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 rapporto di coppia

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fraintesi



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MessaggioTitolo: rapporto di coppia   Mar Nov 03, 2009 10:32 am

Crying or Very sad [justify]Buongiorno
non so da dove iniziare ... diciamo che mi trovo a vivere un momento alquanto difficile sebbene per una donna la gravidanza è un momento felice e poi è stato tanto desiderato ma non riesco a capire cosa passa per la testa di mio marito.
Che sia stato sempre molto impulsivo, testardo e dispettoso lo sapevo ma addirittura senza un briciolo di cuore per il gusto di una ripicca mi sembra tanto perchè se vuol smettere di far il marito ok, smettere di far il padre non l'accetto.
Sebbene la gravidanza posso sconvolgere una coppia non credo che quest creatura ne sia la causa piuttosto sia qualcosa dentro di sè che con un evento così importante l'abbia sconvolto.
Abbiamo litigato un motivo alquanto futile che dietro nasconde ben altro, infatti, lui è abituato ad imporre le sue idee e se io sono contraria difficilmente scende a compromessi o se lo fa io divento trasparente. In più si è dimostrato un vero egoista ogni comodità ed ogni acquisto per lui o per la casa ha un senso, anche se oneroso ma quando tocca a me è inutile: io sono viziata. Visto che lavoriamo entrambi ed io mi occupo anche della casa, in cui lui fa ben poco, e non mi sembra di aver pretese assurde visto che sono molto oculata nelle spese, a dimostrazione di ciò è che la gestione finanziaria è totalmente nelle mie mani, non vedo perchè le miei esigenze(necessità) devono esser un superfluo a differenza delle sue=necessarie. Voglio aggiungere che in un periodo di crisi economica come questo abbiamo deciso di informarci delle nostre spese in modo da poterle gestire al meglio.
In tutto questo la sua famiglia è onnipresente, se loro sono a chiedere lui non si tira indietro e sinceramente la cosa mi urta prima per una gestione economica errata della sua famiglia che non può sempre sbagliare a far conti e poi ora non è più solo tutto quello che abbiamo è nostro e dobbiamo pensare a questo bimbo che deve arrivare.
Il suo problema è che non dialoga, preferirei tante brutte verità al silenzio, viviamo nella ns casa come separati ognuno ha la sua stanza, i suoi passatempi e se sto male (tipici malesseri della gravidanza) lui nonostante ode tutto continua la sua vita come se io fossi in perfetta forma e visto che viviamo lontani da tutti io a chi deve chieder aiuto semmai ne avessi bisogno?
Questo non l'accetto e lo ritengo grave perchè in gembro ho suo figlio che mi auguro non avverta nulla di tutto quello che sta accadendo. Potrei affrontarlo e parlargli ma l ho fatto altre volte e non è cambiato nulla, poi lo riterebbe come una sua "vittoria" si sentirebbe di esser nel giusto quando ciò non è vero.
Se mi dicesse "non ti amo più" sarebbe dura ma lo preferirei a questo inferno, essere nella stessa casa e non vedersi è deleterio.
Io sono pronta a tutto anche perchè in questo momento devo pensare a questo bimbo che cresce dentro di me, io non vorrei che finisse ma non posso nemmeno accettare un simile atteggiamento siamo umani ed il rispetto non si toglie a nessuno.
MI date una mano?
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: rapporto di coppia   Mar Nov 03, 2009 8:08 pm

Cara Fraintesi,
il suo stato d'animo è davvero comprensibile. Un bambino che sta per venire al mondo è spesso fonte di entusiasmo, unione, cooperazione, aspettative e sogni da parte di entrambi i membri della coppia. La coppia si unisce per qualcosa che è stato desiderato e progettato insieme. Il legame che tiene uniti diventa più forte e vincolante in vista delle cure e delle attenzioni che il neonato richiederà per crescere in modo sano e adeguato al contesto sociale. Ha ragione nel ritenere la nascita di un bambino anche un evento critico per la coppia nel suo complesso. E' così, il bambino che porta in grembo è anche fonte di ansia e di preoccupazioni, anche e soprattutto perchè la coppia diventa TRIADE, cioè composta da tre PERSONE. Inoltre, i coniugi/partner diventano genitori e un nuovo ruolo, nuove mansioni e nuove relazioni devono strutturarsi, essere negoziati e accordati. Spesso, tutto questo determina l'emergere di conflitti già preesistenti ma anzi chè risolti sono stati tacitamente accantonati. Sento, da ciò che dice, che i problemi relazionali riscontrati dopo la gravidanza, siano presistenti ad essa. quando ciò accade, il neonato e ciò che rappresent anon riesce a risolvere i problemi della coppia, se non addirittura li acuisce. Questo perchè si "rischia di usare un mezzo improprio" per risolvere i problemi che stanno ad un livello diverso che è di tipo coniugale prima che genitoriale. Questo, devo ammettere, capita sovente...anche se non sono sicuro se è il suo caso. Sento, infine, che è più difficile affrontare le problematiche della propria famiglia quando non ci si è adeguatamente separati dalla famiglia d'origine. Se si è ancora troppo figli è difficile diventare prima coniugi/partner e poi genitori. E se si è troppo mamma del proprio partner è più difficile pensare che concederà spazio al nuovo nato.
Nel complesso, le consiglio di dedicarsi alla sua salute, alla sua gravidanza, di godersi quest'esperienza unica e irripetibile, nel bene e nel male. Mi auguro che riuscirà sempre più a concedere mentalmente lo spazio mentale che suo figlio/a merita, di iniziare a parlare con lei/lui, dedicarle/gli una canzone, comunicare quanto più possibile e nei modi più disparati(tatto, voce, immaginazione, alimentazione etc etc) con la splendita creatura che a breve donerà a sè e al mondo intero. Spero che riesca a ritagliarsi uno spazio tutto per sè....che in questa fase e solo in questa è anche per un'altra persona. In bocca al lupo.

Un abbraccio a lei e uno almeno immaginario al suo bambino
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fraintesi



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MessaggioTitolo: Risposta al suo intervento   Mer Nov 04, 2009 10:28 am

La ringrazio per la sua risposta, leggere un parere esterno è importante perchè in questi momenti temo di esser accecata dalla rabbia e di non esser realista nel fare ciò che è più giusto. Ho commesso un errore ora non ne vorrei fare un altro, anche perchè ora non sono più sola.
Vede io ho deciso di concentrarmi su questa creatura che non ha colpe per non fargli risentire di quello che sta accadendo mi creda non è facile, ci sono dei momenti in cui vorrei affrontarlo per prendere una decisione ma la voce non mi esce perchè ricevere tanta indifferenza anche in un momento di bisogno quando siamo lontani da tutti (io avrei solo lui nel luogo dove risediamo) non è bello, conviverci facendo finta che non sia accaduto nulla. (Esser soccorsa da un'amica che ti è venuta a trovare per caso e non da lui che era lì con te fa male).
Abbiamo messo al mondo questo figlio perchè lo desideravamo, abbiamo atteso per accoglierlo nel momento giusto, non era una "risoluzione" ad i nostri problemi preesistenti ed ho sempre detto che io sarò si madre (di nostro figlio non sua) ma prima donna e moglie.
Per una donna una gravidanza già è un momento di sbandamento poi viverla in solitudine disorienta, avessi accanto qualcuno sarebe diverso. Tutto questo per dirle che il problema con mio marito rimane ed io non posso in questo momento far finta che non esiste, non sono serena e davvero mi creda non so che fare. Io ringrazio Dio di avere uan gravidanza alquanto serena ma ci sono dei giorni in cui sto male, vorrei un bicchier d'acqua, mangiar qualcosa e non riesco ad alzarmi dal letto, lui è a pochi passi da me e non fa assolutamente nulla, questo mi fa sentir sola e mi preoccupa ma non per la mia salute bensì quella di nostro figlio.
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: rapporto di coppia   Mer Nov 04, 2009 12:53 pm

Cara Fraintesi,
mi dispiace per tutto quello che lei sta vivendo. Deve essere dura sentirsi soli in una condizione che per sua natura richiede vicinanza e collaborazione. Sento che è comprensibile sentirsi più vulnerabile e insicuri quando si immagina solo minimamente di dover affrontare la gravidanza e le cure necessarie per il proprio bambino, nell'inidifferenza più totale. Si avverte, inoltre, il senso di impotenza che solo l'esasperazione può far credere. Temo che i vissuti intensi abbiano indotto l'illusione, facile ad istallarsi, che tutto sarà sempre così, che le cose non possono essere cambiate e che questa condizione permarrà a lungo, se non per sempre. Io sento, invece, che le cose possono cambiare, sia per nostra volontà sia per il fluire della vita, che di per sè è mutevole e trasformativa, nel bene e nel male. Bisogna solo cogliere il tempo giusto e riconoscere che forse oggi non è il tempo dei cambiamenti, ma solo quello di viversi pienamente questa difficile fase di transizione. L'accettazione è il primo passo per il cambiamento, anche se mi rendo conto che è difficile a sentirlo nelle condizioni in cui si trova. Per questo rinnovo l'invito a dedicarsi del tempo, di mettere quanto più possibile i rancori, le delusioni, la rabbia e la paura sotto parentesi, per poi riprenderle successivamente. Credo, infine, che sia utile per lei ritrovare parte dei suoi vissuti anche nel suo partner. Mi spiego meglio. Sento, anche se è azzardato affermare una cosa del genere, che forse parte dell'atteggiamento poco giustificabile a prima vista espresso da suo marito, vi possano essere sentimenti di paura, di impotenza, di ansia e senso di inadeguatezza rispetto sia alla gravidanza sia alla relazione che ha con lei. Spesso, l'indifferenza e/o la superbia e l'egoismo nascondono in fondo aspetti del sè che vengono protetti. Spero che guardando con occhi diversi, integrando l'immagine di suo marito in aspetti diversificati che vanno oltre l'apparenza, lei possa trovare la serenità giusta per portare avanti la sua gravidanza nel modo più sereno possibile e possa anche rimandare a quanto possibile in tempo del cambiamento.
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fraintesi



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MessaggioTitolo: 2 risp al suo intervento   Mer Nov 04, 2009 1:38 pm

la ringrazio tantissimo per le sue parole mi sono arrivate dritte al cuore.
Ha centrato il punto, mio marito è felicissimo di questo bimbo e so che mi ama per davvero, il problema è dentro di lui. Come lei dice la sua è paura, è insicurezza ma soprattutto senso di inadeguatezza verso questa creatura ma sopratutto verso di me. Tutto questo io l'avverto e gli chiesto più volte di farsi aiutare, che gli sarei stata vicino, avrei fatto tutto quello che mi chiedeva ma la sua risposta è stata "io non ne ho bisogno".
Anche io credo nei cambiamenti, ho fiducia nella persone ma non riesco ad averla il lui perchè in tutti questi anni mi sono illusa ed è per questo che mi ritrovo in questa situazione. Sicuramente prima di prendere una decisione aspetterò (come sto già facendo nonostante sia dura) ma non posso accettare la mancanza di rispetto per me e per suo figlio, e non lo dico per rabbia.
Grazie ancora!
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