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 come sto io

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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Dic 27, 2009 6:04 pm

Elettra ha scritto:
Bè allora mi aggrego x formare il club degli scarti!

che scarti?
spiegatemi...
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Dic 27, 2009 6:05 pm

sergio67 ha scritto:
Non riusciamo tutti allo stesso modo. Qualcuno riesce bene, qualcuno meno.

Io non avrei superato il controllo qualità.

Mmmh Sergio perdonami non ti seguo, mi son persa qualche messaggio?
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Dic 27, 2009 6:12 pm

sergio67 ha scritto:
Mi sa che ha fatto centro.

Perchè ci ho ripensato, non ha parlato di stare meglio, ma ha detto "Stai bene così!". Non ha detto "meglio", ha detto "bene".
BENE!?!?
Io mi sento di camminare su un sentiero stretto, sul ciglio di un burrone nel quale potrei ricadere da un momento all'altro, e che non ho la minima idea di dove mi porti né se valga veramente la pena di andarci. Ogni passo è paura, fatica, dolore e sofferenza. Ma continuo a camminare.
E lei mi parla di stare bene...
Sì, decisamente la scintilla che ha acceso la paglia di una settimana piuttosto inquieta ed irrequieta...
ma come dicevo ieri col terapeuta, o meglio, lui mi diceva, in questo anno ho passato molte fasi, ho attraversato molte emozioni, e anche l'irrequietezza è una di queste, ancora una volta, qualcosa da attraversare.

Mi sono accorto che in terapia restiamo molto di più sugli argomenti. All'inizio cambiavamo spesso argomento. Adesso, anche se avrei decine di cose di cui parlare, quando cominciamo con una finisce che ci restiamo fino alla fine.
Ieri sembrava una giornata tranquilla, interlocutoria, e invece mi rendo conto che ancora una volta siamo andati a toccare un "nervo scoperto".
Parlavo di come mi sento "arido", e lui mi ha detto che l'aridità non indaga dentro se stessa. Resta lì, appunto, arida.
E io continuo a pensare cosa vede in me, dentro di me, che io non riesco a vedere.
Cosa vede mia moglie?
Cosa vedono i miei figli?
Cosa vedono le persone che mi stanno intorno?

Perché io continuo a vedere solo "Sergio il grande inganno"...

ma tutto considerato, direi che oggi sto meglio Smile.

concordo con il tuo terapeuta riguardo all'aridità...

"Sergio il grande inganno", beh dal vedere il NULLA mi sembra già un passo avanti..Per "inganno" intendi la maschera di cui parlammo qualche settimana fa?


Mi piace pensare al percorso che stai facendo (tu nello specifico ora, ma in generale la maggiorparte delle persone che sta facendo un percorso psicoterapeutico impiegando tutto sè stesso), come ad una sorta di percorso "neghentropico", che lavora pazientemente, silenziosamente, a piccoli passi; tuttavia, è la forza che sottintende l'evoluzione, l'au-to-organizzazione, e la sempre più grande complessità nell'universo...

Un abbraccio forte forte
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sergio67

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Dic 28, 2009 11:44 am

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
sergio67 ha scritto:
Non riusciamo tutti allo stesso modo. Qualcuno riesce bene, qualcuno meno.

Io non avrei superato il controllo qualità.

Mmmh Sergio perdonami non ti seguo, mi son persa qualche messaggio?
No, non si è persa niente, o almeno non su internet. E' che sono in un momento "disfattista" e vedo tutto in negativo...

sarà l'accumulo dei giorni di natale...
sarà che magari mi sarebbe piaciuto trovare sotto l'albero almeno un biglietto...
sarà che mi ero illuso di stare meglio di come sto...
sarà come sarà...

ma ho la sensazione che non ce la farò mai... e ho un forte desiderio di mollare tutto...
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Elettra

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Dic 28, 2009 12:07 pm

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Elettra ha scritto:
Bè allora mi aggrego x formare il club degli scarti!

che scarti?
spiegatemi...

Con questo intendevo che sono perfettamente in linea con quello che ha appena esposto Sergio:
"momento "disfattista" e vedo tutto in negativo..."
"la sensazione che non ce la farò mai... e ho un forte desiderio di mollare tutto..."

ma mi consola un pò il fatto che non sono da sola a sentirsi "riuscita male"
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Gen 03, 2010 1:28 pm

Cari Sergio ed Elettra,
innanzitutto spero per voi l'anno sia cominciato al meglio..

Pensavo a queste ultime vostre parole del 2009...e pensavo che paradossalmente questi momenti "disfattisti"(per usare il vostro termine), comuni a tutti gli esseri umani (più o meno inconsciamente), rappresentano in realtà il fertilizzante della vita..Mi spiego meglio..In certi momenti si assiste alla lotta all'ultimo sangue tra "prendere" o "lasciare", io credo che ogni volta che l'istinto di sopravvivenza psicofisica faccia optare per il "prendere" ci si ritrovi più forti di prima.......
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Gen 03, 2010 1:29 pm

Elettra ha scritto:
D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Elettra ha scritto:
Bè allora mi aggrego x formare il club degli scarti!

che scarti?
spiegatemi...

Con questo intendevo che sono perfettamente in linea con quello che ha appena esposto Sergio:
"momento "disfattista" e vedo tutto in negativo..."
"la sensazione che non ce la farò mai... e ho un forte desiderio di mollare tutto..."

ma mi consola un pò il fatto che non sono da sola a sentirsi "riuscita male"

Cosa sarebbe per te essere riuscita "bene"?
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Elettra

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Gen 03, 2010 3:39 pm

Citazione :
Cosa sarebbe per te essere riuscita "bene"?

Very Happy Very Happy Very Happy


A parte le sciocchezze, non ho molta voglia di pensarci... non ora...
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sergio67

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Gen 05, 2010 12:43 am

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
In certi momenti si assiste alla lotta all'ultimo sangue tra "prendere" o "lasciare", io credo che ogni volta che l'istinto di sopravvivenza psicofisica faccia optare per il "prendere" ci si ritrovi più forti di prima.......

forse, ma al "lasciare" basta vincere una battaglia per vincere la guerra...

mi rendo conto che è un po' che non scrivo, non che non abbi argomenti, anzi forse ne ho troppi, ma nessuno che emerge in modo importante.

Resta una certa inquietudine di fondo. Lo so che essere inquieti è "normale" (finirà mai questo discorso sulla normalità?) ma allora perché non riesco a viverlo in modo "normale"?

Ho molti pensieri in testa, tutte cose che sembrano "ordinarie", ma allora perché?
Perché questa sensazione che non ce la farò, che non riuscirò a fare tutto quello che vorrei fare.
Anche nella meditazione, mi fisso un orario, ma la maggior parte delle volte non riesco a rispettarlo.
Sì lo so che anche questo passerà, ma non significa che mi piaccia.

Ho mandato l'iscrizione al corso di meditazione. E anche questo mi mette tensione... uffa!
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sergio67

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Ven Gen 08, 2010 7:54 pm

Mi hanno confermato l'iscrizione al corso Very Happy Very Happy Very Happy!!!

Non che mi aspetti che la mia vita cambi improvvisamente, è solo un altro piccolo passo lungo il cammino.

Ma ogni passo avvicina alla meta... Smile
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Gen 12, 2010 12:54 pm

Caro Sergio,
anche se ne abbiamo parlato un pochetto ieri, volevo rinnoarti il mio in bocca al lupo per l'inizio del corso e mi raccomando condividi con noi la tua esperienza, sai quanto il tema mi interessi.

Si è vero è un piccolo passo e la strada è lunga ,ma ricordati che non si è felici solo al traguardo, se traguardo esiste, ma soprattutto mentre si cammina.

un abbraccio forte forte
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Gen 12, 2010 5:43 pm

Elettra ha scritto:
Citazione :
Cosa sarebbe per te essere riuscita "bene"?

Very Happy Very Happy Very Happy


A parte le sciocchezze, non ho molta voglia di pensarci... non ora...



... Ciao Elettra, mi piace l'emoticons da eroina che hai messo !!! Very Happy

mi affascina tantissimo, io poi nel fantasticare sono davvero molto brava, uscire dalla realtà e diventare quello che si vuole, per esempio un'eroina ... una che non sbaglia niente, che affronta tutto con coraggio, trova una soluzione per qualsiasi cosa, che fa del bene, un corpo possente, insomma .... perfetta, ben voluta e amata da tutti .....
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mer Gen 13, 2010 4:11 pm

Cara Stellina,
ci stai dicendo che praticamente miri ad essere un robot?

Io trovo la perfezione molto molto noiosa, a mio avviso chi vive troppo tempo in un luogo perfetto finisce per annoiarsi..
La vita è bella perchè imperfetta, proprio l'imperfezione ci rende unici, diversi, speciali, ESSERI UMANI non robot..

Un abbraccio
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mer Gen 13, 2010 4:31 pm

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Cara Stellina,
ci stai dicendo che praticamente miri ad essere un robot?

Io trovo la perfezione molto molto noiosa, a mio avviso chi vive troppo tempo in un luogo perfetto finisce per annoiarsi..
La vita è bella perchè imperfetta, proprio l'imperfezione ci rende unici, diversi, speciali, ESSERI UMANI non robot..

Un abbraccio

non l'avevo mai vista sotto questo aspetto !!!
... tutte quelle cose che ha elencato le ho sempre reputate delle vere e proprie debolezze, per me anche piangere lo è.
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sergio67

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Sab Gen 16, 2010 4:48 pm

Parafrasando una celebre frase...

"Un minuscolo passo per l'umanità, un grande passo per me"

Quale? Ho messo la mia foto come avatar!

Può forse sembrare strano, specie in un forum come questo. in cui l'anonimato è più importante che altrove.

Ma ho deciso che non mi interessa, anzi. Se dovesse passare da questo forum qualcuno che conosco, o se qualcuno mi riconoscesse per strada, che mi dicesse pure: "ho letto i tuoi post in quel forum", è ben accetto.

Sono sereno e oserei dire felice. Non c'è niente che non va nel mio passato, e qualunque cosa il mondo possa pensare di me, non mi riguarda. Non può toccarmi. Non può offendermi, e non può ferirmi.

E chiunque dovesse capitare su queste pagine, ricordate che la strada per uscire dalla sofferenza esiste.
Ce l'ho fatta io. Può farcela chiunque...

Un grande abbraccio.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Gio Gen 21, 2010 7:53 pm

So benissimo quanto questo passo sia GRANDE Sergio,
sono FIERA di te come ti ho già detto in chat.

Un abbraccio forte
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Gen 25, 2010 3:47 pm

Allora,

questo fine settimana ho partecipato alla sessione intensiva di meditazione di cui ormai parliamo da tempo.
Non è stato un vero "corso", nel senso che non hanno minimamente parlato delle "basi", e se non mi fossi già documentato da altre fonti avrei certamente avuto qualche difficoltà in più. Ma devo dire che mi sono trovato abbastanza a mio agio.

Com'è andata?

Impegnativo. Ma allo stesso tempo una esperienza di grande valore. Non mi sento diverso e non mi sento cambiato e sinceramente non è che me lo aspettassi. Non mi aspettavo che fosse una esperienza trascendentale che avrebbe rivoluzionato la mia vita, ma solo la possibilità di dedicare alla ricerca interiore un tempo non limitato dagli impegni del quotidiano. La possibilità di mettersi alla prova ma anche una sorta di "verifica" di quanto costruito in questi mesi e della qualità della strada intrapresa.
E devo dire che in questo senso le mie aspettative sono state ampiamente soddisfatte. Sono sempre più convinto di avere incontrato qualcosa di importante, almeno per me.
Sabato parlando con l'insegnante le ho detto che la meditazione mi aveva cambiato la vita, ma domenica mi sono corretto. La mia vita non è affatto cambiata: ho lo stesso lavoro, la stessa moglie, la stessa macchina, gli stessi vestiti e per certi versi anche lo stesso peso. E' cambiato il mio "atteggiamento alla vita", il significato è completamente diverso.
L'insegnante mi ha anche consigliato un libro di John Teasdale "The Mindful Way Through Depression: Freeing Yourself from Chronic Unhappiness" che penso leggerò. Anche se non mi sento più "depresso", la depressione resta comunque un argomento su cui mi sento particolarmente sensibile. Non ne ho trovata la traduzione in italiano, ma fortunatamente questo non costituisce un problema per me. Gli autori promuovono un approccio chiamato "Mindfulness-based Cognitive Therapy". La cosa sembra interessante, almeno per la mia esperienza.

Dunque, cosa raccontare di queste due giornate? Quali le cose che più mi sono rimaste? Moltissimi sarebbero gli spunti di riflessione, ma io ne riporto giusto due o tre.

Il primo riguarda l'argomento Chi sono 'io'?. E' un argomento certamente complesso ma al quale ho già dedicato più di un post (sfogliare per credere...). Non ho certamente la risposta a una domanda così semplice e così complicata allo stesso tempo, ma una cosa ho capito: la mente NON E' l'io. La mente è fenomenale, ha un sacco di bellissime caratteristiche, assolutamente speciali. Sono quelle che distinguono la razza umana, che ci permettono di creare e di inventare. Ma queste stesse caratteristiche hanno il brutto vizio di farsi prendere la mano, e di concentrarsi unicamente su se stesse, al punto di far credere che "io sono i miei pensieri". Ma non è così. I pensieri sono solo pensieri, come tutte le cose hanno un'inizio, una durata e una fine. E più ci identifichiamo con i pensieri, più dureranno. Più li guardiamo con consapevolezza, prima li lasceremo andare. Non mi dilungo oltre perchè l'argomento sarebbe lunghissimo, ma chi vuole approfondire sa dove trovarmi

Il secondo è in qualche modo connesso al processo "iniziare-durare-finire", tipico di tutte le cose, anche dei nostri progetti. Quasi sempre ci concentriamo molto sull'iniziare e apprezziamo moltissimo il finire, ma quasi mai consideriamo il "durare" o meglio il "sostenere". Siamo bravisimi a iniziare qualcosa, iniziamo continuamente cose nuove. Ma spesso ci dimentichiamo che se non le sosteniamo, non le accompagnamo per tutta la loro durata, difficilmente arriveranno alla fine nel modo che vorremmo. La meditazione è anche questo, la consapevolezza è anche questo. Imparando a concentrarci sul momento presente, si impara a non dimenticare quello che stiamo facendo, a sostenere le nostre idee e i nostri progetti, ricordando che arriveranno alla fine solo attraverso la loro "durata".

Infine un paio di considerazioni personali. Al termine del secondo giorno, avviandoci verso l'uscita, una persona mi ha fatto dei complimenti per una domanda che avevo fatto. Ne ho parlato a casa e mia moglie ha commentato che secondo lei attraverso la terapia avevo imparato ad indagare la mente aumentando quindi la mia capacità di "visione". Beh, la mia idea è diversa. Forse la terapia mi ha dato la spinta per iniziare la meditazione, ma io credo che è attraverso la meditazione che ho imparato veramente come fare "terapia".
L'ultima considerazione è che è certamente impegnativo cercare di essere presenti in ogni momento della propria vita. Ma quando ci riusciamo capiamo che in un solo giorno vissuto pienamente ci può essere più vita di quanta ne abbiamo vissuta fino ad oggi.

Buon risveglio a tutti.
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sergio67

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Feb 01, 2010 1:48 pm

Ci sono giorni in cui vorresti distruggere il mondo.
E naturalmente cominci da te stesso...

Interessante. Voglio dire, desideri distruggere il mondo, ma poi forse pensi che il mondo non merita di essere distrutto, o che in fondo non ti ha fatto niente, e allora te la prendi con te stesso. Ma perchè? Ché tu invece "ti sei fatto qualcosa"?
Non lo so, però il desiderio di distruzione resta.

E' un qualcosa che parte piano, e poi cresce, "monta", come il mare in tempesta, e magari da fuori sembra che sia tutto "normale", ma dentro di te la tempesta continua a crescere. Il vento urla, le onde si fanno via via più violente...

Lo so che anche questa tempesta passerà, per certi versi forse è già passata. Tutte le tempeste passano. Non potrebbe essere diversamente. Ma quando ci sei dentro, sei obbigato a cercare di tenere la nave a galla. Ed è difficile riuscire a "separarsi" dalla tempesta. Capire che c'è una tempesta senza "identificarsi" con la tempesta. E quando torna il sereno potrai trovare sulla spiaggia i relitti delle tue illusioni.

Forse ho solo preteso troppo da me stesso. Di nuovo ho caricato la molla delle aspettative, del desiderio e delle illusioni, ma quando l'energia si accumula, prima o poi si deve sfogare...

Ma in fondo, sebbene faticoso, sebbene doloroso, se riesci a distinguere che erano solo illusioni non è poi così negativo che la tempesta le spazzi via.

Tempo. Tempo, impegno e pazienza. Rompere il muro delle illusioni e delle delusioni. Ripartire ogni volta che si si ferma, con uno sforzo gentile.

Anche se la strada è ancora lunga, ogni passo ti avvicina alla meta.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Feb 02, 2010 12:59 pm

sergio67 ha scritto:
Allora,

questo fine settimana ho partecipato alla sessione intensiva di meditazione di cui ormai parliamo da tempo.
Non è stato un vero "corso", nel senso che non hanno minimamente parlato delle "basi", e se non mi fossi già documentato da altre fonti avrei certamente avuto qualche difficoltà in più. Ma devo dire che mi sono trovato abbastanza a mio agio.

Com'è andata?

Impegnativo. Ma allo stesso tempo una esperienza di grande valore. Non mi sento diverso e non mi sento cambiato e sinceramente non è che me lo aspettassi. Non mi aspettavo che fosse una esperienza trascendentale che avrebbe rivoluzionato la mia vita, ma solo la possibilità di dedicare alla ricerca interiore un tempo non limitato dagli impegni del quotidiano. La possibilità di mettersi alla prova ma anche una sorta di "verifica" di quanto costruito in questi mesi e della qualità della strada intrapresa.
E devo dire che in questo senso le mie aspettative sono state ampiamente soddisfatte. Sono sempre più convinto di avere incontrato qualcosa di importante, almeno per me.
Sabato parlando con l'insegnante le ho detto che la meditazione mi aveva cambiato la vita, ma domenica mi sono corretto. La mia vita non è affatto cambiata: ho lo stesso lavoro, la stessa moglie, la stessa macchina, gli stessi vestiti e per certi versi anche lo stesso peso. E' cambiato il mio "atteggiamento alla vita", il significato è completamente diverso.
L'insegnante mi ha anche consigliato un libro di John Teasdale "The Mindful Way Through Depression: Freeing Yourself from Chronic Unhappiness" che penso leggerò. Anche se non mi sento più "depresso", la depressione resta comunque un argomento su cui mi sento particolarmente sensibile. Non ne ho trovata la traduzione in italiano, ma fortunatamente questo non costituisce un problema per me. Gli autori promuovono un approccio chiamato "Mindfulness-based Cognitive Therapy". La cosa sembra interessante, almeno per la mia esperienza.

Dunque, cosa raccontare di queste due giornate? Quali le cose che più mi sono rimaste? Moltissimi sarebbero gli spunti di riflessione, ma io ne riporto giusto due o tre.

Il primo riguarda l'argomento Chi sono 'io'?. E' un argomento certamente complesso ma al quale ho già dedicato più di un post (sfogliare per credere...). Non ho certamente la risposta a una domanda così semplice e così complicata allo stesso tempo, ma una cosa ho capito: la mente NON E' l'io. La mente è fenomenale, ha un sacco di bellissime caratteristiche, assolutamente speciali. Sono quelle che distinguono la razza umana, che ci permettono di creare e di inventare. Ma queste stesse caratteristiche hanno il brutto vizio di farsi prendere la mano, e di concentrarsi unicamente su se stesse, al punto di far credere che "io sono i miei pensieri". Ma non è così. I pensieri sono solo pensieri, come tutte le cose hanno un'inizio, una durata e una fine. E più ci identifichiamo con i pensieri, più dureranno. Più li guardiamo con consapevolezza, prima li lasceremo andare. Non mi dilungo oltre perchè l'argomento sarebbe lunghissimo, ma chi vuole approfondire sa dove trovarmi

Il secondo è in qualche modo connesso al processo "iniziare-durare-finire", tipico di tutte le cose, anche dei nostri progetti. Quasi sempre ci concentriamo molto sull'iniziare e apprezziamo moltissimo il finire, ma quasi mai consideriamo il "durare" o meglio il "sostenere". Siamo bravisimi a iniziare qualcosa, iniziamo continuamente cose nuove. Ma spesso ci dimentichiamo che se non le sosteniamo, non le accompagnamo per tutta la loro durata, difficilmente arriveranno alla fine nel modo che vorremmo. La meditazione è anche questo, la consapevolezza è anche questo. Imparando a concentrarci sul momento presente, si impara a non dimenticare quello che stiamo facendo, a sostenere le nostre idee e i nostri progetti, ricordando che arriveranno alla fine solo attraverso la loro "durata".

Infine un paio di considerazioni personali. Al termine del secondo giorno, avviandoci verso l'uscita, una persona mi ha fatto dei complimenti per una domanda che avevo fatto. Ne ho parlato a casa e mia moglie ha commentato che secondo lei attraverso la terapia avevo imparato ad indagare la mente aumentando quindi la mia capacità di "visione". Beh, la mia idea è diversa. Forse la terapia mi ha dato la spinta per iniziare la meditazione, ma io credo che è attraverso la meditazione che ho imparato veramente come fare "terapia".
L'ultima considerazione è che è certamente impegnativo cercare di essere presenti in ogni momento della propria vita. Ma quando ci riusciamo capiamo che in un solo giorno vissuto pienamente ci può essere più vita di quanta ne abbiamo vissuta fino ad oggi.

Buon risveglio a tutti.


Grazie di aver condiviso con noi la tua esperienza Sergio!

Concordo sulla tua considerazione finale.
Per quanto riguarda invece la tua riflessione, credo che psicoterapia e meditazione siano così collegati ed imprescindibili che non si può comprendere se attraverso la meditazione tu abbia imparato a fare terapia (che poi non credo si impari..)o viceversa, i loro confini sono così labili da confondersi..

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Feb 02, 2010 1:07 pm

sergio67 ha scritto:
Ci sono giorni in cui vorresti distruggere il mondo.
E naturalmente cominci da te stesso...

Interessante. Voglio dire, desideri distruggere il mondo, ma poi forse pensi che il mondo non merita di essere distrutto, o che in fondo non ti ha fatto niente, e allora te la prendi con te stesso. Ma perchè? Ché tu invece "ti sei fatto qualcosa"?
Non lo so, però il desiderio di distruzione resta.

E' un qualcosa che parte piano, e poi cresce, "monta", come il mare in tempesta, e magari da fuori sembra che sia tutto "normale", ma dentro di te la tempesta continua a crescere. Il vento urla, le onde si fanno via via più violente...

Lo so che anche questa tempesta passerà, per certi versi forse è già passata. Tutte le tempeste passano. Non potrebbe essere diversamente. Ma quando ci sei dentro, sei obbigato a cercare di tenere la nave a galla. Ed è difficile riuscire a "separarsi" dalla tempesta. Capire che c'è una tempesta senza "identificarsi" con la tempesta. E quando torna il sereno potrai trovare sulla spiaggia i relitti delle tue illusioni.

Forse ho solo preteso troppo da me stesso. Di nuovo ho caricato la molla delle aspettative, del desiderio e delle illusioni, ma quando l'energia si accumula, prima o poi si deve sfogare...

Ma in fondo, sebbene faticoso, sebbene doloroso, se riesci a distinguere che erano solo illusioni non è poi così negativo che la tempesta le spazzi via.

Tempo. Tempo, impegno e pazienza. Rompere il muro delle illusioni e delle delusioni. Ripartire ogni volta che si si ferma, con uno sforzo gentile.

Anche se la strada è ancora lunga, ogni passo ti avvicina alla meta.

Caro Sergio,
le tempeste, i venti burrascosi, l'affrontarle, la sopravvivenza, tutto questo fa parte della vita, signfica semplicemente che sei vivo..
La strada è giusta. E' logico che sia lunga , ma ricordati che non si è felici solo al traguardo, se traguardo esiste, ma soprattutto mentre si cammina...Una delle ricette preferite per godersi la vita è puntare sempre a piccole mete quotidiane, concrete, nell'immediato futuro.

Detto ciò, spero che oggi tu stia meglio e che sia tornato il ciel sereno.

un abbraccio forte
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Feb 16, 2010 7:21 pm

A volte mi sembra di essere tornato al punto di partenza.
Ma per l'appunto "sembra".
E' come il gioco della settimana enignimistica "Aguzzate la Vista". Due figure, all'apparenza uguali, ma in realtà con molti dettagli differenti. E si sa, spesso sono i dettagli la cosa più importante...

E' come aver camminato lungo una spirale: ho camminato a lungo e poi mi trovo vicino al punto di partenza. Può sembrare lo stesso posto, ma non lo è.
Molte cose sono cambiate, e molte ne cambieranno ancora.

Tra onda e risacca... continuo a nuotare...
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Ven Feb 19, 2010 11:46 am

Eccomi qua, di nuovo nella mia "comfort zone"
Mangio più del necessario, rimando, mi nascondo...

... mi sembra di essere tornato a casa.

Ma questa non è una vera casa, è come un albergo. E prima o poi arriverà il conto...

e più tempo ci passo, più sarà salato.

Dov'è che si fa il check-out?

Speriamo almeno che non sia l'Hotel California...
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mer Feb 24, 2010 6:23 pm

Parlando con la nostra amata Dott. ssa, è emerso un argomento interessante sul vivere gli "strappi alimentari" come abbuffate e quindi "negativamente" o come "regali" e quindi positivamente, "con gioia".

Queste le mie riflessioni sull'argomento:

Allora: sì. Forse in questa fase io posso (decidere quando concedermi uno strappo e quindi non "subirlo" come "abbuffata"). E soprattutto posso vivere l'abbuffata senza sentirla un fallimento. Ma come una delle fasi che devo necessariamente attraversare. Cioè, senza innescare quel meccanismo circolare per cui l'abbuffata genera senso di colpa e provoca altre abbuffate.

Posso capire che c'è tensione in me. Posso capire che il mangiare risponde a una necessità e lasciare che la tensione sfoghi in questo modo senza costruirci sopra ulteriori conseguenze. Ma questo è in attesa (un attesa attiva e non passiva) che anche questa fase passi per giungere a una situazione in cui l'abbuffata, l'esagerazione, non è più una necessità.
Il che non significa una vita di privazione del cibo, anzi, esattamente il contrario.

Quindi in questo senso sono abbastanza d'accordo con lei. Quando parliamo di questo argomento però, ho come la sensazione che ritienga possibile una scelta concessione/abbuffata fatta ad un livello "cosciente". Mentre quello che dico io è che, almeno per me, una scelta cosciente e razionale non è possibile. Certo che posso scegliere ma è una scelta di "consapevolezza emotiva", che non dipende quindi dal mio "io cosciente" e che si rende possibile solo attraverso un percorso di "apprendimento emozionale".

In questo senso quindi non è possibile vivere una abbuffata come una concessione. Perchè la differenza tra abbuffata e concessione non è nella quantità ma nello stato emotivo. Uno stato emotivo che non è possibile scegliere "razionalmente". Che quindi in qualche senso "non dipende da me"...

Spero di essere riuscito a spiegarmi.
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mer Feb 24, 2010 8:04 pm

sergio67 ha scritto:
A volte mi sembra di essere tornato al punto di partenza.
Ma per l'appunto "sembra".
E' come il gioco della settimana enignimistica "Aguzzate la Vista". Due figure, all'apparenza uguali, ma in realtà con molti dettagli differenti. E si sa, spesso sono i dettagli la cosa più importante...

E' come aver camminato lungo una spirale: ho camminato a lungo e poi mi trovo vicino al punto di partenza. Può sembrare lo stesso posto, ma non lo è.
Molte cose sono cambiate, e molte ne cambieranno ancora.

Tra onda e risacca... continuo a nuotare...

Esatto Sergio ti sembra di essere sempre allo stesso punto ma non è così, non si torna MAI al punto iniziale anche se a livello subliminale le cose sono diverse. Sempre.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mer Feb 24, 2010 8:08 pm

sergio67 ha scritto:
Parlando con la nostra amata Dott. ssa, è emerso un argomento interessante sul vivere gli "strappi alimentari" come abbuffate e quindi "negativamente" o come "regali" e quindi positivamente, "con gioia".

Queste le mie riflessioni sull'argomento:

Allora: sì. Forse in questa fase io posso (decidere quando concedermi uno strappo e quindi non "subirlo" come "abbuffata"). E soprattutto posso vivere l'abbuffata senza sentirla un fallimento. Ma come una delle fasi che devo necessariamente attraversare. Cioè, senza innescare quel meccanismo circolare per cui l'abbuffata genera senso di colpa e provoca altre abbuffate.

Posso capire che c'è tensione in me. Posso capire che il mangiare risponde a una necessità e lasciare che la tensione sfoghi in questo modo senza costruirci sopra ulteriori conseguenze. Ma questo è in attesa (un attesa attiva e non passiva) che anche questa fase passi per giungere a una situazione in cui l'abbuffata, l'esagerazione, non è più una necessità.
Il che non significa una vita di privazione del cibo, anzi, esattamente il contrario.

Quindi in questo senso sono abbastanza d'accordo con lei. Quando parliamo di questo argomento però, ho come la sensazione che ritienga possibile una scelta concessione/abbuffata fatta ad un livello "cosciente". Mentre quello che dico io è che, almeno per me, una scelta cosciente e razionale non è possibile. Certo che posso scegliere ma è una scelta di "consapevolezza emotiva", che non dipende quindi dal mio "io cosciente" e che si rende possibile solo attraverso un percorso di "apprendimento emozionale".

In questo senso quindi non è possibile vivere una abbuffata come una concessione. Perchè la differenza tra abbuffata e concessione non è nella quantità ma nello stato emotivo. Uno stato emotivo che non è possibile scegliere "razionalmente". Che quindi in qualche senso "non dipende da me"...

Spero di essere riuscito a spiegarmi.

Sergio stiamo più o meno asserendo la stessa cosa.
é ovvio che non puoi scegliere consapevolmente e razionalmente il tuo stato d'animo ma ora hai uno strumento in più che fino a poco tempo fa non possedevi, ovvero sai dell'esistenza di un ordigno che può scoppiare e quindi puoi mettere in atto le misure preventive per limitare i danni..ATTENZIONE non sto dicendo di controllare in alcun modo il tuo stato emotivo o altro, ma della possibilità di usare misure preventive...


Un abbraccio forte
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