UN CORPO CONCRETO, CON I PROPRI BISOGNI, UNA VITA SEPARATA DALLE ASPETTATIVE E DALL'IMMAGINE EREDITATA E CHE SI PENSA DI DOVER PERSEGUIRE PER CONTINUARE A VIVERE. Forse questi segnali le stanno indicando che lei può sentirsi viva solo ed esclusivamente abbandonando l'ideale e abbracciando se stessa come una persona reale, con una vita autonoma e diversa dalle aspettative ereditate.
Sento che il discorso rischia di diventare lungo, ma spero di aver dato piccole suggestioni che possono aiutarci ad attraversare insieme un piccolo pezzetto del suo attraversamento verso una fase nuova di crescita. Un abbraccio
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Mer Gen 13, 2010 2:26 pm

Salve Dott,
non riesco a non ringraziarla...per me è importantissimo ricevere delle risposte da voi poichè non ho la possibilità di rivolgermi ad uno psicologo live.
Le rispondo alla sua domanda provocatoria dicendo che non mi sembra per niente un atto di coraggio...credo che il coraggio si veda in ben altre cose o comunque in gesti opposti a quelli che ho compiuto...
forse è coraggioso chi nonostante attraversi periodi difficili non si lasci trasportare da questi nascondendosi dietro ad un taglio, dietro una sigaretta o altro.
Più che coraggiosa mi sento debole non riuscendo a reagire ad una "caduta"... Io ci stò provando con tutta me stessa a reagire e a trovare una soluzione
(altrimenti non penso che avrei resistito tnt senza tagliarmi e forse non mi sarei nemmeno iscritta a questo forum) però purtroppo non dipende solo da me e a volte ho come l'impressione che faccia
un passo in avanti e dieci indietro. Lei dice che i segnali che avverto sono di crescita, di passaggio ma io, oggi, con ciò che vivo e con i modi con cui reagisco non mi sento per niente che stò
crescendo anzi mi sento una ragazza immatura che non riesce a superare gli ostacoli che la vita gli pone davanti. Mi ha definito bene, un Vesuvio, si è così per due motivi: prima di tutto perchè ho tanta voglia
e forza dentro di me di reagire ma purtroppo non ci riesco e poi perchè accumulo tutto dentro di me, non riuscendo a sfogarmi e finisco poi con lo "scoppiare"... Spero ci sia modo di parlarne in modo diverso
perchè purtroppo scrivendo pubblicamente non riesco ad esprimermi a pieno....

P.S: le ripeto che può darmi tranquillamente del "tu"!
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Sab Mag 08, 2010 7:50 pm

salve dottore sono una ragazza di 22 anni. circa 2 settimane fa ho avuto un forte attacco di panico mentre ero all'università. Avevo già avuto altri attacchi di panico ma non erano come questo. ho avvertito un forte giramento di testa seguito da un aumento del battito cardiaco e tremore. Nonostanze non ci fosse nulla di cui avere paura continuavo ad avvertire una strana sensazione come se mi dovesse accadere qualcosa all'improvviso. Dopo circa 5 giorni ho riprovato le stesse sensazioni ma con una intensità minore dovuta probabilmente al fatto che ero di compagnia di una persona cara mentre nell' episodio precedente ero praticamente da sola. La maggior parte delle mie giornate le trascorro stando tranquilla ma non appena la mia testa vaga e penso a cose spiacevoli avverto dei capogiri e una forte ansia, al contrario sto bene se riesco a distrarmi e pensare a cose piacevoli.Anche lo studio mi aiuta poichè mi tiene la testa occupata. Qualche giorno fa finalmente mi sono decisa e ho avuto un primo colloquio con una psicologa. Spero di riuscire a capire al più presto cosa mi porta a stare così male. Ascolterei volentieri un suo parere. A presto
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MessaggioTitolo: Re: ansia e attacchi di panico   Lun Mag 31, 2010 8:07 pm

Cara Mary,
da ciò che scrive sembra che lei stia attraversando una fase particolare della sua vita, una fase di passaggio alla quale risponde con i sintomi menzionati. A cosa si riferisce quando dice " quando penso a cose spiacevoli"? Da cosa cerca di scappare? Da cosa o da chi cerca di distrarsi concentrando tutto sull'università e lo studio?
Un abbraccio.
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