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 basta non ce la faccio più

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AutoreMessaggio
daniela
Ospite



MessaggioTitolo: basta non ce la faccio più   Mer Gen 13, 2010 10:38 am

Buongiorno,
io ho un disturbo ossessivo compulsivo che non mi da tregua,ho sempre la paura di fare del male alle persone(tipo dare loro una coltellata) e di fare male a me(suicidio) ma non voglio fare ne una ne l'altra cosa,non so più cosa fare,questi pensieri non mi fanno vivere,io sono sempre stata una persona solare e piena di vita,e non mi riconosco più...cosa devo fare?
Grazie
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Dott.Luca Esposito
Admin
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Messaggi : 149
Data d'iscrizione : 26.10.09
Località : Campania

MessaggioTitolo: Re: basta non ce la faccio più   Mer Gen 13, 2010 12:45 pm

Cara daniela,
il senso di oppressione e di sofferenza che vive si sente tanto da quel che scrive. Mi dispiace . Avverto quasi una forma di rassegnazione, come se abbia mollato le armi e deciso di arrendersi. Dall'altra la sua presenza qui mi conforta molto, indica che c'è una parte considerevole di lei che vuole liberarsi dalla prigione in cui si trova e vuole guarire. I pensieri insistenti, al di fuori del nostro controllo, possono diventare altamente fastidiosi e preoccupanti, inaccettabili e pieni di sensi di colpa. Più sono inaccettabili più per istinto tentiamo di scacciarli e allontanarli da noi stessi. Questi pensieri rischiano di farci diventare ciò che pensiamo, è questo la credenza che l'accompagna. I pensieri insomma, sono trattati alla stessa stregua delle azioni che rappresentano. Per cui se pensiamo di uccidere, pensiamo che siamo criminali omicidi e ci accusiamo pesantemente di questo e con tutta la nostra forza ci rifiutiamo di accettare le fantasie omicide e/o suicide. Da qui si crea il circuito vizioso che si auto-alimenta: più scacciamo questi pensieri(pieni di sensi di colpa), più ritornano con insistenza come un boomerang, più ritornano insistenti più ci sentiamo in colpa e li vogliamo scacciare e il circolo continua.
Sento che lei è un'amante delle sue idee, ci crede profondamente ed è poco disponibile a metterle in discussione. Le idee, insomma, non sono fantasie e rappresentazioni, qualcosa che rimandano ad altro, ma qualcosa di statico che indicano quello che mostrano. Le idee, inoltre, sono per questo sottoposte allo stesso metro di valutazione delle azioni...per cui se immagino di uccidere, divento un assassino potenziale e per questo mi punisco violentemente. In realtà, le idee e le fantasie sono sempre a carattere metaforico; una immagine rimanda a qualcos altro quasi sempre e questo qualcos altro è molto ma molto distante dal primo significato che siamo spinti a dare alle nostre fantasie omicide e suicide. Le sue idee e fantasie insistenti, da cui è spaventata comprensibilmente, e che cerca di scacciare, ritornano perchè tentano di farle capire il vero significato a cui rimandano, che ha poco a che fare con omicidi e suicidi concreti, ma forse a carattere metaforico. Un modo, forse, per interrompere la spirale che si autoalimenta è quello di farci pace, tranquillizzarsi, e cercare di capire cos'è che cercano di comunicarle e che non va nella sua vita reale e non nella fantasia. Sento, però, che ora non è il tempo di agire, ma forse solo quello di iniziare ad immaginare di poter credere all'aspetto metaforico delle fantasie omicide e suicide di cui parla. Ci provi almeno.
Mi chiedo, infine, se questi pensieri insistenti di cui parla e che la condizionano tanto, non rimandano al suo modo di vivere nella vita di tutti giorni, suggerendo di apportare degli aggiustamenti a qualcosa che non va e che ha a che fare con il bisogno di essere all'altezza, perfetta, precisa, buona, e dall'intolleranza di poter essere umana con pregi e difetti. Lei porta dentro una forte carica di rabbia che dovrebbe segnalarle che un certo modo di vivere è diventato insostenibile e inaccettabile, un modo di vivere che bada ad un ideale irrangiungibile di lei, a una perfezione inimmaginabile e all'intolleranza di poter sbagliare o che qualcosa possa essere fuori posto. I suoi pensieri, possono aiutarla a capire queste ed altro, per cui tenti e ci faccia più pace.
Mi faccia sapere, aggiungendo ulteriori informazioni che ci possano aiutare a tracciare una possibile strada da percorrere(ad esempio, verso chi sono diretti questi pensieri? quando si intensificano e quando avverte una loro riduzione? qual è il suo vissuto familiare? è in terapia attualmente?). A presto.
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