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 Ansia o qualcos'altro?

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Rina

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MessaggioTitolo: Ansia o qualcos'altro?   Mar Mar 16, 2010 12:38 am

Salve a tutti sono nuova e vi racconto la mia storia...spero che qualcuno mi possa rispondere e questi strani sintomi che ho da circa 5 mesi e che tutti mi dicono dipendono dall'ansia...
Circa 5 mesi fà ho avuto una fortissima laringite-faringite-tracheite che mi ha molto spaventato...mi bruciava tutto...
Mi sono fatta visitare da un'otorino che mi ha curato con forti antibiotici...
Ma dopo aver preso medicinali io sentivo ancora questo fastidio e bruciore in gola ed anche alla lingua..
Mi hanno detto che con la gola ero a posto e che non avevo niente...ma il tutto persisteva...
Ora sono 5 mesi che vado avanti così e mi dicono che sia solo ansia...
Ora rispetto ai primi mesi stò decisamente meglio ma il fastidio anche se diminuito c'è sempre ed io non sò più che pensare...
Ho paura che sia qualkosa di grave...ho paura di non guarire e di non tornare più bene come prima...
L'ansia può dare di questi problemi?
Questo fastidio non mi fà vivere bene anche se io vorrei stare bene proprio per vivere....
Grazie a chi risponderà...
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Mar Mar 16, 2010 10:53 am

Cara Rina,
innanzitutto benvenuta.
A quanto ho potuto capire l'infezione alla gola è stata così forte da farle provare tanta sofferenza fisica. Ha vissuto sensazioni spiacevoli, dolorose che per la parte del corpo che ha colpito hanno sicuramente condizionato la sua vita quotidiana. Immagino come sia stato difficile convivere con la difficoltà a deglutire, mangiare, parlare e forse solo respirare e quanta forza e coraggio ha dovuto mettere per affrontare e svolgere quelle cose che prima faceva automaticamente, senza rendersi conto. Un'esperienza dolorosa come la sua può comprensibilmente attivare la paura, la preoccupazione che tutto si possa ripresentare o che in realtà non passerà mai. Questa preoccupazione la può spingere a concentrarsi eccessivamente su ogni singola sensazione che prova ogni qual volta degludisce, mangia o semplicemente respira...concentrandosi troppo le sensazioni, anche se forse fisiologiche(nel senso che possono essere quelle provate da tutti) diventano più presenti, più marcate...come dire, più sentite. Deve essere difficile convivere con la sua tendenza a verificare secondo dopo secondo che tutto vada bene, che è passato o che qualcosa ancora non va. Un pò è come se la sua vita, per la troppa paura, si sia limitata alla gola...tralasciando tutto il resto...e più si concentra sulla gola, più la gola diventa tutta la sua vita. Viceversa, invece, concentrandosi sul resto della vita, che ora può riaffrontare, la gola diventa solo una parte...e forse si farà sentire di meno.
Mi ha colpito la sua frase: vorrei stare bene per vivere. E se la chiave di svolta è: vivere per stare bene?
In attesa di altro, la saluto calorosamente.
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Rina

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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Mar Mar 16, 2010 9:06 pm

Dott.Luca Esposito ha scritto:
Cara Rina,
innanzitutto benvenuta.
A quanto ho potuto capire l'infezione alla gola è stata così forte da farle provare tanta sofferenza fisica. Ha vissuto sensazioni spiacevoli, dolorose che per la parte del corpo che ha colpito hanno sicuramente condizionato la sua vita quotidiana. Immagino come sia stato difficile convivere con la difficoltà a deglutire, mangiare, parlare e forse solo respirare e quanta forza e coraggio ha dovuto mettere per affrontare e svolgere quelle cose che prima faceva automaticamente, senza rendersi conto. Un'esperienza dolorosa come la sua può comprensibilmente attivare la paura, la preoccupazione che tutto si possa ripresentare o che in realtà non passerà mai. Questa preoccupazione la può spingere a concentrarsi eccessivamente su ogni singola sensazione che prova ogni qual volta degludisce, mangia o semplicemente respira...concentrandosi troppo le sensazioni, anche se forse fisiologiche(nel senso che possono essere quelle provate da tutti) diventano più presenti, più marcate...come dire, più sentite. Deve essere difficile convivere con la sua tendenza a verificare secondo dopo secondo che tutto vada bene, che è passato o che qualcosa ancora non va. Un pò è come se la sua vita, per la troppa paura, si sia limitata alla gola...tralasciando tutto il resto...e più si concentra sulla gola, più la gola diventa tutta la sua vita. Viceversa, invece, concentrandosi sul resto della vita, che ora può riaffrontare, la gola diventa solo una parte...e forse si farà sentire di meno.
Mi ha colpito la sua frase: vorrei stare bene per vivere. E se la chiave di svolta è: vivere per stare bene?
In attesa di altro, la saluto calorosamente.

Salve della riposta dottore...
Si è vero...con questo problema alla gola ho avuto molte sensazioni spiacevoli tantè che ho avuto anche una ricaduta...
Mi stò concentrando sul resto della vita e per questo questa sensazione si fà sentire meno ma c'è sempre ed è qst che non capisco...
Secondo lei avrei bisogno di uno psicologo? cioè...è un fatto psicologico il mio?
Io vorrei ritornare a stare bene ....vorrei ritornare come prima...ora non mi sento più io...
Secondo lei traquillizzandomi passerà da solo piano piano o rimarrà sempre anche se lieve?
Sono preoccupata...
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Mer Mar 17, 2010 7:49 pm

Ciao Rina,
sono contento che sta cercando di ricominciare a prestare attenzione ad altri aspetti della sua vita. Mi sembra naturale che la sensazione si faccia sentire di tanto in tanto e questo se da una parte indica la paura involontaria che vive che possa ripresentarsi(per cui è come se facesse di tanto in tanto una piccola "visita medica" alla sua gola, da sola) sia che la sensazione si fa sentire per distrarla dalla sua vita, da quel che le succede attorno, di quello che succede con le persone significative...può essere che la sensazione di gola le serva anche a distrarsi da ciò che teme possa accadere attorno a lei.
Immagino sia difficile ricominciare con la consapevolezza di essere in una fase della vita in cui tante cose cambiano, compreso se stessi. Il cambiamento di sè e delle relazioni significative possono far paura in quanto si perdono le vecchie certezze per costruirne con fatica nuove. Chissà se le cose già stavano cambiando prima che lei soffrisse di questi terribili mal di gola...o che lei sarebbe comunque cambiata anche al di là di loro. Per fortuna la vita ci rende mutevoli...questo capita sempre e ci mette a dura prova giorno do giorno.
Sento che una tematica che l'appartiene riguarda la fiducia...ho come la sensazione che per lei sia difficile fidarsi degli altri e da sempre sente di poter contare solo su se stessa. Mi viene in mente a tal proposito alla sua determinanzione a non credere ai medici, ai diversi specialisti o a non riuscire ad abbandonarsi ai tentativi di tranquillizzarla delle persone che le stanno vicino.
Mi chiedo come mai.
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Gio Mar 18, 2010 1:03 am

E' vero dottore...stò in una fase della mia vita in cui tante cose sono cambiate a partire due anni fà con la saparazione dei miei e problemi connessi...
Si...prima che soffrissi di questi sintomi già stavano cambiando delle cose...
Beh...io ho fiducia del mio ragazzo che è tutto per me...
Beh...non sò il perchè non credo ai medici...forse perchè mi hanno curato male qst mal di gola e mi hanno fatto venire una ricaduta ed ora stò così...
Ho il mio ragazzo che mi tranquillizza....
Ma quindi lei crede che questa sia una cosa psicologica?
Forse mi sono spaventata così tanto per quello che mi è capitato che sono rimasta traumatizzata?Può essere?
Non sò...
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Gio Mar 18, 2010 10:22 am

Ciao Rina,
capisco il suo bisogno di dare una possibile spiegazione alla sofferenza che vive. Questo bisogna nasce dall'esigenza di iniziare a fare un pò di luce nella fase buoia che si sta attraversando, per orientarsi meglio e aggrapparsi a qualcosa. Il rischio, dall'altra parte, è affibiarsi involontariamente etichette che cristallizzano la fase evolutiva che bisogna attraversare immergendosi dentro...l'unico modo per attraversare da un lato all'altro un fiume, implica...qualsiasi sia il mezzo usato, il bagnarsi almeno un pò. Non so dirle se si tratta di un evento traumatico, nè sono nella posizione adatta per determinare la natura psichica della sua sofferenza fisica. Ma quello che possiamo fare insieme è iniziare ad intravedere la possibile funzione che il persistere delle sue sensazioni può sfolgere all'interno delle sue relazioni significative...questo è alla nostra portata.
Da quel che scrive, ho l'impressione che la sua sofferenza tenta di LEGARE quando attorno a sè ci sono minacce di separazione...forse la malattia è il tentativo estremo di tenere uniti e vicini le persone che teme di perdere o che sente possano separarsi l'uno l'altro e da sè. Forse, all'interno della sua storia familiare la malattia è un catalizzatore di attenzione, di comprensione e di unione familiare. Non so, avanzo delle possibili ipotesi da vagliare insieme. Naturalmente, come una profezia, questo bisogno di legare attraverso il male fisico caratterizza anche le sue relazioni all'esterno della famiglia.
Mi chiedo, quanto teme di non essere vista se dovesse scomparire la visibilità del suo corpo? Perchè sente che il male fisico è un modo per tenere legate le persone? Chi in famiglia dà più attenzione alla malattia fisica? Chi invece no?
Spero che i miei suggerimenti possano aiutarci a tracciare una possibile via da esplorare.
Un abbraccio a presto.
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Gio Mar 18, 2010 1:43 pm

Dott.Luca Esposito ha scritto:
Ciao Rina,
capisco il suo bisogno di dare una possibile spiegazione alla sofferenza che vive. Questo bisogna nasce dall'esigenza di iniziare a fare un pò di luce nella fase buoia che si sta attraversando, per orientarsi meglio e aggrapparsi a qualcosa. Il rischio, dall'altra parte, è affibiarsi involontariamente etichette che cristallizzano la fase evolutiva che bisogna attraversare immergendosi dentro...l'unico modo per attraversare da un lato all'altro un fiume, implica...qualsiasi sia il mezzo usato, il bagnarsi almeno un pò. Non so dirle se si tratta di un evento traumatico, nè sono nella posizione adatta per determinare la natura psichica della sua sofferenza fisica. Ma quello che possiamo fare insieme è iniziare ad intravedere la possibile funzione che il persistere delle sue sensazioni può sfolgere all'interno delle sue relazioni significative...questo è alla nostra portata.
Da quel che scrive, ho l'impressione che la sua sofferenza tenta di LEGARE quando attorno a sè ci sono minacce di separazione...forse la malattia è il tentativo estremo di tenere uniti e vicini le persone che teme di perdere o che sente possano separarsi l'uno l'altro e da sè. Forse, all'interno della sua storia familiare la malattia è un catalizzatore di attenzione, di comprensione e di unione familiare. Non so, avanzo delle possibili ipotesi da vagliare insieme. Naturalmente, come una profezia, questo bisogno di legare attraverso il male fisico caratterizza anche le sue relazioni all'esterno della famiglia.
Mi chiedo, quanto teme di non essere vista se dovesse scomparire la visibilità del suo corpo? Perchè sente che il male fisico è un modo per tenere legate le persone? Chi in famiglia dà più attenzione alla malattia fisica? Chi invece no?
Spero che i miei suggerimenti possano aiutarci a tracciare una possibile via da esplorare.
Un abbraccio a presto.

Caro dottore la ringrazio della sua disponibilità nel trattare il mio caso...
Quindi lei pensa che il persistere di queste sensazioni sia legato alle mie relazioni significative?
Dunque..la separazione tra i miei genitori è accaduta più di due anni fà ed ho sofferto molto per questa cosa... e quindi mi chiedo....perchè solo ora (dopo due anni)...dovrei cercare di legare ipoteticamente la mia famiglia e non l'ho fatto prima?
All'inizio la separazione per me è stata devastante ma pian piano l'ho accetata...
Non nascondo che a volte mi manca il calore familiare ma sò nello stesso tempo che nulla potrà ritornare come prima perchè mio padre e mia madre si sono rifatti una vita...
Mio padre ci ha allontanati dopo qualche anno (dice che vuole farsi la sua vita), mia madre pur essendosi trasferita al nord non ci ha mai allontanati anzi...(ci chiama ogni giorno e stà pensando di trasferirsi a noi per starci più vicini)...
Poi c'è mio fratello che ora vive da solo a napoli...(io sono di salerno)...Ogni tanto lo vado a trovare...ma vorrei che si trasferisse a salerno perchè penso che lì sia troppo solo...
Io non credo che il male fisico sia un modo per tenere legate le persone...anche perchè non l'ho mai detto nè a mio padre,nè a mia madre e nè a mio fratello qst mia sensazione....
All'inizio ho accennato qualcosa a mia madre e mio fratello ma loro mi hanno detto che è solo una cosa psicologica....poi non gli ho detto più niente...
L'unico che vive con me queso disagio (e mi dispiace tantissimo) è il mio ragazzo...Ormai lui per me è la mia famiglia....è tutto per me...
Non saprei dirgli chi nella mia famiglia dava più attenzione alla malattia fisica...
Grazie ancora...
Quindi il mio sarebbe solo un modo per ATTIRARE ATTENZIONE?
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Lun Mar 22, 2010 7:22 pm

Dottore la aspetto presto...
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Lun Mar 22, 2010 10:17 pm

Cara Rina,
mi scuso per il ritardo, ma a volte sento il bisogno di riflettere e rileggere su quello che ci scriviamo. Rileggere le cose a distanza di tempo permette di cogliere aspetti e sfumature non trovate in precedenza. Provare per credere! Wink
Sento che il tema della distanza, della vicinanza e della lontananza sia centrale nella sua storia di vita e nelle vicende burrascose che hanno caratterizzato la sua famiglia. Mi meraviglia come il suo male non abbia avuto voce nella sua famiglia, non ha trovato spazio e mi chiedo se è frequente che lei non dica, o risolva da sè le cose che capitano e che le danno immensa preoccupazione. Mi chiedo se ha dovuto soffocare la sua voce per lungo tempo fino a che la gola fosse piena. Come la fa sentire? E' proprio così, ha dovuto vedersela da sola? Da quando?
Inoltre mi vien da chiederle se con il suo ragazzo, la sua nuova famiglia, lei cerca di compensare le mancanze vissuta in quella di origine... e se si come? Come funzionano le cose tra voi? Il suo ragazzo si prende cura di lei? Chi altro lo fa, chi non l'ha fatto quando ne sentiva la necessità? E il tema dell'abbandono? Con il suo ragazzo è diverso?
Un abbraccio e a presto.
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MessaggioTitolo: Re: Ansia o qualcos'altro?   Lun Mar 22, 2010 10:59 pm

Dott.Luca Esposito ha scritto:
Cara Rina,
mi scuso per il ritardo, ma a volte sento il bisogno di riflettere e rileggere su quello che ci scriviamo. Rileggere le cose a distanza di tempo permette di cogliere aspetti e sfumature non trovate in precedenza. Provare per credere! Wink
Sento che il tema della distanza, della vicinanza e della lontananza sia centrale nella sua storia di vita e nelle vicende burrascose che hanno caratterizzato la sua famiglia. Mi meraviglia come il suo male non abbia avuto voce nella sua famiglia, non ha trovato spazio e mi chiedo se è frequente che lei non dica, o risolva da sè le cose che capitano e che le danno immensa preoccupazione. Mi chiedo se ha dovuto soffocare la sua voce per lungo tempo fino a che la gola fosse piena. Come la fa sentire? E' proprio così, ha dovuto vedersela da sola? Da quando?
Inoltre mi vien da chiederle se con il suo ragazzo, la sua nuova famiglia, lei cerca di compensare le mancanze vissuta in quella di origine... e se si come? Come funzionano le cose tra voi? Il suo ragazzo si prende cura di lei? Chi altro lo fa, chi non l'ha fatto quando ne sentiva la necessità? E il tema dell'abbandono? Con il suo ragazzo è diverso?
Un abbraccio e a presto.

Dottore grazie per avermi risposto...
Prima di scriverle quanto mi ha chiesto le dico che ora ho anche mal d'orecchi dopo aver preso freddo ed il mal di gola è un pò peggiorato...cmq...
Devo dire che da piccolina ero timidissima e quello che pensavo non lo dicevo...Sicuramente avrò soffocato delle cose che non ho detto (ma non ci rimurgino sopra e mi passa...)...Ma crescendo mi sono aperta un pò di più e la maggior parte di quello che pensavo l'ho sempre detto e mi sono tolta anche qualche sassolino dalla scarpa...
Non me la sono vista da sola perchè ho avuto sempre il mio ragazzo al mio fianco...
Devo dirle che all'inizio cercavo con il mio ragazzo di compensare le mancanze della mia famiglia...
Non riesco a dirle come ma sò che lo facevo...
Le cose tra me e il mio ragazzo vanno bene...siamo molto complici e siamo una coppia molto tranquilla...conviviamo da 2 anni...
E' normale che ci siano alti e bassi ma davvero ci vogliamo molto bene ed abbiamo trovato una stabilità di coppia che io definisco da favola...
Il mio ragazzo è molto protettivo nei miei confronti...e si può dire che si..si prende cura di me...Prima glielo facevo fare ma ora diciamo che sono diventata più autonoma...
Gli faccio un'esempio...prima io scendevo solo con lui...(perchè avevo paura di scendere da sola e poi lui si preoccupava...), ora invece scendo anche da sola e non ho paura e lui è più tranquillo....
Beh quello che si prende cura di me per modo di dire ora è solo il mio ragazzo...ma qst lo chiamo AFFETTO...
Il mio ragazzo vive con la mamma e quindi io stò con lui e con la mamma...
Purtroppo la mamma soffre di halzaimer e non le dico in che condizioni stà...
Si scorda sempre le cose...ogni cinque minuti ci chiede l'ora oppure qualkos'altro...ha delle vere e proprie manie...ed è anche qst che mi dispiace un pò...
Beh...quando ne sentivo la necessità i miei parenti mi hanno voltato le spalle...qst sempre per colpa della separazione dei miei genitori...
Ma i rapporti nell'ultimo periodo si sono decisamente addolciti...anzi stà ritornando tutto come prima...
Ho ripreso i rapporti e stà andando tutto bene...
Grazie ancora dottore...
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