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 come sto io

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sergio67

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MessaggioTitolo: come sto io   Gio Nov 12, 2009 3:20 pm

Bella domanda: "Tu come stai?".
E' anche semplice in apparenza. E' la risposta che è un po' più complicata.
In quest'ultimo mese sono intervenuto molto spesso, portando la mia esperienza e raccontando parte della mia storia, ma raramente ho parlato veramente di come mi stessi sentendo.
Non credo si tratti di "reticenza". Perchè non ho mai nascosto il mio "sentire". Piuttosto credo che sia dovuto al fatto che considero molto importante la mia terapia. Mi ha dato molto, ed è uno spazio molto personale, molto mio.
Tendo a portare le mie difficoltà in terapia piuttosto che sul forum, al quale riservo principalmente i miei progressi. Lei Dott.ssa più di altri dovrebbe sapere che sono due strumenti non paragonabili.
Nel forum preferisco portare un messaggio di speranza, attraverso il racconto della mia esperienza vissuta, piuttosto che un mazzetto di ricordi dolorosi che trovano tranquillamente il loro spazio nella terapia.
All'inizio della terapia ho trovato molto utili le storie di chi aveva affrontato e superato il "male di vivere", la depressione nel mio caso, e mi piace pensare di poter restituire quello che ho avuto attraverso il racconto della mia esperienza.
Anche perchè, sebbene sia molto facile consigliare bene e agire male, ho sempre cercato di parlare solo di cose che avevo "già esperito", per usare un termine a lei caro.

Ciononstante non significa che io abbia superato tutte le mie difficoltà. Ma ci lavoro giorno per giorno, con l'aiuto della meditazione, della consapevolezza e della terapia.
L'argomento che in questo momento mi ronza principalmente in testa è ancora una volta il "controllo" (chissà come mai Smile) e il concetto di "normalità". So che la normalità è una cosa che, come la temperatura media stagionale, non esiste veramente nella realtà, ma che nonostante tutto ha un senso ben preciso.
Ma per me la "normalità" tende ad avere un significato diverso. "Normale" è come ero prima. "Normale" è mangiare in modo disordinato, e non come sto mangiando adesso, "strappi" inclusi.
Spero col tempo di riuscire a superare anche questo punto. Chissà, magari aggiungerò un altro pezzo alla firma, o ne ricaverò qualche altra frase per il forum Laughing.

Un saluto e un ringraziamento.
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Nov 15, 2009 4:44 pm

Caro Sergio,
come avrai capito la mia domanda "come stai" non l'ho fatta a caso a te..proprio per i motivi che hai elencato tu.

Ovviamente non c'è paragone tra psicoterapia e forum : stiamo parlando di due livelli completamene differenti, ognuno con le proprie peculiarità, le proprie utilità, le proprie funzioni, ecc.
Non sono d'accordo su una cosa : tu asserisci "[i]Nel forum preferisco portare un messaggio di speranza, attraverso il racconto della mia esperienza vissuta, piuttosto che un mazzetto di ricordi dolorosi che trovano tranquillamente il loro spazio nella terapia"[/i], io credo che vada bene così nella misura in cui tu non te la senti di "sfogarti" qui e preferisci sfogarti esclusivamente in terapia, ma non va bene se tu non ti sfoghi qui perchè hai più o meno inconsciamente indossato il ruolo del Sergio che sostiene gli sfoghi altrui e che non può sfogarsi, una sorta di veterano in sofferenza psichica che quindi può dare ma non ricevere. Se fosse così non sarei per niente d’accordo.
Io credo che sul forum ognuno debba scrivere come, quando, dove, cosa, si sente di scrivere in un dato momento, senza farsi tanti problemi, almeno qui vorrei che gettaste giù la maschera. Qui nessuno vi giudica, nessuno vi dà il voto, nessuno vi esamina, ma tutti vi ascoltano.

Per quanto riguarda le tue attuali difficoltà stai tranquillo, è normale che ci siano. La persona che sta facendo psicoterapia è come un bambino che sta sviluppando, che si sta evolvendo, insomma che sta vivendo. Durante lo sviluppo prima sta solo in braccio ai genitori, poi gattona, poi impara a camminare, ecc. Durante tutto il percorso fa tanti esperimenti, tante scoperte, tanti errori, è tutto normale, e l’obiettivo resta sempre la crescita. Hai ragione il concetto di normalità è un concetto “ombrello”, ed il discorso sulla normalità sarebbe lunghissimo. Fatto sta che quella era la tua normalità di quei tempi, quella di cu avevi bisogno in quel omento, ed era la normalità perché eri abituato a mangiare in quel modo, quindi era normalità in virtù della frequenza in cui mettevi in atto determinati tipi di comportamenti. Perciò è "normale" che per te era "normale "quel modo di mangiare.
Piano piano, passo dopo passo ti costruirai una normalità nuova, più adatta al tuo attuale periodo di vita, più tua insomma.
La normalità cambia come cambia la persona, quindi pensa a quante nuove normlità dovrai ancora esperire..
Come ben saprai questa è solo una piccolissima fase del percorso psicoterapeutico, le cose più importanti sono i vissuti, le emozioni, le modalità di reazioni, ecc, come dico sempre mangiare non è solo "cosa e quanto " ma soprattutto "come e perché".

Per quanto riguarda il controllo invece ti riferisci al discorso fatto in altra sede? Se ti va cerca di spiegarmi..

Caro Sergio, concediti anche le tue normali difficoltà oltre alle grandi conquiste che hai fatto, devi solo essere fiero di te stesso, io lo sono e te l'ho già detto.

Un abbraccio forte forte
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sergio67

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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Nov 16, 2009 12:45 am

Me lo sono chiesto anche io tante volte. Se per caso non stessi indossando una machera anche qui sul forum. Nascondendomi dietro i problemi degli altri. Senza mai mostrare i miei.
Ma più ci penso e più continuo a pensare che quello che ho detto è sostanzialmente vero. Più di una volta ho letto messaggi senza rispondere perchè non ero dell'umore giusto. Perchè sebbene faccia piacere la sensazione di poter essere di aiuto, non mi interessa ritagliarmi un ruolo da martire.
Piuttosto la sensazione è che il forum non sia "il mio strumento". Non è il mio meccanismo di sfogo. Ho mia moglie, che mi ascolta pazientemente, e a cui mi rivolgo nei momenti "difficili". E ho la terapia. Potremmo anche cercare di approfondire le domande che mi ronzano nella testa, dalle difficoltà di applicazione sul lavoro fino ad alcuni sogni (notturni) particolarmente intensi, ma so che li porterò in terapia da qui a breve. Frequentando il forum ho imparato ad apprezzarla, e ammiro la sua capacità di "leggere tra le righe" e le sue parole sono state certamente per me importante spunto di riflessione, ma la profondità che si può raggiungere in terapia non è confrontabile con il forum. Ma non si preoccupi, quando ne sentirò il bisogno approfitterò volentieri del forum e di lei Smile.

Relativamente al controllo, sì, è l'argomento di cui abbiamo cominciato a parlare qualche tempo fa. Sto cercando di capire (mmm, non è la parola giusta) come e se sia possibile trovare un equilibrio, un "controllo senza controllo". Ovvero un controllo che non sia razionale, ma sia quasi "automatico", eliminando la necessità di "controllarsi". Può sembrare confuso, ma credo che lei capirà. Perchè mi rendo conto che il controllo razionale può funzionare una volta, due, ma nel lungo periodo produce più danni che benefici. Dall'altro lato, e lo dico con molta sincerità, questo ragionare sul controllo non mi è molto chiaro.
Mi è molto più chiaro il concetto di "normalità".
Ma ancora una volta ho la sensazione che le parole non possano esprimere con chiarezza questi concetti e che solo quando avrò trovato la risposta riuscirò a capire la domanda.

Un saluto
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Nov 16, 2009 11:22 pm

Caro Sergio,
l'importante per me è che tu faccia/scriva/dica ciò che senti in un dato momento, almeno qui sul forum.
La mia "preoccupazione" l'hai capita perfettsmente, ed era quella che tu indossassi la maschera del "veterano di sofferenza psichica" qui e che quindi ti dessi agli altri ma non permettessi agli altri di darsi a te. è Ovvio che le profondità della terapia e del forum non siano paragonabili, ma credo che gli strumenti per chi soffre non siano mai abbastanza..

" Sto cercando di capire (mmm, non è la parola giusta) come e se sia possibile trovare un equilibrio, un "controllo senza controllo". Ovvero un controllo che non sia razionale, ma sia quasi "automatico", eliminando la necessità di "controllarsi". Può sembrare confuso, ma credo che lei capirà. Perchè mi rendo conto che il controllo razionale può funzionare una volta, due, ma nel lungo periodo produce più danni che benefici. Dall'altro lato, e lo dico con molta sincerità, questo ragionare sul controllo non mi è molto chiaro. "
Hai ragione Sergio è difficile spiegarlo a parole, è forse un pò come quando "impari" a guidare l'auto, all'inizio devi ripeterti mentalmente tutta la teoria, tutti i passaggi, ecc, devi quindi CONTROLLARE i tuoi movimenti, poi con la pratica (con l'esperienza) diventano automatismi e non hai più bisogno di controllare. Il paragone non rende bene l'idea, anzi è piuttosto azzardato ma in parte succede questo con il controllo del cibo. Concordo sul fatto che il troppo controll razionale produca spesso effetti nocivi a lungo termine a livello psichico e fisico (ci sarebbe da dire a riguardo..), ma è una fase necessaria in questo momento. Poi vedrai che mentre cammini si verificheranno tantissimi cambiamenti in te senza che tu neanche te ne accorga, e che se ora qualcuno te li spiegasse non li capiresti, ma li noterai più in là proprio come hai detto tu..come sempre "esperire diverso da capire"(la NOSTRA cara frase..)


Un abbraccio forte forte
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Nov 17, 2009 11:19 pm

Oggi è stata una "seduta" particolarmente dolorosa.

Quindi deve essere andata molto bene Laughing Laughing Laughing .

Mi mancano le mie "abbuffate" Crying or Very sad . Erano così "semplici". Adesso invece mi sembra tutto molto più complicato.
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mer Nov 18, 2009 1:55 pm

Caro sergio,
se è stata molto dolorosa vuol dire che si è toccato qualche tasto dolente, se vuoi raccontarci sai che noi siamo qui ad ascoltarti con piacere...

"Mi mancano le mie "abbuffate" . Erano così "semplici". Adesso invece mi sembra tutto molto più complicato",mai frase più vera ... Questa frase descrive uno dei motivi per cui i disturbi alimentari sono così resistenti al cambiamento. La paura di guarire, ma anche e soprattutto di cambiare e' presente proprio perche' i sintomi alimentari diventano una "certezza", ben piu' tranquillizzante (purtroppo) delle incertezze della vita... I sintomi alimentari (abbuffate, digiuni, ecc) erano la tua strategia di problem solving, il tuo scudo, il tuo rifugio, qualsiasi cosa accadeva c'erano loro lì a proteggerti da tutto e tutti, ad anestetizzarti, ora che non li ha più è normalissimo che tu ti senta "nudo", solo, esposto, indifeso, ecc. Con la psicoterapia pian piano ideerai nuove strategie di problem solving, meno nocive per te...
La cosa che ti consiglio per ora è di"lasciarti andare" ogni tanto, di "perderlo il controllo" ma decidendo tu come, dove, quando e quanto, credimi può essere un toccasana per la fase che sta attraversando la tua psiche..capito che intendo?


un abbraccio forte forte
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Gio Nov 19, 2009 9:45 am

Ho notato che molto spesso, concorda con le mie opinioni/sensazioni.
Non è che ha paura a contraddirmi Laughing Laughing Laughing? Guardi che comincio a preoccuparmi! lol! lol! lol!

Si nota che oggi sono di buon umore? Che ci avrò da ridere poi... Laughing Laughing Laughing

Ad ogni modo posso annotare nei miei appunti di viaggio, che poi sono nei fatti questo ed altri siti (non tengo un diario), che dopo circa tre settimane di fermo (in cui mi sono oggettivamente concesso molto) ho ricominciato a perdere qualche etto. Come al solito senza pressioni e senza costrizioni. Continuo la mia cyclette, ma evitando di strafare, e cerco di avere una alimentazione regolare, ma niente fame!
Sarà che sono maschietto, e ho la sensazione che per me sia fisiologicamente più semplice dimagrire che per una femminuccia, sta di fatto che lentamente, ma regolarmente, sto perdendo peso.

Quanto a raccontare la mia sofferenza, non ho problemi. Raccontavo della parte in cui mio padre ha venduto l'azienda di famiglia. Certo ci ha lasciato il denaro. Non se l'è "bruciato" e forse non lo avrebbe fatto neanche se ne avesse avuto il tempo. Fatto sta che io per un motivo o per l'altro (nonostante imputo all'azienda di avermi tolto molto, era diventata un po' il mio nido e una parte di me) non l'ho presa molto bene. E' a questo episodio che faccio risalire l'inizio della mio viaggio nella depressione.

Ci sarebbero molte cose da dire, e non si preoccupi, avrò modo di parlarne in terapia. Mi rendo conto che sento il bisogno di affrontare le mie sofferenze nella terapia prima di altrove. Altrimenti mi sembrerebbe di "tradire" la terapia e il terapeuta. Anche perchè posso constatare tangibilmente quanto io sia cambiato negli ultimi mesi, e come dire, "squadra che vince non si cambia".
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Ven Nov 20, 2009 11:03 pm

Caro Sergio,
tranquillo se non fossi d'accordo te lo direi, non fa parte nè della mia indole nè della mia etica professionale non dire la propria opinione anche se contrastante, quindi...
Paura di contraddirti poi a che pro? Per curiosità ti è mai capitato che qualcuno avesse paura di contraddirti?

Per il tema riguardante la terapia da te descritta come molto dolorosa, come dico sempre quell'episodio sarà stato la scintilla che ha fatto traboccare il vaso, ma quel vaso era già troppo pieno, e tu sicuramente sai di cosa.


"Ci sarebbero molte cose da dire, e non si preoccupi, avrò modo di parlarne in terapia. Mi rendo conto che sento il bisogno di affrontare le mie sofferenze nella terapia prima di altrove. Altrimenti mi sembrerebbe di "tradire" la terapia e il terapeuta. Anche perchè posso constatare tangibilmente quanto io sia cambiato negli ultimi mesi, e come dire, "squadra che vince non si cambia". "
Ho sorriso leggendo questa frase perchè per la seconda o terza volta con te, mi son sentita (io ed il forum) come la tua "amante" o meglio come una donna che cerca di sedurti, alla quale hai paura di cedere per non fare del male alla tua partner (psicoterapia). Sorrido innanzitutto perchè non c'è nè competizione con la tua psicoterapia, nè ci sono paragoni tra psicoterapia e forum o noi esperti (non siamo nè vogliamo essere i tuoi psicoterapeuti, anche perchè la psicoterapia online non esiste..) come ti ho già detto, nè ho/abbiamo neanhe lontanamente parlato di cambiare squadra.
Ma tu reagisci molto difendendoti, ti poni molto sulla difensiva senza motivo apparente e mi puzza qualcosa..
Che succede Sergio? Sempre tornando al paragone della donna che cerca di sedurre, come mai ti poni così sulla difensiva? In genere se una persona fa così perchè ha paura di tradire come dici tu, ma se ha paura di tradire vuol dire che desidera tradire? e se desidera tadire forse c'è qualcosa che non va nel rapporto con la tua attuale partner? (METAFORA specifico e pure ipotesi..)


Un abbraccio forte forte
(PS sorridendo sto già immaginando la tua risposta conoscendoti un pochetto..)
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Sab Nov 21, 2009 12:36 am

Chissà che per una volta non riesca a sorprenderla...

Ad ogni modo,
D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Per curiosità ti è mai capitato che qualcuno avesse paura di contraddirti?
Capisco che ogni frase possa nascondere un universo, ma questo era puro e semplice divertissement. Mi riferivo a ricordi di infanzia, frasi tipo "non contraddirlo, che non ci stà tanto con la testa". Stereotipi. Peraltro sbagliati. Personalmente non credo che mi sia mai capitato. Anche se ho avuto uno o due episodi di "ira" (so che le interessano, ma se li racconto ora perdo il filo) sono sempre stato considerato una persona "tranquilla" al limite dell'insensibilità, quasi che le cose mi scivolassero via. Anche se lei sa che in realtà non scivolavano per niente.

Non so per quale associazione di idee in questo momento mi sono ricordato un episodio del liceo in cui un ragazzo con molti più fanstasmi nella mente di quanti ne possa avere io mi ha aggredito e puntato un coltello alla gola, senza motivo.
Nel ricordarlo, mi rendo conto che è un ricordo vivido, estremamente reale. E allo stesso tempo estremamente irreale. Perchè è "fuori da un contesto". Non ricordo episodi correlati, tipo andare dal preside a raccontare quello che era successo. Al punto che a volte ho la sensazione che sia stato solo un sogno.

E allo stempo ho dei ricordi che mi sembrano reali anche se molto probabilmente sono solo episodi "sognati" (parlo di sogni notturni, di molto tempo fa e non di sogni "ad occhi aperti"). Non ne sono sicuro.

Questa cosa mi sta facendo girare la testa. Mi sento le vertigini. Se non riesco a distinguere i ricordi dai sogni, cosa sto raccontando di me? Qual'è la mia storia? Come sono arrivato qui?

Destabilizzante non rende l'idea. Mi sembra di camminare nelle sabbie mobili.

In reltà l'episodio "sognato" è uno solo. Ma tanto basta. Sono confuso, è un episodio talmente stupido, che non riesco a trovare le parole per raccontarlo. Forse sono solo io, che vorrei che certi episodi della mia vita fossero solo dei sogni. Ma questo è un pensiero razionale, che non riesce a dominare la spirale, sogno-verità...

Non so cosa fare.
Ho bisogno di cambiare argomento.

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Per il tema riguardante la terapia da te descritta come molto dolorosa, come dico sempre quell'episodio sarà stato la scintilla che ha fatto traboccare il vaso, ma quel vaso era già troppo pieno, e tu sicuramente sai di cosa.

Credo di si. Almeno a livello emotivo. Almeno per me.

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Ma tu reagisci molto difendendoti, ti poni molto sulla difensiva senza motivo apparente e mi puzza qualcosa..

Controllo? Mi sa che torniamo ancora lì. La terapia è una perdita di controllo, in un ambiente controllato. Probabilmente sento di potermi permettere di perdere il controllo. Quando sono davanti a un video in genere non posso permettermelo. Che sia a casa o al lavoro. Per farle capire, ho scritto parte di questo post con le lacrime agli occhi. E se fosse entrato in stanza mio figlio?
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Nov 22, 2009 12:08 am

Caro Sergio,
mi dispiace sapere che avevi le lacrime agli occhi mentre scrivevi..

Chissà che per una volta non riesca a sorprenderla...
Con la mia frase nel PS non intendevo asserire che sei prevedibile...

Capisco che ogni frase possa nascondere un universo, ma questo era puro e semplice divertissement. Mi riferivo a ricordi di infanzia, frasi tipo "non contraddirlo, che non ci stà tanto con la testa". Stereotipi. Peraltro sbagliati. Personalmente non credo che mi sia mai capitato
Mmmh a me non sembra puro e semplice divertissement... Non mi sembra un ricordo animomo il "non contraddirlo, che non ci stà tanto con la testa", anzi... Sarà stato questo ricordo che implicitamente ti ha fatto venire in mente quegli episodi dolorosi?
Sai, indipendentemente da se si tratta di meri sogni o realtà ciò che conta è il VISSUTO che hai tu, non è un tribunale in cui bisogna trovare l'assassino o la verità ma è la tua vita e bisogna affrontare i vissuti dolorosi che ti porti ancora dentro e che ti fanno male, quei vissuti che hanno contribuito a riempire quel vaso...Quindi non sprecare energie a cercare di capire se son sogni o realtà ma cerca di identificare il vissuto emotivo che accompagna quegli episodi.

Per il fatto del controllo hai perfettamente ragione (anche se a mio avviso se un figlio vede il padre piangere non è un dramma, anzi..), però insisto che c'è dell'altro..Parli di tradimento e non c'entra con il controllo..

Ti abbraccio forte forte Sergio
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Nov 23, 2009 3:25 pm

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Con la mia frase nel PS non intendevo asserire che sei prevedibile...
Non è così che la avevo intesa. Solo che sembra che, nonostante il "mezzo a distanza" lei mi conosca meglio di quanto mi conosca io stesso Smile.

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Mmmh a me non sembra puro e semplice divertissement...
Possibile che "voi" dobbiate sempre trovare un significato che va oltre le parole? Possibile che abbiate comunque ragione?
Non lo so. So che l'ultima volta in terapia devo aver toccato un argomento parecchio sensibile, perchè mi sembra di essere di colpo tornato parecchio indietro. Che tutte le mie difficoltà siano a un tratto ancora qui con me.
Ad ogni modo tra i tanti motivi "emotivi" che portano a scegliere una frase piuttosto che un'altra, ripensando a queste parole, ce n'è uno in paticolare che emerge dentro di me. La profonda convinzione di essere "sbagliato", di non riuscire ora, come di non riuscire mai, che nonostante un "apparente miglioramento", in realtà nulla potrà cambiare. E' una sensazione che ho già espresso "di traverso" in altri posti, ma che non ho mai "preso di petto". Razionalmente posso ripetermi all'infinito che non è così, ma quanto a "sentirlo"... è tutta un'altra storia.
Forse è anche questo quello che cerco nella meditazione, nonostante abbia saltato sia ieri che oggi. L'idea di poter superare il concetto di Io. Affontare la questione "Io sono sbagliato" in modo radicale. Agire sul soggetto piuttosto che sull'aggettivo.

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
Sai, indipendentemente da se si tratta di meri sogni o realtà ciò che conta è il VISSUTO che hai tu, non è un tribunale in cui bisogna trovare l'assassino o la verità ma è la tua vita e bisogna affrontare i vissuti dolorosi che ti porti ancora dentro e che ti fanno male, quei vissuti che hanno contribuito a riempire quel vaso...Quindi non sprecare energie a cercare di capire se son sogni o realtà ma cerca di identificare il vissuto emotivo che accompagna quegli episodi.
mmmmmmh, non cerco assassini o verità, ma vorrei potermi fidare di me stesso.

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
...Parli di tradimento e non c'entra con il controllo..
E' vero. Forse perchè non ho mai parlato del forum con il terapeuta. Per usare il suo paragone, non si parla alla moglie dell'amante. Forse dovrei farlo, e sentirmi così più libero di usare entrambi gli strumenti, ma c'è qualcosa che mi frena.
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Lun Nov 23, 2009 9:19 pm

Caro Sergio,
no nessuno potrà mai conoscerti meglio di quanto possa conoscerti tu. Noi psicologi possiamo solo farti vedere cose che non vedi perché eclissate da altro, ma solo tu conosci le risposte e la TUA realtà.

Per quanto riguarda la questione “io sono sbagliato” (questione poi che dipende da altro ancora ovviamente) come abbiamo già detto è una questione che ahimè non si risolve da un giorno all’altro in quanto è una delle questioni che sta alla base della tua sintomatologia depressiva/alimentare.
Sai, quando c’è l’esplosione dei sintomi non si può agire a 360° sulle questioni alla base, in quanto l’emergenza è fronteggiare la bufera, ora che i sintomi si sono affievoliti è il momento di affrontare questa questione, per questo ti si ripresenta in tutto il suo splendore.
"..in realtà nulla potrà cambiare” mi sembra che molto stia cambiando Sergio, anche le piccole cose, ad es. non ti saresti mai sfogato così qui fino a qualche settimana fa, sbaglio?
Razionalmente posso ripetermi all'infinito che non è così, ma quanto a "sentirlo"... è tutta un'altra storia.”
Esatto, e come si fa a sentirlo? Beh semplicemente vivendo, sperimentando, facendo, solo così piano piano si ESPERIRà..e sai cosa intendo.


"mmmmmmh, non cerco assassini o verità, ma vorrei potermi fidare di me stesso” fidati non di ciò che ricordi ma
di ciò che SENTI TU in relazione a quegli episodi, tutto il resto non conta..

Posto che se tu non esperissi questo vissuto di tradimento non ci sarebbe bisogno di raccontare del forum al terapeuta (perché ripeto NON è PSICOTERAPIA), cerchiamo di vederci chiaro. "…ma c’è qualcosa che mi frena..”. Cerchiamo di capire cos’è che ti frena Sergio. Innanzitutto hai questo vssuto di tradimento solo quando parli con noi psicologi o quando ti confronti con gli altri utenti?


Un abbraccio forte forte
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Nov 24, 2009 11:36 pm

Oggi sono emotivamente esausto.

Uscito dall'incontro con il terapeuta mi sono salite le lacrime agli occhi e ho pianto 5 minuti buoni. Lo so perchè ho guardato l'orologio (e non si preoccupi, preferisco piangere che abbuffarmi).

Dev'essere stato perchè abbiamo parlato di mio padre.

A un certo punto ho detto qualcosa che ho scritto più di una volta qui sul forum
- "non mi è mai mancato niente, tranne qualcosa di cui avevo estremamente bisogno"
- "cosa?"
- "(silenzio).. non so, la presenza.."
e lui: "o la capacità di reggere il peso di un padre così importante".

Ecco, penso che questa frase, così sintetica, così concisa, abbia come "stappato" qualcosa. Mi fa venire in mente "La città incantata" di Miyazaki, quando "stappano" lo spirito del fiume...

Eppure, allo stesso tempo, mi rimette davanti a me stesso, perchè "la capacità" in fondo è la "mia" capacità. E non è detto che me la dovessero "dare da fuori". Alla fine non dipende comunque "da me"?

Non gli ho parlato del forum, ma mi rendo conto che non c'è nulla da nascondere né da raccontare obbligatoriamente. Semplicemente ero (o eravamo) troppo concentrati sulle "mie" sensazioni per parlare di qualcosa di "esterno". Se capiterà nel discorso gliene parlerò. Non credo che se la prenderà. Mi sono accorto che avete la tendenza ad accettare quasi tutto quello che noi "disagiati" facciamo, almeno finchè riguarda solo noi. Quello che mi chiedo è se è opportuno che gliene parli al fine della "gestione" della terapia.


D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
"..in realtà nulla potrà cambiare” mi sembra che molto stia cambiando Sergio, anche le piccole cose

aha, stavolta sono io a guardare le singole parole. Se cita solo la fine, si perde il senso. La frase è "...nonostante un "apparente miglioramento", in realtà nulla potrà cambiare". Mi rendo perfettamente conto dei cambiamenti. Ma troppe volte sono dimagrito per poi ringrassare. Troppe volte ho cercato di essere una persona diversa senza mai riuscire.

Abbiamo già detto dell'impossibilità di essere altro che se stessi, ma quando ti senti "sbagliato" la domanda è "quanto durerà prima di tornare tutto come prima?".

E anche se razionalmenti riesci a vedere che questa volta è diverso, le emozioni vanno per la loro strada.

Lo so, è solo questione di tempo. Terrò duro un altro po'.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mer Nov 25, 2009 10:31 pm

Non ero intenzionato a tenere un diario, ma alla fine sembra che questo post sia diventato il mio "appunti di viaggio". Con questo non voglio dire che è solo mio, chiunque abbia voglia di intervenire è il benvenuto, ma che finisco con lo scriverci i fatti e le emozioni che sto vivendo.

Ieri ha fatto un anno esatto (almeno se la memoria non mi inganna) che ho incontrato la psicologa che mi ha detto per la prima volta in modo semplice e diretto, "lei è depresso". Non me la immaginavo così la depressione. Forse non me la immaginavo affatto.

In un anno è passata molta acqua sotto i ponti, così sono andato a trovarla. Ci stavo pensando da qualche settimana, ma non ho chiamato prima di andare, una specie di improvvisata.

A distanza di un anno si ricordava di me (magari non il nome e il cognome, ma si ricordava). Mi ha fatto piacere, e credo che abbia fatto piacere anche a lei. E' un mestiere difficile, in cui si incontrano molte persone in difficoltà, che magari spariscono come me per iniziare una terapia, e di cui poi non sanno più nulla. Mi faceva piacere farle sapere che sto decisamente meglio rispetto a quei giorni. E dall'altra parte per me è stato come "chiudere un cerchio". Tirare le somme di "un anno vissuto pericolosamente". O forse dovrei dire "dolorosamente".

Stasera mi sento sereno. Anche la sensazione di essere "sbagliato" non si fa più sentire in modo prepotente. Non ho idea se la sto nuovamente sopprimento o se la sto lasciando andare, ma per stasera mi va bene così.
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D.ssa Michela Guariniello
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Gio Nov 26, 2009 4:52 pm

sergio67 ha scritto:
Oggi sono emotivamente esausto.

Uscito dall'incontro con il terapeuta mi sono salite le lacrime agli occhi e ho pianto 5 minuti buoni. Lo so perchè ho guardato l'orologio (e non si preoccupi, preferisco piangere che abbuffarmi).

Dev'essere stato perchè abbiamo parlato di mio padre.

A un certo punto ho detto qualcosa che ho scritto più di una volta qui sul forum
- "non mi è mai mancato niente, tranne qualcosa di cui avevo estremamente bisogno"
- "cosa?"
- "(silenzio).. non so, la presenza.."
e lui: "o la capacità di reggere il peso di un padre così importante".

Ecco, penso che questa frase, così sintetica, così concisa, abbia come "stappato" qualcosa. Mi fa venire in mente "La città incantata" di Miyazaki, quando "stappano" lo spirito del fiume...

Eppure, allo stesso tempo, mi rimette davanti a me stesso, perchè "la capacità" in fondo è la "mia" capacità. E non è detto che me la dovessero "dare da fuori". Alla fine non dipende comunque "da me"?

Non gli ho parlato del forum, ma mi rendo conto che non c'è nulla da nascondere né da raccontare obbligatoriamente. Semplicemente ero (o eravamo) troppo concentrati sulle "mie" sensazioni per parlare di qualcosa di "esterno". Se capiterà nel discorso gliene parlerò. Non credo che se la prenderà. Mi sono accorto che avete la tendenza ad accettare quasi tutto quello che noi "disagiati" facciamo, almeno finchè riguarda solo noi. Quello che mi chiedo è se è opportuno che gliene parli al fine della "gestione" della terapia.


D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
"..in realtà nulla potrà cambiare” mi sembra che molto stia cambiando Sergio, anche le piccole cose

aha, stavolta sono io a guardare le singole parole. Se cita solo la fine, si perde il senso. La frase è "...nonostante un "apparente miglioramento", in realtà nulla potrà cambiare". Mi rendo perfettamente conto dei cambiamenti. Ma troppe volte sono dimagrito per poi ringrassare. Troppe volte ho cercato di essere una persona diversa senza mai riuscire.

Abbiamo già detto dell'impossibilità di essere altro che se stessi, ma quando ti senti "sbagliato" la domanda è "quanto durerà prima di tornare tutto come prima?".

E anche se razionalmenti riesci a vedere che questa volta è diverso, le emozioni vanno per la loro strada.

Lo so, è solo questione di tempo. Terrò duro un altro po'.


Caro Sergio,
esemplificativa e chiarificatrice la frase del tuo terapeuta..
Ho immaginato te bambino schiacciato, quasi soffocato.
I nostri genitori si dannano così tanto per non farci mancare niente quando a noi sarebbe bastato così poco per stare bene : una parola, una carezza, un abbraccio, uno sguardo di approvazione, la sola presenza....
" Eppure, allo stesso tempo, mi rimette davanti a me stesso, perchè "la capacità" in fondo è la "mia" capacità. E non è detto che me la dovessero "dare da fuori". Alla fine non dipende comunque "da me"?" si è la tua, ma la capacità di cui parli si costruisce dall'interazione di tante tante variabili subliminali (carattere/personalità, contesto familiare/sociale, esperienze di vita, maggiore/minore sensibilità, ecc ecc ecc)

" Ma troppe volte sono dimagrito per poi ringrassare.Troppe volte ho cercato di essere una persona diversa senza mai riuscire. ", beh lo scopo della psicoterapia non mi sembra sia quello di farti dimagrire. Non è quello il punto che segnala se sei cambiato! Ma magari lo fosse, sarebbe tutto più semplice! Tanto è vero che molto spesso lavoro sul sintomo e lavoro sulla mente procedono su due vie parallele non sullo stesso binario. Mi sbaglio?
Il sentirsi sbagliato durerà finchè non esperirai sperimentando e camminando a piccoli passettini che non è così, e cioè finchè non cambierai metodo di valutazione di te stesso, come? sempre camminando piano piano con la psicoterapia e con la VITA e senza SCUDO.

Per quanto riguarda il dscorso di se dire o meno al tuo terapeuta del forum, dipende da te, solo da te, e forse il vissuto di tradimnto che ti porti dietro per via del forum è la risposta alla tua domanda..(non mi hai risp. di se lo esperisci solo quando parli con noi psicologi o con gli utenti pure..)


Un abbraccio forte forte
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Gio Nov 26, 2009 4:59 pm

sergio67 ha scritto:
Non ero intenzionato a tenere un diario, ma alla fine sembra che questo post sia diventato il mio "appunti di viaggio". Con questo non voglio dire che è solo mio, chiunque abbia voglia di intervenire è il benvenuto, ma che finisco con lo scriverci i fatti e le emozioni che sto vivendo.

Ieri ha fatto un anno esatto (almeno se la memoria non mi inganna) che ho incontrato la psicologa che mi ha detto per la prima volta in modo semplice e diretto, "lei è depresso". Non me la immaginavo così la depressione. Forse non me la immaginavo affatto.

In un anno è passata molta acqua sotto i ponti, così sono andato a trovarla. Ci stavo pensando da qualche settimana, ma non ho chiamato prima di andare, una specie di improvvisata.

A distanza di un anno si ricordava di me (magari non il nome e il cognome, ma si ricordava). Mi ha fatto piacere, e credo che abbia fatto piacere anche a lei. E' un mestiere difficile, in cui si incontrano molte persone in difficoltà, che magari spariscono come me per iniziare una terapia, e di cui poi non sanno più nulla. Mi faceva piacere farle sapere che sto decisamente meglio rispetto a quei giorni. E dall'altra parte per me è stato come "chiudere un cerchio". Tirare le somme di "un anno vissuto pericolosamente". O forse dovrei dire "dolorosamente".

Stasera mi sento sereno. Anche la sensazione di essere "sbagliato" non si fa più sentire in modo prepotente. Non ho idea se la sto nuovamente sopprimento o se la sto lasciando andare, ma per stasera mi va bene così.

Mi fa tanto piacere caro Sergio che tu stia meglio. Non chiedertelo se la stai soffocando oppure no, lasciati andare.
Fai bene Sergio a donarci i "tuoi appunti di viaggio"..
Hai fatto bene anche a tirare le somme di quest'anno, spesso è utile perchè ti fa notare i cambiamenti, i progressi, i sccessi ed anche i fallimenti, insomma ti fa notare che non sei immobile, e per chi per anni è stato immobilizzato dal dolore e dai sintomi non è cosa da poco!!

Un abbraccio fortissimo
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Ven Nov 27, 2009 12:39 am

Citazione :
non mi hai risp. di se lo esperisci solo quando parli con noi psicologi o con gli utenti pure..

E' vero, non ho risposto esplicitamente, in parte me lo sono dimenticato, preso da altri pensieri, in parte perchè mi sembrava di aver indirettamente già risposto.

Tendenzialmente non c'erano molte differenze tra utenti e psicologi. La mia sensazione è che mi rendessi abbastanza conto del fatto che la terapia mi stava permettendo di entrare in contatto con parti di me che altrimenti non sarei riuscito a toccare, ed avessi un po' paura che parlando di questi argomenti al di fuori della terapia ne potessi "rovinare" gli effetti.

Parlo al passato perchè oggi ho la sensazione che non sia così. Gli ultimi incontri con il terapeuta sono stati forse i più intensi di tutta la terapia. Pur avendo io raccontato una parte di me stesso prima sul forum. Mi rendo conto che non solo sono mezzi diversi, me che ogni mezzo che ci fa stare bene è utile e va "sfruttato" (lei compresa Smile).
Capisco anche che il terapeuta non mi giudica per quello che faccio. E' concentrato su come mi sento. E su come lo vivo. A volte mi mette davanti dei punti di vista a cui non avevo pensato, ma lascia a me la scelta. Se una cosa mi fa stare meglio, credo proprio che per lui andrà bene.
Per questo dicevo che la questione non ha più molta importanza. Non lo nasconderò, ma non lo racconterò come un atto di sfida. Se capiterà nel discorso bene, altrimenti bene lo stesso. E non mi dica che i discorsi "non capitano". Quello che intendo dire è che se mi verrà da dire qualcosa che riguarda il forum, e penso che continuando così prima o poi succederà, non farò strani giri di parole per evitarlo.

Stavo invece riflettendo su quanto le nostre sensazioni possano essere modificate dal nostro stato d'animo. Mi ricordavo la psicologa che sono andato a trovare ieri come una persona altissima, più alta di me (io sono alto 1.77). Ieri mi sono accorto invece che non è affatto più alta di me, anzi. E' assolutamente nella media.
Penso che la mente non finirà mai di stupirmi.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Ven Nov 27, 2009 1:13 pm

Buon giorno Caro Sergio,
ecco ora sei stato esaustivo nella risposta.

Si, tranquillo, il tuo terapeuta non ti giudicherà e qualsiasi cosa che fa o non fa è sempre avendo a mente uno scopo : il tuo benessere psicofisico.

"Stavo invece riflettendo su quanto le nostre sensazioni possano essere modificate dal nostro stato d'animo. Mi ricordavo la psicologa che sono andato a trovare ieri come una persona altissima, più alta di me (io sono alto 1.77). Ieri mi sono accorto invece che non è affatto più alta di me, anzi. E' assolutamente nella media. "
Ebbene si, la percezione della nostra dimensione nello spazio così come la percezione della nostra immagine corporea allo specchio è collerata con i nostri stati d'animo, con il nostro dolore, con i nostri pensieri e cognizioni, ecc...(ci sarebbe da argomentare tanto a riguardo..).
Probabilmente un anno fa (come è giusto che sia) ti percepivi come una piccola formichina nel mondo, ed in relazione alla psicologa forse ancora più piccolo di una formica.
è vero la mente umana non smetterà mai di sorprenderci, e questa è una delle cose più stimolanti della della vita e anche della professione di picologo..

Un abbraccio fortissimo Sergio.
Buon lavoro
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Ven Nov 27, 2009 2:07 pm

PS Sergio ho letto solo ora i messaggi privati...Scusami!!
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Ven Nov 27, 2009 2:59 pm

Nessun problema.

In realtà l'avevo interpretata come dimostrazione di fiducia Smile. Anche perchè nel frattempo la situazione si è "risolta da sola"

Intanto ho continuato a riflettere sul rapporto forum-terapia. E secondo me ancora una volta c'è una componente di sfiducia nel proprio operato.
L'idea che qualunque cosa faccia, sicuramente sto commettendo un errore. E quindi vergognarsi di quel che si fa, di quel che si è.

Lo so, lo so, è questione di tempo. Tempo, pazienza e piccoli passi.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Sab Nov 28, 2009 11:51 pm

Stasera sono io che sono giù.

Stasera il vuoto mi opprime. Un po' ho ceduto alla tentazione di provare a riempirlo. Ma ho capito che è inutile contrastare questa sensazione, bisogna solo aspettare che passi. Che viva il suo corso.

La sensazione di non sapere cosa fare, ma di sapere che non riuscirai a farlo...

Ci dormirò su, e domani cercherò di ripartire.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Nov 29, 2009 9:20 am

sergio67 ha scritto:
Stasera sono io che sono giù.

Stasera il vuoto mi opprime. Un po' ho ceduto alla tentazione di provare a riempirlo. Ma ho capito che è inutile contrastare questa sensazione, bisogna solo aspettare che passi. Che viva il suo corso.

La sensazione di non sapere cosa fare, ma di sapere che non riuscirai a farlo...

Ci dormirò su, e domani cercherò di ripartire.


Beh caro Sergio sei umano anche tu!
è mia impressione o questi piccoli "crolli" accadono spesso durante i fine settimana?
"Un po' ho ceduto alla tentazione di provare a riempirlo.", che vuoi dire che hai mangiato di più?
Non fa niente Sergio, anzi come ho detto e ridetto te lo devi concedere..
Volersi bene signfica anche ascoltare i propri bisogni. Il cibo è un bisogno, un piacere, quindi TUTTI a volte hanno bisogno di concedersi qualche pietanza proibita, di sfogarsi con il cibo...dipende da che vissuto accompagna il mangiare di più..
Voglio dire che se mangi di più intendendolo come uno "sgarro", come una colpa, come un fallimento questi vissuti ti porteranno solo a star peggio, se invece mangi di più considerandolo come un piacere che regali al tuo corpo ed alla tua psiche, come un accontentare te stesso, sarà tutto diverso..
Detto ciò spero che oggi tu ti sveglierai meglio.


un abbraccio fortissimo
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Dom Nov 29, 2009 11:28 pm

D.ssa Michela Guariniello ha scritto:
è mia impressione o questi piccoli "crolli" accadono spesso durante i fine settimana?
Non è affatto una sua impressione.
Me ne sono reso conto anche io, e lo accennavo al terapeuta. Non lo so il perchè, o meglio, forse lo so ma non voglio saperlo.

E in questo momento sono troppo stanco anche solo per pensarci. Che poi le mia tanto raccontate "abbuffate" spesso non sono neanche poi così tanto eccessive, per esempio, andando nel concreto, ho mangiato 3/4 cioccolatini prima di cena e ho abbondato col pane, anche dopo cena. Se lo confronto con l'idea che mi sono fatto da alcuni racconti non mi sembra una quantità spropositata. Ma come raccontavo al teraputa, il problema non è "la quantità", è "la modalità", il mangiare di nascosto, il rifugiarsi nel cibo.

"Considerarlo un regalo?". Forse un giorno, ma il fatto è che per considerarlo un piacere forse uno dovrebbe "assaporare" quello che mangia. Dovrebbe appunto "regalarselo". E non cercare di fuggire da se stesso.

Ho la sensazione di aver appena cominciato a toccare il mio dolore. Che il riconoscere in modo così chiaro la sensazione di essere sbagliato non sia che l'inizio. Ma sono stanco. Mi sembra di aver esaurito le forze. E allo stesso tempo temo che se mi fermo adesso potrei non farcela a rialzarmi.

Quanto ai sensi di colpa per aver mangiato di più, non invertiamo la causa con l'effetto. Non sono a dieta, e dimagrire non è l'obiettivo primario. Ma questo non cambia molto le cose. Ingrassare può aumentare il senso di fallimento, ma non ne è certo all'origine.
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Dic 01, 2009 6:50 pm

Caro Sergio,
come stai oggi? ( Mmmh visto che stiamo quasi a metà settimana secondo la curva del tuo umore........)
Scherzi a parte, tu credo li sappia i vari perchè di questi "crolli" il fine settimana.

Le abbuffate sono soggettive, variano da persona a persona e quindi hai ragione dipende da "come" si mangia, dal "perchè", non solo dal "quanto" o "cosa" .

Più che aver toccato il dolore forse l'hai affrontato "di petto", faccia a faccia per la prima volta, senza mediatori, senza antidolorifici, senza SCUDO.

E allo stesso tempo temo che se mi fermo adesso potrei non farcela a rialzarmi. Fermati, riposati, quando si è stanchi ci si deve un attimo riposare e poi ci si rialza alla grande...


Un abraccio fortissimo
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MessaggioTitolo: Re: come sto io   Mar Dic 01, 2009 11:36 pm

Sul crollo di fine settimana posso fare delle ipotesi, ma non credo che servirebbe, sarebbero troppo "concettuali".

Fermarsi e riposare. Riposare sì. Fermarsi, mmmh, magari non del tutto. E' un po' anche quello che mi ha detto il terapeuta.
Dopo che mi ha detto che secondo lui stavo "eludendo" l'argomento gli ho risposto che forse era vero, ma la settimana scorsa mi aveva lasciato "svuotato". Sentivo che c'era ancora altro da "soffrire", ma che non mi sentivo la forza per la farlo.
Mi ha risposto che non abbiamo fretta, e che era perfettamente comprensibile che la settimana scorsa fosse stata abbastanza "faticosa" da un punto di vista emotivo. E' stato molto positivo su tutto questo.

Devo dire che oggi mi rendo conto di quanto sia importante la meditazione per me. Per una serie di motivi contingenti la settima scorsa ho saltato due o tre giorni di fila, poi ho saltato perchè "non mi sentivo". Alla fine sono arrivato a una settimana. Sulle prime non sembrava molto diverso, ma alla fine della settimana il senso di vuoto e di inutilità sono diventati insostenibili. Oggi ho ricominciato, e mi sento meglio.
Non so spiegare perchè. Non è che appena finita la meditazione uno si senta particolarmente meglio. L'effetto è molto sottile, ma è certamente duraturo. E' come un raccogliere nella mente energie positive che consentono di affrontare le proprie negatività.

A gennaio probabilmente andrò a fare un corso. Ero tentato di non andarci, ma dopo questa settimana penso che significherebbe perdere una grande opportunità.
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