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 immaginare diavoli

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mammy2009



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MessaggioTitolo: immaginare diavoli   Dom Nov 22, 2009 12:21 am

Sono sempre stata una persona molto sensibile, anzi troppo. Ho sempre richiesto il massimo a me stessa, mi sono laureata con 110 e lode, ma più per i miei genitori che per me. Ora ho 33 anni e sono diventata mamma da poco. Mi sembra di dover sempre pensare a tutto io, mi sento carica di responsabilità. Nei confronti della mia piccolina, ambisco alla perfezione, quasi sento di annullarmi per lei, tenendola sempre in braccio, dandole tutto ciò che posso, la amo infinitamente, anzi, la venero. Con il mio compagno ci sono grossi problemi. Durante la gravidanza, abbiamo avuto una lite in cui lui mi ha lasciata e mi ha detto che avrei cresciuto la bimba da sola. Ho deciso di rimettermi con lui perchè ero spaventata, temo la solitudine, ed è il padre della bimba. Io tendo ad alzare la voce quando mi sento provocare, perchè pretendo la lealtà quando ci si confronta, mentre lui tende a dire cose non vere, superficiali, e soprattutto, appena vede che mi altero, inizia a prendermi in giro. E' insopportabile. I miei famigliari dicono di me che tendo a scaldarmi facilmente, ed apparentemente è vero, ma io so che me la prendo solo quando io tocco un tema profondo, o esprimo un dubbio, e sento che la persona che ho di fronte mi risponde scocciata, tagliando corto, o dicendomi una bugia. Se sento che invece c'è altrettanta considerazione e verità dall'altra parte, io non mi arrabbio. Ora che ho fatto un piccolo quadro della mia persona attraverso i tratti salienti del mio modo di rapportarmi con me stessa e con gli altri, vengo al motivo del mio thread. Da quando ero adolescente, in periodi di stress particolari, mi succede una cosa molto strana e spiacevole. Quando chiudo gli occhi, mi immagino una rassegna di mostri, di diavoli, di figure insanguinate. E' terribile. Mi minacciano, mi terrorizzano, cerco di scacciarle, e più intimo loro di andarsene, e più si susseguono. A volte sento che se le accettassi, anzichè scacciarle, loro mi lascerebbero in pace. Ma non le voglio accettare! Così cercvo semplicemente di pensare ad altro, ad un oggetto concreto ad esempio. Poi mi coglie la stanchezza e mi addormento. So che è frutto della mia mente, non penso che sia davvero il diavolo, ma è brutto ugualmente. Mi spaventano, perchè non so dare un senso a queste immagini che la mia mente riesce a creare dal nulla. Non sono frutto di film dell'orrore, che non guardo mai. Una spiegazione che mi sono data è che forse cerco di tenere sempre tutto sotto controllo durante il giorno e mi occupo poco di me stessa, di ciò che mi dà piacere. Forse questi mostri sono le mie angosce che bussano alla porta, o sensazioni che io cerco di soffocare durante il giorno. La cosa strana è che io esterno molto i miei sentimenti e miei pensieri, quindi la spiegazione che ho appena dato non mi convince completamente. Forse mi costringo ad accettare ciò che non riesco ad accettare fino in fondo, come ad esempio l'unione con il mio compagno... Grazie in anticipo per il vostro consiglio!
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Dom Nov 22, 2009 8:15 pm

Cara Mammy,
non so perchè, ma sento che per lei è stato difficile parlarci di queste cose, prendere il pc e aprire un nuvo argomento che riguardasse la sua vita, le sue idee e il suo mondo immaginativo...penso che esprima una forte motivazione di base che può aiutarla, se maneggiata con cura, ad affrontare questa fase delicata della sua vita.

Credo che lei sia un'appassionata delle sue idee e forse una fautrice del pensiero secondo cui l'idea fa la persona e quindi guai toccarle le idee perchè è come se toccassimo lei stessa intimamente. Per questo, sento che con lei debba essere più prudente del solito nel timore che io possa involontariamente mettere un piede in fallo e cadere nella trappola per cui i giudizi sulle idee possono tramutarsi in giudizi sulla persona. Questo non è sempre vero.

Dopo questa premessa necessaria, devo dire che la sua analisi è impeccabile, precisa e forse molto utile. Sono del parere che la nascita di una bambina(a proposito, auguri! Smile ) rappresenta una fase meravigliosamente critica che comporta nuove sfide, impegni, ruoli e mansioni alla neo-famiglia. Mille interrogativi emergono nella coppia coniugale e parentale(marito-moglie e/o partner, mamma e papà): siamo all'altezza del compito, sarò mai una buona mamma o buon papà, come fare, cosa fare, quanto tempo dedicare a chi e a cosa?. Questi pochi delle domande e dei compiti cui bisogna far fronte e che comportano una certa dose di stress e di ansia. Ma lo stress diventa ancor più insostenibile, come nel suo caso, se tra i coniugi c'è un disaccordo, un conflitto più o meno esplicito, un passato rimasto sospeso. Mi chiedo a tal proposito: come sono stati divisi i ruoli e le mansioni? cosa fa l'uno e cosa fa l'altro? Che tipo di collaborazione c'è? Che accordo esplicito o implicito esiste?
Inoltre, mi chiedo, se il suo far tutto in realtà è un modo per occultare le difficoltà che suo marito ha rispetto ai nuovi cambiamenti in atto nella famiglia, così lei è perfetta per compensare i sensi di inferiorità e di inadeguatezza vissuti più o meno segretamente da lui. E' una mia fantasia, ma mi faccia sapere.
Credo che quando si ha a che fare con il bisogno di essere perfetti si deve fare i conti anche con il bisogno di essere buoni, l'unico modo che si crede di avere per sentirsi accettati. Per contrasto, un errore, una trasgressione rispetto al proprio modello di perfezione comporta anche un vissuto di cattiveria. Quindi può capitare di arrabbiarsi, di entrare in conflitto con gli altri perchè tutto possa essere perfetto, ma nonostante ciò segretamente si vive un senso di cattiveria per i rimandi e per i vissuti.
Sono d'accordo quando dice che se accetta le sue immagini terrificanti, queste diventano meno terrificanti e quindi la lasciano libera, ma sento che per poterlo fare deve innanzitutto accettare di poter essere fallibile, UMANA, e che accettare un'idea di cattiveria non significa diventare solo cattivi. La bontà e la cattiveria fanno nella giusta dose una persona completa e serena. Se esclude l'una o l'altra nella vita ad occhi aperti, diventano immagini minacciose nella vita ad occhi chiusi.
Per questo, mi chiedo: cosa potrebbe iniziare a trasgredire della sua immagine di donna, moglie e madre perfetta senza per questo sentirsi cattiva e non meritevole di bene e di considerazione? Un abbraccio forte.
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mammy2009



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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Lun Nov 23, 2009 9:24 am

Gentile dottore,
grazie della sua risposta. Mi identifico parecchio in ciò che ha scritto. Purtroppo la bimba non mi permette di fermarmi a lungo al pc, quindi vado subito al dunque e rispondo alla sua interessante domanda finale: mi potrebbe sicuramente aiutare una persona fidata che ogni tanto si occupasse della piccolina, così che io potessi fare la spesa o pulire casa con lei in braccio. La mia bimba è molto vivace, e non dorme quasi mai. Devo fare ogni cosa tenendo lei in braccio o in un marsupio apposito, e arrivo a sera sfinita. Nessuno mi solleva mai da questa responsabilità, nemmeno per un paio di ore a settimana. Mia madre ama me e la piccola ma non se la sente di aiutare più di tanto. L'altra nonna è spesso lontana. Il mio compagno ha anche un altro figlio da un matrimonio precedente e al sabato si occpa principalmente di lui. Io mi sento come se dovessi sempre occuparmi di tutti, meno che di me stessa. Amo molto il figlio del mio compagno, che ha 12 anni ed è un ragazzino eccezionale, e nemmeno a lui vorrei che mancasse qualcosa quando sat con noi. In mezzo a tuto questo carico, mi accontenterei di sentirmi compresa e presa sul serio quando apro il mio cuore con il mio uomo, ma quando sento la sua superficialità e freddezza, o le sue prese in giro, crollo. Nella sua risposta lei parla anche di bontà, accanto a perfezione. Io sono buona in effetti, e le persone che conoscono mi ritengono tale. Se subisco un torto, me la prendo ma po perdono e dimentico in fretta. Forse perdono un po' troppo, è questo che alla fine mi schiaccia. Tre sere fa il mio compagno mi ha preso alla gola, per una lite banale. C'era un confronto d'idee sul suo passato, purtroppo io spesso lo sento freddo, poco sincero nei modi, e quindi mi rendo conto che seppur di rado, affiorano in me dei dubbi sui sui sentimenti verso di me. Come al solito, ha fatto fintadi non capire il mio disagio, continuava a rispondere "E quindi?" ad ogni mia domanda (lui sostiente che le mie domande avessero un carattere inquisitorio) bè, alla fine mi ha preso in giro mettendosi a canticchiare mentre io ero alterata e a quel punto mi è venuto da alzare la voce. Sono sicura di non avere superato limiti, di non essermi comportata da pazza rlatrice. Lui però on sopporta che io alzi la voce, e mi ha afferrato la gola, mi ha spinto con forza contro il muro e mi ha guardato con odio dicendomi di non urlare. Non riuscivo quasi a respirare. ha mollato la presa e io ero terrorizzata. Lui ha detto "Guardami pure con terrore, non me ne frega niente" allora sono corsa giùdai miei. Lui è sceso e a fatto l'indifferente, nonostante io avessi il segno della sua mano al collo. Mio padre lo avrebbe voluto picchiare ma intelligente com'è, è riuscito a tratteneresi. Dopo un'ora, siamo riusciti a fargli ammettere quello che aveva fatto e si è scusato...come se le scuse potessero cancellare il suo gesto terribile, come un contentino. Ho paura, paura che un giudice stabilisca che lui si possa tenere la bimba nei week-end, è per questo che non lo lascio. Non voglio che lui possa tenere mia figlia anche solo per un giorno. Non perchè la picchierebbe, ma semplicemente perchè non voglio rinunciare a stare con la mia bimba nemeno per un giorno. Troppe cose, dottore?eppure hanno tutte un filo conduttore, compresi i mostri che mi compaiono alla sera. Un grosso abbraccio anche a lei, che ha scelto il mestiere più difficile...
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mammy2009



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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Lun Nov 23, 2009 10:14 am

Gentile dottore, la bimba si è appena addormentata così le posso scrivere un altro po'. Sento che ho bisogno di scriverle, e devo ammettere che avrei tato il desiderio che qualcuno risolvesse i miei problemi, anche se so che non è giusto avere questa aspettativa da parte mia, e che i miei problemi li devo risolvere io, ma ecco, almeno diciamo che vorrei tanto sentire almeno che qualcun altro mi comprende, mi sostiene e mi aiuta a risolvere da me i miei problemi! Sinceramente devo dire che i miei genitori mi comprendono e mi sostengono, ma loro sono di parte per forza, e quindi non li posso ritenere del tutto attendibili nelle loro prese di posizione. Io amo la verità. Brutta obella che sia. E con questo credo di aver risposto alle altre domande del suo intervento.Lei mi ha espresso timore di urtarmi, e timore di esprimere un giudizio su ciò che le riferisco. Non si faccia questo scrupolo, perchè sentendo che lei mi prende sul serio, di certo non mi offendo o non mi sento ferita da un suo pensiero o consiglio. Ciò che mi ferisce è la mananza di lealtà, la superficialità, la falsità. Ora vado ad un'altra sua domanda: come collaboriamo io ed il mio compagno? in termini pratici, lui riempie la lavatrice, la avvia, e quando il ciclo è finito, stende la biancheria. Del resto mi occupo io. Ma non è veramente questo il punto. Lui in effetti, se VUOLE, si presta anche ad altri aiuti. Il problema è diverso, ossia che lui aiuta solo quando se la sente. Se è stanco, invece, guarda la televisione, legge un libro, si sente in diritto di farlo, perchè dice che lui non va al bar, ed è un brav'uomo. Le ho riferito papale papale una sua frase tipica. C'è un piccolo dettaglio: che se io sono stanca, devo "funzionare" lo stesso. Alla bambina non importa se sono stanca e piange, ha bisogno di cure. Al cane non importa se io sono stanca e deve mangiare ed essere portato fuori ugualmente. Anche se piove. Il mio compagno, se è stanco, si sente esonerato da tutto. Fa finta di non vedere la mia stanchezza. Se gliela esprimo, sperando che mi venga in soccorso, la sua risposta è "Riposati anche tu, vieni qui sul divano con me!". Ma se nessuno di noi due si occupa della bimba e del cane, chi lo fa?Quindi io procedo anche quando sono sfinita. Ricordo che a distanza di 15 giorni dal parto, sono stata operata di appendicite. Uno strano scherzo del mio corpo. La mia convalescenza è stata rapidissima, perchè appena rientrata dall'ospedale, quello più stanco e stremato tra idue sembrava lui. Mi ha quasi rinfacciato che mentre io ero all'ospedale, lui si era dovuto occupare della bimba e della casa. E nei giorni successivi si è "messo a sedere" come se il suo compito fosse svolto. Non si poneva lo scrupolo, con cattiveria, che se io avrei dovuto fare tutto ciò che lasciava indietro lui. Semplicemente, lui era stanco e quindi si doveva riposare. Ho vissuto questa cosa come una profonda mancanza di considerazione e di amore verso di me, che ero davvero sfinita, e mi chiedevo "mamma mia, ma come fa a non vedere come sto male?" avevo ancora la pancia dolorante e le suture fresche dell'operazione, che la cura della bimba spettava già al 100% a me. So che lui non fa così di proposito, bensì per superficialità ed egoismo, ma trovo che l'amore non stia anto nei bacini che spesso mi regala, quanto nell'esserci e nel "pedalare" nel momento delvero bisogno. Forse mi dovrei spostare su n altra sessione. Ah, a proposito dei mostri: da quando gliene ho parlato, non li ho più visti...
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Lun Nov 23, 2009 10:19 am

dottore, quando mi rileggo trovo un mare di errori, mi dispiace. E' brutto leggere qualcosa di mal scritto. D'ora in poi mi prenderò un minuto di tempo per correggere grammatica ed ortografia! Grazie, un caro saluto e a presto
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Lun Nov 23, 2009 8:21 pm

Cara Mammy,
....io non avevo nemmeno pensato ai suoi errori grammaticali e/o ortografici! Più che a errori pensavo si stesse finalmente concedendo delle piccole trasgressioni e disattenzioni ANCHE linguistiche. Peccato! Smile a presto.
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Mar Nov 24, 2009 12:09 am

un po' me lo immaginavo che mi sarei aggiudicata una risposta del genere, quando mi sono scusata per gli errori di ortografia Smile Smile però, adesso che ci siamo concentrati su questo, non so più come andare avanti con il discorso...scrivendo tutte quelle cose oggi, mi sono resa conto che i miei problemi sono gravi e così eterogenei che non posso affidarmi ad un forum, in trepidante attesa di una risposta, come se essa fosse un appiglio, una salvezza. Ho aspettative esagerate rispetto a questo strumento, ed il motivo è che per me è troppo dura restare con il mio compagno, così come lo è l'idea di lasciarlo, visto che in ballo c'è una bambina. Poi, a parte il rapporto con lui, sicuramente io stessa avrei bisogno di un sostegno, forse potrei rivolgermi ad un consultorio nella mia zona. La ringrazio infinitamente per l'attenzione che mi ha rivolto, e la saluto cordialmente
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Mar Nov 24, 2009 9:38 am

Cara Mammy,
come vede anche sul forum lei applica una sua modalità di rapportarsi alle cose: o ipervaluta o ipersvaluta. Non è facile oscillare tra questi due opposti, me ne rendo conto, ma non è impossibile trovare la giusta distanza.

Lo stesso meccanismo è innanzitutto applicato a se stessa, per cui o è perfetta oppure è "inguaiata" e piena di problemi, o è buona o è cattiva(da qui le immagini terrificanti, come mera ipotesi).

Da una parte sono contento che lei abbia deciso di rivolgersi ad un professionista in carne ed ossa, credo sia un gran bel passo. Ma mi rendo conto anche che questa decisione nasce da un senso di sconfitta, di delusione e di ipersvalutazione che non faciliterà il compito e il passaggio dall'idea di andare e l'andare davvero. Per ora prendiamoci questa bella vittoria: il provare ad immaginare che da soli non si è in grado di affrontare una situazione ingarbugliata che provoca disagio e sofferenza che non riusciamo più a tollerare. Quando poi deciderà davvero di rivolgersi ad un esperto psicologo-psicoterapeuta dal vivo è un altro discorso. Ora non è il tempo dell'azione, ma solo quello dell'immaginazione.

Mi sento di dirle, inoltre, che finalmente lei ha fatto un passo molto importante verso la consapevolezza che dietro una mamma c'è innanzitutto una donna, una donna che è stufa di oscillare tra ipervalutazione e ipersvalutazione di sè e degli altri, è stufa di dover a tutti i costi conservare un'alta aspettativa su se stessa, di dover per questo avere tutto sotto controllo, tante responsablità e compiti da svolgere alla perfezione se no scatta l'ipersvalutazione e rischia di diventare niente, cattiva, immeritevole di amore e attenzione.
Credo che un eventuale percorso che l'aiuterà a trasgredire questo meccanismo esternuante tra due poli, non potrà giovarle, ma permetterà a sua figlia di avere un buon modello da imitare, ma soprattutto potrà riuscire a darle tanta sicurezza senza affannarsi troppo. Un abbraccio forte e un bacione alla piccola.
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Mer Nov 25, 2009 11:25 am

gentile dottore, ho passato alcuni giorni veramente pesanti da quando giovedì il mio compagn mi ha messo una mano alla gola e mi ha stretto contro il muro. In una discussione si possono raggiungere livelli molto alti di tensione, ma a mio avviso nulla giustifica l'alzare le mani, specie in quel modo così violento e minaccioso, in aggiunta al fatto che poi mi ha anche deriso quando mi ha vista spaventata. Non riesco a togliermi dalla testa il suo sguardo e la sua freddezza. Non l'ho denunciato per un pelo, ma ora sto evitando ogni sua carezza, perchè lui ora si sta comportando in modo dolcissimo per farsi perdonare, ma peccato che di solito lui non sia affatto così. Sono stata in balìa di tante angosce e sensazioni contrastanti. Oggi mi sento un po' più tranquilla, e mi sento di risponderle che in gran parte lei ha centrato una mia caratteristica importante, ossia quella di oscillare sempre tra un estremo e l'altro, di sopravalutare me stessa e gli altri per poi esserne delusa. Di questo mio atteggiamento mentale, io mi son sempre resa conto, senza sapere però come fare per liberarmene. Lei ha qualche suggerimento da darmi? Le vorrei chiedere anche un parere su un'altra questione: secondo lei, un figlio giustifica il fatto che due persone restino inseme nonostante non si amino?si può continuare a convivere, senza amore di coppia?O è un rapporto destinato a finire? so che domande simili hanno un carattere di assurdità, perchè dipendono troppo dai singoli casi e dagli individui coinvolti, ma lei come vede una situazione del genere, per esperienza del suo lavoro?
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Mer Nov 25, 2009 8:42 pm

Cara Mammy,
mi dispiace per quello che le è successo. Spesso, purtroppo, la tensione accumulta e non scaricata con ponderatezza all'interno della coppia raggiunge livelli tali da provocare scenari distruttivi e di inaudita violenza da cui bisogna senza dubbio tutelarsi. Sento da quel che dice, che dopo la tempesta, come comprensibile che sia, c'è la quiete, anche se apparente...una quiete già tesa che a lungo andare, se non scaricata nelle giuste modalità può determinare scenari simili. Credo che se la vicenda in questione ha dimostrato quanto precendete non risolto e quanti vissuti presenti, quotidiani, sono stati sospesi dall'altra richiedono di esser affrontati, negoziati, affrontati con l'intenzione duale di farlo. Credo che l'aspetto positivo, se proprio bisogna coglierne uno, sta nel fatto che si potrebbe inaugurare un nuovo modo di scaricare i vissuti, esprimere le emozioni e affrontare i malcontenti, un modo che non sia accumulare per poi scoppiare come un vulcano!
Per quanto riguarda i suoi quesiti, credo di aver già ampiamente risposto a come potrebbe affrontare le sue caratteristiche personali, ed è molto simile a quello che ho scritto poco prima: vale a dire ponderare la perfezione, scaricando di tanto in tanto la tensione che ne può derivare, attraverso piccole trasgressioni(anche se solo pensate in questo momento, perchè può darsi che non è il momento di fare, ma solo quello di immaginare).
Per le altre domande, non so cosa rispondere sinceramente. Sicuramente non mi sentirei di dirle di rimanere o lasciare, di riporovare o abbandonare. Sento che questo possa saperlo solo lei, ovvero possa sentirlo solo lei e non ho sicumente il potere di consigliare, dire o appoggiare. Credo però che la cosa positiva di tutto ciò è che finalmente sta immaginando che qualcosa deve poter cambiare e che non è obbligata a vivere in una situazione che provoca sofferenza e insostenibilità. Lei, finalmente, sta mettendo in discussione certi presupposti e credenze che la imprigionavano e si è aperta da sola delle possibili scelte e dei possibili percorsi. Toccherà solo a lei decidere quali intraprendere, che sia una terapia di coppia, un percorso di separazione emotiva e legale, un affrontare la situazione con occhi e modalità differenti o altro.
Un abbraccio forte
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Gio Nov 26, 2009 9:45 am

gentile dottore, grazie della sua risposta. Credo di avere davvero bisogno di lasciarmi un po' andare e di essere meno severa con me stessa e con gli altri. Mi rendo conto che questo risultato è maggiormente raggiungibile attraverso un nuovo atteggiamento mentale piuttosto che attraverso manifestazioni pratiche. Nel senso che io non mi ritengo perfetta e non c'è iorno che non mi sfugga qualcosa di più o meno importante. Ma devo riuscire a non flagellarmi per questo! Dall'altra parte, ieri sera ho chiesto almio compagno come potrebbe aiutarmi a sentirmi meno responsabile, perchè se è vero che io devo riuscire a trovare la pace con me stessa, è però altrettanto vero che il percorso è quanto più difficile, quanto più mi sento abbandonata e sola nella gestione degli impegni famigliari. Gli ho fatto un complimento e gli ho detto che in questi giorni lui si sta comportando in modo molto collaborativo, sento che mi anticipa in molti pensieri, e questo mi solleva. Lui mi ha detto che si sta comportando così, perchè io gli sto facendo meno pressioni. In realtà sono sicura del meccanismo opposto, ossia che io gli faccio pressione solo quando sento che lui non mi aiuta e pensa innanzitutto a se stesso. Sono anche sicura che lui sia così carino e attento in questi giorni, perchè si deve far perdonare il numero dell'altra sera. So che il nostro rapporto diventerebbe positivo e mi avvicinerei a lui, se mi sentissi sempre così sostenuta, se lui in casa fosse presente, e cercasse di contribuire anzichè tirarsi indietro, mettersi alla televisione e far andare avanti solo me nella maggiorparte dei casi. Ieri sera, mentre cucinavo, lui apparecchiava, senza che nemmeno glielo dovessi chiedere. Dopo cena, abbiamo sparecchiato insieme. Poi siamo andati in salotto insieme e abbiamo guardato un po' di televisione insieme. Ha tenuto anche lui la bimba in braccio, SI E' ACCORTO CHE ERO STANCA. Quello che di solito mi deprime è che semba che lui NON VEDA quando sono stanca, e se glielo dico, il suo aiuto non è comunque di grande utilità. Ieri sera, poi, ad un certo punto sono andata a fare il bagnetto alla bimba, e ho sentito che lui, di sua iniziativa, si è alzato dal divano per portare il cane a fare i suoi bsogni (di solito lo dovevo fare io prma di andare a dormire). Poi ho dato da mangiare alla bimba mentre lui era in salotto. E' stato fantastico così, ero felice, sentivo che per tutta la sera lui era stato presente, si era sentito corresponsabile delle cose che c'erano da fare, e non mi ha lasciata sola in balìa di tutto, nè tantomeno ho avuto bisogno di fargli notare io le cose, perchè lui stesso ha pensato e si è voluto accorgere delle necessità. A dire il vero mi rendo conto che mi basterebbe davvero poco per essere felice, sentirmi considerata e automaticamente se andrebbe anche quel senso opprimente "del dover pensare a tutto io"! Vedendo un vero interesse condiviso, mi perdonerei anche più facilmente se qualcosa sfuggisse. L'accumulo di una situazione simile porta ad uno sbilanciamento, non solo in termini pratici ma anche di disposizione mentale. Un caro saluto
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MessaggioTitolo: Re: immaginare diavoli   Gio Nov 26, 2009 7:15 pm

Cara Mammy,
sento che è sulla giusta strada! Non è un percorso facile, nè agevole, ma non è nemmeno impossibile. Il primo passo per il cambiamento è il riconoscimento: riuscire a vedere certe cose di sè e degli altri e di come questi aspetti si intracciano e si confondono tra loro, conducendo alla sofferenza e al disagio. Sento che lei abbia proprio fatto un grosso passo il tal senso...e non è assolutamente poco. Ma, a mio avviso, la cosa più importante che ha conquistato è l'aver riconosciuto di essere innanzitutto una donna, fatta di bisogni, di desideri, di aspettative e di necessità chem l'ideale di infallibilità non annovera e non dà spazio. L'anteporre lei come persona, è senza dubbio la chiave giusta per poter assicurare il benessere suo e di conseguenza di tutte le persone che la circondano.
Inoltre, sento che ha iniziato a intravedere la parte di responsabilità(attenzione, non di colpa!!) che è necessaria per la determinazione delle cose che ci succedono, e di come cambiando quella parte possa cambiare tutto il resto. Lei è portatrice di un bisogno di cambiamento, e per questo che può diventare il principale agente di cambiamento!Smile.
Inevitabilmente, a mio parere, questo è anche lo strumento più produttivo per poter raggiungere la soddisfazione delle sue esigenze e dei suoi bisogni legittimi di cui parla.
Non esiti, dunque, a trasgredire, a provare, a vedere in modo diverso le cose...rischi di più di sentirsi "cattiva", così apprezzerà di più e nella giusta misura le sue parti "buone".
Un abbraccio. A presto.
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