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 Fobia dell'aereo

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Fedi89
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MessaggioTitolo: Fobia dell'aereo   Ven Gen 29, 2010 11:32 pm

Salve!

Vorrei cercar di capire insieme questa fobia.
L'associo ai disturbi d'ansia perchè prima di soffrirne ho preso alcune volte l'aereo tranquilla e spensierata Smile
L'incubo è arrivato quando è arrivata lei....la paura.....inutili i tentativi della frase "è il mezzo piu' sicuro". Non è questo il punto,
quanti ne muoiono d'incidente stradale eppure ho un buon rapporto con l'auto Wink
Il punto,almeno nel mio caso sta nel mancarmi la terra...non mi posso immaginare in ariaa..e anche se è il mezzo piu' sicuro
c'è comunque sia la probabilità. Quell'evento davvero disastroso.
Non mi sento sicura a bordo,non ho la situazione sotto controllo!
Cosa ne pensate?
Eppure sarebbe cosi comodo l'aereo!!! sopratutto per me che sono fuori dalla mia isola per studio.
Ho provato a prenderlo pur avendo la paura,ma nn ha senso viverlo con l'attacco di panico.
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: Fobia dell'aereo   Sab Gen 30, 2010 11:33 am

Ciao Fede,
mi sembra di capire che la paura di prendere l'aereo sia subentrata dopo o in comitanza con altre paure che lei vive quando comunque ha i piedi a terra. L'ansia o la paura eccessiva e altamente condizionante ha poco a che fare con l'oggetto a cui sembra riferirsi(l'aereo, gli spazi chiusi, gli spazi aperti etc etc), ma è molto legata al significato simbolico che l'oggetto assume e a cui rinvia inevitabilmente.
La perdita di controllo a cui fa riferimento, sembra una buona tematica da prendere in considerazione, che mi fa pensare quanto lei sente di dover avere tutto sottocontrollo e come si sente responsabile per qualsiasi cosa rientri nel suo "raggio d'azione". Questo è sicuramente un carico pesante da portarsi in viaggio da sola. Da sola, già. Ho l'impressione proprio che lei sente di non poter contare su nessuno in quanto di nessuno riesce a fidarsi veramente. Così nessuno è all'ALTEZZA di esserle accanto e affrontare insieme le vicissitudini del mondo. Essere all'ALTEZZA, mi sembra un'altra tematica da prendere in considerazione, così come la giusta distanza dalle persone care a cui siamo legati inevitabilmente. La distanza, il viaggio di andata(separazione dalle persone care) e di ritorno(riconciliazione e vicinanza), la perdita di controllo su tematiche che possono subentrare alla coscienza(come quelle che hanno a che fare con la giusta distanza tra vicinanza e separazione dalle persone significative, in special modo dalla famiglia), il senso di sentirsi responsabili per quello che le succede e di dover essere all'altezza, mi sembrano spunti di possibili riflessioni associabili alla paura dell'aereo di cui accenna.
Occorre però che ci dia più elementi e informazioni, raccontandoci di lei, della sua vita e delle sue relazioni.
Un caro saluto.
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Fedi89
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MessaggioTitolo: Re: Fobia dell'aereo   Sab Gen 30, 2010 12:23 pm

Buon giorno dott. Luca!

"...sia subentrata dopo o in comitanza con altre paure che lei vive quando comunque ha i piedi per terra." Giustissimo!! Infatti
non a caso prima di soffrire d'ansia\attacchi di panico prendevo l'aereo tranquillamente. In tutto questo penso centri la mia
grande paura per la morte che è nata con l'episodio del primo attacco di panico. Le racconto brevemente: sino all'eta di 18 anni
(ora ne ho 20) credevo di esser immortale, quella notte che mi venne l'attacco..non sapevo cosa mi stesse accadendo: sensazione
di soffocamento,tacchicardia a mille,dolore al petto,paura di morire,di avere un infarto,di svenire etc etc...erano circa le
due di notte,ero sola..in pericolo secondo me..ma non potevo nemmeno chieder aiuto: ero paralizzata! Da li' ho realizzato la mia
mortalità. Non l'accetto. Ho paura delle malattie,della solitudine e delle altezze. "è molto legata al significato simbolico che
l'oggetto assume e a cui rinvia" ...L'ALTEZZA!!! mi fa impressione! Per una piccola riflessione metto a confronto la nave con l'aereo: in entrambi non conosciamo chi pilota,se dovesse succedere qualcosa in entrambi m'immagino una catastrofe: fuoco etc etc...la differenza qual'è?L'ALTEZZA!! non a caso infatti,la nave non la temo.
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: Fobia dell'aereo   Sab Gen 30, 2010 6:58 pm

Ciao Fede,
episodi come il suo sono la norma nel periodo di vita che sta attraversando. I sintomi elencati sembrano quasi assumere la funzione di rito di passaggio da una fase della crescita all'altra, durante la quale molte cose di noi e delle nostre relazioni significative iniziano a cambiare. Il problema, però, è il circolo vizioso che può scatenarsi e che vede la paura generare solo paura fino a condizionare molte cose che facciamo. Qualsiasi crisi presenta un culmine per poi decrescere...dimostrando che la paura e l'aspettativa di fondo non si realizza mai. Di solito, dando libero sfogo alla crisi che sopraggiunge potrebbe poi passare indisturbata e potrebbe attenuarsi in frequenza e intensità nel conrso del tempo. Dall'altra parte crearsi cattive aspettative, paure e timori riguardo il presentarsi della crisi, quest'ultima busserà alla porta volentieri. Insomma, se la si invoca involontariamente si presenta puntuale, se la si invoca e la si accoglie consapevolmente, fa dietro front e dà maggiore margine di libertà.
Da quel che scrive, però, sento che è più matura della sua età. Ho l'impressione che sia fortemente responsabilizzata, come se nella vita al di fuori dell'aeroporto abbia il bisogno di controllare tutto e tutti, di far affidamento solo su se stessa, di non poter tollerare che qualcosa vada storto e che sia fatta di aspetti umani o mortali per così dire. Credo che un pò sia troppo esigente verso di lei...ma anche verso le persone con cui stabilisce relazioni significative. Mi chiedo: chi è a conoscenza del suo disagio? Con chi riesce davvero a sentirsi al sicuro, riesce a farsi guidare, ad affidarsi insomma? Cosa fa nella vita e come il suo disagio l'ha condizionato? Con chi riesce a mostrare i suoi aspetti umani e/o mortali? con chi invece non ci riesce?
A presto.
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MessaggioTitolo: Re: Fobia dell'aereo   Sab Gen 30, 2010 8:00 pm

Salve dott.Luca!

Dunque..incominciamo col dire che sono Sarda, e mi trovo in Toscana per studiare estetista.Convivo. Mi manca immensamente la mia vita sarda,la mia famiglia,tutto insomma. Qui non mi ci trovo,ma non perchè c'è qualcosa che proprio non và...forse perchè rifiuto gli stili di vita al di fuori dei miei. Voglio quelli e basta. (scusi se sono cosi tosta,ma è perchè mi rode la situazione). Del mio disagio è a conoscenza la mia famiglia,il mio ragazzo,le mie amicizie...non mi metto problemi a parlarne...ovviamente dipende cmq sia da chi mi trovo di fronte. Riesco a sentirmi al sicuro con chi voglio bene e viceversa,con gli psicologi....con gli sconosciuti non molto. A meno chè non sno sulla mia isola... Sono tutt'altra persona li.... sarà che kmq sia li ho i miei punti di riferimento mentre qui no. Nel mio disagio parlo parlo parlo...questa è una delle cose che mi fa star bene. Mi ha condizionato fortemente perchè le faccio un es. prima di poter tornare a casa mancano 3 mesi,ma ho sempre la tentazione di mollare tutto perchè non ho piu' voglia di vedermi triste e ansiosa dal lunedi al venerdi. Menomale che col fine settimana và in ferie pure il disagio Wink Come mai ho sempre voglia di scappare?perchè mi voglio sempre vedere felice? mi sembra di trattarmi male quando mi viene l'ansia: è come se mi dicesse non insistere. Non fa per te questa situazione,cambia aria. E io devo dargli retta per non farmi male. Faccio un es. ho smesso di fumare perchè se no mi faccio del male. Mi voglio troppo bene? o è sempre collegato alla paura della morte? perchè per me troppa infelicità = depressione. eee il mio trucco è se nn stai bene,cerca altrove...ovviamente prima si attende un attimo e si cerca di modificare o di far qualcosa,ma senza logorarci troppo su. Questa volta però il mio trucco non è possibile attuarlo perchè c'è di mezzo il dovere. Mm non ci vado molto d'accordo con esso. Non penso di esser troppo severa con me stessa,bhè forse un pochino a volte...ma menomale mi voglio molto bene!! Mi vado bene cosi! è la situazione in cui mi trovo che non mi và a genio.

La ringrazio,a presto!
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MessaggioTitolo: Re: Fobia dell'aereo   Mar Feb 02, 2010 7:23 pm

Ciao fede,
ho letto con interesse ciò che hai scritto e mi sono venute in mente alcune domande da farti.

Che cosa lasci in Sardegna, in termini di relazioni significative?
Quanto pensi sia importante la tua presenza in famiglia sull'isola?
Che effetto ha fatto il tuo disagio alle persone alle quali l'hai raccontato? come hanno reagito?
E' davvero così? Sull'isola aveva tutto sottocontrollo? Cosa? e ìnvece cosa non riusciva a sopportare in quanto al di fuori del suo controllo?
Anche sull'isola evitava le novità e le piaceva una vita più abitudinaria, testata e sicura?
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MessaggioTitolo: Re: Fobia dell'aereo   Mar Feb 02, 2010 9:40 pm

Salve dott. Luca!

- in Sardegna, riguardo alle relazioni significative, lascio i miei punti di riferimento : famiglia, parenti, amicizie strette, conoscenti..

- La mia presenza in famiglia non è indispensabile. .

- Il mio disagio piu' che raccontato, l'ho fatto assistere a chi era attorno a me. (L'argomento si sta espandendo..non stiamo piu' parlando di fobia dell'aereo, ma degli attacchi di panico in generale causati da fobie. . .) Perciò durante un attacco c'è chi mi è stato vicino es. il mio ragazzo che, a mia richiesta..ai suoi tempi..mi portava al pronto soccorso (senza medicine non riuscivo a calmarmi,rimanevo tutto il giorno con attacchi di panico uno di seguito all'altro. Devastante!) C'è chi mi è stata vicina psicologicamente ovvero la mia migliore amica che conoscendo il disturbo in prima persona m ha aiutata a ragionare per bene,dico io! C'è chi per "la strada" mi ha deriso durante il malessere..dicendomi che..faccio l'es. di un giorno "per uno stupido lampo vado in tilt". Non mi ha toccata , sono persone che non sanno cosa significhi realmente trovarsi in tali stati d'animo. Cosi via..tutto sommato chi piu' chi meno mi sono stati\mi stanno vicino!

- Sull'isola non avevo tutto sotto controllo poichè la mia terra mi dà una certa sicurezza di per sè..sarà per i punti di riferimento. Il tener sotto controllo subentra fuori dall'isola perchè mi sento "fuori nucleo".

- No, sull'isola non evitavo la novità. . anzi!! la vita abitudinaria mi dà noia li'. .

Che idea si è fatto di tutto ciò che ci siamo detti?

La ringrazio!
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Dott.Luca Esposito
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MessaggioTitolo: Re: Fobia dell'aereo   Mer Feb 03, 2010 6:56 pm

Cara fedi,
credo che il suo disagio abbia a che fare con una fase della sua crescita, una fase di passaggio che tutti attraversiamo. Questo è comprovato dal fatto che spesso i giovani della sua età vivono paure e ansie eccessive quasi come fosse un rito di passaggio dalla fase adolescenziale verso quella della prima età adulta. Naturalmente, questo passaggio comporta una ridefinizione della vicinanza e della lontanaza dalle persone significative, il grado di dipendenza e di autonomia dai propri familiari in primis. Naturalmente, questo può determinare forti paure e i segnali che manifestiamo di disagio sono un modo che ostacolano il passaggio a favore di una maggiore permanenza allo stadio di vita precedente, quello che ci garantirebbe una maggiore vicinanza alle persone che rappresentano la sicurezza e la forza che sembra mancare in noi.
Se ci fa caso, i segnali di disagio di cui parla sono associati tutti alla vicinanza e alla lontanaza dalla famiglia in primis o ai luoghi familiari(che un pò è lo stesso). Un pò i suoi sintomi la spingerebbero a riavvicinarsi ai suoi punti cardine, alle persone che vuole bene e che organizzano un equipe assistenziale attorno a lei, quasi a garantirle la vicinanza che teme di perdere. Naturalmente, la vicinanza e la lontananza geografica sono solo simboli di quella vicinanza e lontananza di cui parlo e che ha a che fare con aspetti più emotivi e affettivi. Inoltre, il suo disagio cerca di sabotare i suoi tentativi di autonomia(la formazione e l'esperienza professionale) comportando un ritorno ad uno stadio di dipendenza precedente.
Il problema è capire: come mai sente di non essere indispensabile nella sua famiglia? Quando è lontana cosa pensa potrebbe accadere? Come si organizza la famiglia in sua assenza? Chi occupa il suo posto e svolge il suo ruolo?
A presto.
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